Sentenza Rigopiano, i familiari delle vittime: “Brucia la prescrizione per gli omicidi colposi”
Dopo la sentenza dell’appello bis per Rigopiano: “Per i morti non dovrebbe esserci prescrizione”.
Sentenza Rigopiano, la voce dei famigliari: “Sentire parlare di prescrizione ci ha fatto imbestialire”. Il procuratore generale: “Per la prima volta si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia”.
“Ci dispiace che per diversi imputati sia scattata prescrizione, perché sotto quell’albergo, che lì non doveva stare tra l’altro, sono morti in 29, in circostanze drammatiche, aspettando inutilmente di poter lasciare quel luogo che, ora dopo ora, si è trasformato in trappola infernale. Sentire parlare di prescrizione di ha fatto imbestialire”. Così Mariangela Di Giorgio, mamma di Ilaria di Biase, di Archi (Ch), morta a 22 anni, all’Hotel Rigopiano, dove lavorava come cuoca dopo la sentenza dell’Appello bis a Perugia che ha stabilito 3 condanne, 5 assoluzioni e 2 prescrizioni. “Per i morti – dice all’Adnkronos – non dovrebbe esistere la prescrizione. Assolto pure l’ex sindaco Lacchetta e questo non ci è piaciuto. Ci sono responsabilità precise per quanto accaduto. Se ognuno degli enti interessati avesse fatto il proprio dovere non sarebbe successo il disastro che da anni piangiamo e raccontiamo. Giustizia ottenuta? Nì. Almeno, alla fine, c’è stato il riconoscimento della responsabilità dei funzionari regionali e almeno questo l’abbiamo ottenuto. Ma i nostri figli, genitori, familiari… non ce li ridarà mai nessuno. Per venire qui – aggiunge – abbiamo fatto 350 chilometri”.
Momenti di tensione al termine della lettura del dispositivo in Corte d’Appello a Perugia per l’appello bis del processo per la tragedia di Rigopiano. L’avvocato dell’ex sindaco di Farindola Lacchetta, Cristiana Valentini è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione. Una reazione che non è piaciuta ai parenti delle vittime, in particolare alla madre di Stefano Feniello che ha urlato: “Si piange per la morte di un figlio non per un’assoluzione”.
“Siamo estremamente soddisfatti – ha commentato l’avvocato Massimiliano Gabrielli che rappresenta alcuni famigliari delle 29 vittime della tragedia – abbiamo finalmente ottenuto quello che a Pescara e a L’Aquila ci avevano negato. Ora abbiamo ottenuto la condanna dei funzionari regionali per disastro colposo. Avevamo impugnato la sentenza di primo grado e presentato appello proprio perché la Regione era uscita indenne dalla vicenda, nonostante tutto. Ora la Corte d’Appello di Perugia, in questo processo bis, ha condannato, per la mancata carta valanghe, a due anni tre funzionari regionali, quelli in carica più a lungo. Brucia la prescrizione per gli omicidi colposi. Sentire il non luogo procedere brucia tantissimo. Però tolto il Comune, nel complesso, alla fine di tutti i processi, sono stati condannati Provincia, Regione e anche l’ex prefetto di Pescara”.
“Per la prima volta si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia. Sentenza per certi aspetti storica. Certo, si tratta di un riconoscimento parziale, ma dobbiamo attenerci alla volontà dei giudici”. Queste le parole del procuratore generale Paolo Barlucchi.




