Maltrattamenti in famiglia e stalking, assolto aquilano
Assolto dal Tribunale dell’Aquila, perché “il fatto non sussiste”, un uomo aquilano imputato per maltrattamenti in famiglia e stalking nei confronti della compagna, madre della loro unica figlia.
Assolto dal Tribunale dell’Aquila, perché “il fatto non sussiste”, un uomo aquilano imputato per maltrattamenti in famiglia e stalking nei confronti della compagna, madre della loro unica figlia.
I fatti contestati risalivano al periodo compreso tra il 2022 e il 2023. L’uomo era stato denunciato dalla compagna, che lo accusava di reiterati comportamenti violenti e aggressivi, anche in presenza della figlia appena nata. In fase cautelare non era stato disposto l’arresto, ma era stata inizialmente proposta l’applicazione del braccialetto elettronico. L’imputato aveva rifiutato il braccialetto e, di conseguenza, il giudice aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento. Il processo ha preso avvio nel 2025. Nel corso delle udienze (quattro), sono state ascoltate le testimonianze della persona offesa e dei suoi familiari. La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Calderoni del foro dell’Aquila, ha controbattuto alle accuse nel corso dell’istruttoria dibattimentale, dimostrando che nella narrazione della donna non sussitevano ipotesi di reato per maltrattemtni e stalking, ma semplici discussioni familiari.
All’esito del giudizio, il collegio presieduto dal dottore Giuseppe Romano Gargarella, ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Il pubblico ministero, la dottoressa Roberta D’Avolio, aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il 30 marzo. La donna non si era costituita parte civile nel procedimento.



