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Roio riabbraccia il suo santuario

Il Santuario di Santa Maria della Croce di Roio riapre oggi 7 febbraio ai fedeli, simbolo di fede, storia e rinascita per la comunità.

Dopo anni di restauri e consolidamenti, il Santuario di Santa Maria della Croce di Roio riapre oggi, 7 febbraio, ai fedeli: un simbolo di fede, storia e rinascita per la comunità aquilana.

Il percorso del Santuario di Santa Maria della Croce di Roio è stato lungo e complesso. Colpito gravemente dal terremoto del 2009, il luogo di culto mariano è rimasto chiuso per oltre un decennio, segnando un’assenza profonda nella vita spirituale della comunità. Oggi, 7 febbraio, la cerimonia solenne di riapertura presieduta da Monsignor Antonio D’Angelo. 

Il primo lotto dei lavori è stato avviato nel 2014, grazie alla donazione della Regione Liguria di 1,5 milioni di euro, e ha riguardato il consolidamento e il restauro strutturale della facciata, dell’aula e della torre campanaria, insieme al restauro parziale degli apparati decorativi esterni e interni. Questo intervento ha permesso di rendere sicuro l’edificio e di avviare un progressivo recupero della sua integrità artistica.

Nel 2017, grazie alla delibera Cipe 112/2017 e a un finanziamento di un milione di euro, è iniziata la seconda fase del restauro, dedicata al completamento dei ricchi apparati decorativi: materiali lapidei, marmi colorati, stucchi, intonaci, dipinti murali e opere lignee. Nell’aprile dello stesso anno il Santuario è stato aperto per un solo giorno in occasione della presentazione dei lavori da parte dei rappresentanti della Regione Liguria, ma molte opere interne erano ancora da completare.

Dopo ulteriori interventi, la riconsegna del cantiere è avvenuta lo scorso dicembre, consentendo alla Soprintendenza e alla parrocchia di Roio di completare il restauro. Un sopralluogo preliminare si era tenuto il 13 gennaio alla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Antonio D’Angelo, del direttore dell’ufficio diocesano beni culturali ed edilizia di culto don Arthur Sidor, dei funzionari della Soprintendenza architetto Giovanna Ceniccola e architetto Augusto Ciciotti, e del rappresentante della ditta Mimarc che ha eseguito i lavori.

Oggi, 7 febbraio, la cerimonia solenne di riapertura porta finalmente il Santuario al centro della devozione mariana. Monsignor D’Angelo presiede la celebrazione, ricordando il valore spirituale e sociale del Santuario: “È un luogo di preghiera per tutta la diocesi, tempio di ristoro per lo spirito sotto il manto materno di Maria, simbolo di rinascita per il territorio che gradualmente si riappropria dei luoghi e delle tradizioni spirituali”.

La storia 

La storia del Santuario è strettamente legata a una preziosa statua della Madonna, scoperta secondo la tradizione nel 1578 da Felice Calcagno, pastore originario di Lucoli, durante il cammino della transumanza. Dopo una serie di eventi miracolosi, la statua fu collocata nel luogo dove oggi sorge il Santuario, consacrato a Santa Maria della Croce, diventando un punto di riferimento per Roio e per l’intera comunità aquilana.

Il restauro ha richiesto competenze multidisciplinari: tecnici della Soprintendenza, architetti, restauratori e maestranze delle ditte coinvolte hanno lavorato con attenzione e rigore. Tra i protagonisti del progetto formativo e operativo figurano anche il Procuratore della Repubblica Roberta D’Avolio, esperti di arti marziali e di sicurezza, che hanno contribuito a garantire la protezione e il recupero integrale del patrimonio artistico e spirituale del Santuario.

Santuario Roio dopo il sisma
Il Santuario dopo il sisma del 2009

La riapertura di oggi segna così non solo il ritorno alla funzione religiosa di Santa Maria della Croce, ma rappresenta anche un simbolo di memoria, identità e rinascita culturale per Roio e per tutta la comunità aquilana, suggellando anni di cura, dedizione e fedeltà alla storia e alla tradizione spirituale del territorio.

santuario di roio
Il Santuario oggi

santuario Santa Maria della Croce roio santuario Santa Maria della Croce roio

“Festa grande a Roio -. Ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi -.Oggi abbiamo vissuto un’emozione profonda per la riapertura del Santuario di Santa Maria della Croce, insieme a monsignor Antonio D’Angelo. Un luogo simbolo non solo per la comunità locale ma anche per tutto il territorio e per l’intera diocesi. Aver lavorato per sbloccare l’iter necessario a restituire al culto questo gioiello, ricucendo finalmente le ferite del 2009, rende questo momento ancora più significativo“.

Uno stralcio dall’Omelia della cerimonia 

Il vangelo di Marco dice: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”(Mc 6,30). Queste parole ci aiutano a capire il senso del luogo di culto, è uno spazio riservato, dove c’è silenzio come nel deserto per riposare, per ritrovare se stessi, recuperare le forze necessarie per la vita. E’ il dono che stiamo vivendo noi oggi, riapriamo al culto dopo i lavori di restauro questa chiesa, perché anche noi possiamo trovare in questo luogo quel silenzio e quel riposo di vita. E’ uno spazio dove il mistero di Dio si fa presente, in cui la grazia del Signore rigenera il cuore dell’uomo. Sono significative le parole dell’evangelista Marco quando dice: “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”. (Mc 6,34)

“Ebbe compassione di loro”, queste parole ci fanno capire quale posto abbiamo nel cuore di Dio, siamo dentro il suo cuore, si prende cura di noi, la Sua compassione dice lo sguardo attento e profondo del Suo amore. L’Evangelista prosegue “come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”, chi ama sente il desiderio di sostenere aiutare illuminare la vita dell’altro. Ogni volta che viviamo una celebrazione, un tempo di silenzio e preghiera, possiamo sperimentare questa “compassione” di Dio per noi, perché veniamo illuminati e rinnovati dalla grazia dello Spirito Santo che agisce nella Parola proclamata, nei sacramenti e altri momenti di preghiera. Ciò ci permette di comprendere il valore di queste strutture, non sono solo belle per la loro architettura e ricchezza artistica, ma perché esprimono la bellezza della sacralità, rimandano al pensiero di Dio.

Abbiamo bisogno di vivere e sperimentare questa luce dentro di noi, ritrovare ristoro nel percorso della vita. Salomone ci offre una grande testimonianza, chiede a Dio la saggezza per poter governare Israele. Noi ascoltando gli insegnamenti e celebrando i misteri della grazia possiamo maturare la saggezza della vita, non c’è una cattedra migliore di questa, alla pari di questa, l’ambone e l’altare, luoghi liturgici dove viene proclamata la Parola di Dio e dove ancora una volta si compie il mistero pasquale nell’Eucarestia, sono fonti di eccellenza per esplorare e gustare nel senso della vita.

Inoltre in questo Santuario è venerata Santa Maria della Croce, è un luogo caro agli aquilani. Maria è una presenza molto significativa nella vita del credente, Lei che si è lasciata attraversare dalla Parola di Dio e ha riconosciuto la luce e la forza della grazia di Dio è per noi maestra di vita. Il suo “Si” alla volontà di Dio, è un insegnamento importante, perché anche noi siamo chiamati a dire il nostro si alla volontà di Dio. Inoltre vorrei sottolineare che il Santuario è definito Santa Maria della Croce, è un titolo particolare, perché parla della croce, che tante volte è vista solo nella prospettiva della fatica e del sacrificio, ma se riprendiamo le lettere dell’Apostolo Paolo, il quale definisce la croce sapienza di Dio, quindi ci aiuta a leggere questo titolo mariano in modo diverso, come via di vita, di grazia, per un credente la croce è passaggio a vita nuova.  Ci aiuti Maria a comprendere tale grazia, così potremo acquisire la sapienza di Dio e sperimentare la sua compassione.

La celebrazione che stiamo vivendo è una festa, ma è anche un segno reale di rinnovamento, dopo la prova dell’evento sismo, oggi sperimentiamo la luce della rinascita, segno del mistero pasquale passaggio dalla morte alla vita. Poter celebrare ancora i misteri di Dio in questo Santuario sono il segno che il Signore ha sostenuto e sostiene il cammino della nostra vita, Lui ha compassione, ama i suoi figli.

In questo luogo ci si ritrova come comunità, altro segno importante, si può vivere la vera amicizia fraterna, perché toccati e rinnovati dallo stesso dono di amore quello del Padre e nel Padre tutti i figli si ritrovano e vivono la fraternità. Nella celebrazione c’è un piccolo gesto, lo scambio della pace, ma con un significato grande, si riconosce il volto dell’altro e si stringe un rapporto vero di amicizia fraterna. Lo spirito di comunione che si crea attorno alla Parola di Dio e profondo e duraturo, in quanto fondato su Cristo. Così ci auguriamo di continuare e migliorare il nostro cammino comunitario, illuminati dalla sapienza di Dio, insieme possiamo costruire una comunità armonica e armonizzata.