Mancata diagnosi nel 2005 per un bambino, maxi risarcimento
La Asl1 dovrà risarcire due milioni di euro per la mancata diagnosi di meningo encefalite. Il Caso
Asl1 condannata a maxi risarcimento. La Corte d’Appello dell’Aquila conferma la negligenza sanitaria che ha segnato la vita di un bambino per mancata diagnosi di meningo encefalite.
È arrivata dopo quasi vent’anni la decisione definitiva su un caso di sanità e giustizia che affonda le radici nel 2005. La Corte d’Appello dell’Aquila, pronunciandosi dopo il rinvio della Cassazione, ha condannato l’Asl 1 a versare due milioni di euro per le conseguenze di un errore medico avvenuto all’ospedale di Avezzano.
Al centro della vicenda c’è un bambino che, all’epoca dei fatti, non aveva ancora cinque anni. Dopo un soggiorno in Marocco, il piccolo ha presentato febbre alta, vomito, tosse, marcata sonnolenza e mal di testa continuo. I primi accertamenti effettuati in Abruzzo hanno portato ad una diagnosi rivelatasi poi errata, che non ha consentito l’avvio di cure adeguate.
Il quadro clinico è stato chiarito solo successivamente, con il trasferimento al Bambino Gesù di Roma, dove i medici riscontrano una meningoencefalite tubercolare, una patologia che necessita di un intervento terapeutico immediato. Secondo i giudici, il ritardo nella diagnosi ha inciso in maniera determinante sull’evoluzione della malattia.
La Corte ha disposto una consulenza medico-legale, i cui esiti hanno confermato le responsabilità già riconosciute nel giudizio di primo grado, aprendo alla quantificazione del danno permanente.
Attualmente, quel bambino è un uomo di 25 anni. Da oltre due decenni vive con una tetraplegia che gli ha compromesso in modo totale l’autonomia: è affetto da paralisi degli arti e del tronco ed è riconosciuto invalido al 100%.






