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Premio Borsellino, la storia di Ciro e l’appello a non voltarsi dall’altra parte

In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il Premio Borsellino promuove la rassegna “Abruzzo contro il bullismo”.

In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, la XXXIV edizione del Premio Paolo Borsellino ha promosso l’VIII rassegna “Abruzzo contro il bullismo: riconoscere, prevenire, contrastare”: la storia di Ciro e l’appello a non voltarsi dall’altra parte.

Oggi l’appuntamento a Palazzo Margherita, sede del Comune dell’Aquila, alla presenza del Procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni dell’Aquila David Mancini, della giornalista Paola Peluso e di Gloria Della Casa, madre di Ciro, vittima di bullismo. Un’iniziativa pensata dal Premio Paolo Borsellino in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, per sensibilizzare gli studenti, fornire strumenti concreti di prevenzione e promuovere una cultura del rispetto reciproco.

L’obiettivo della rassegna è chiaro: rendere i ragazzi consapevoli che i rapporti devono fondarsi sul rispetto e che le vittime non devono mai essere lasciate sole. I numeri confermano la gravità del fenomeno: secondo le stime, in Italia un bambino su cinque ogni mese è vittima di bullismo, un dato allarmante che impone un impegno costante.

Momento di forte commozione è stato l’intervento di Gloria Della Casa. “Sono la mamma di Ciro, un ragazzo che oggi avrebbe avuto 45 anni. Ciro era un ragazzo speciale, bellissimo e ben voluto, ma con una fragilità che lo portava a fidarsi di tutti. Considerava amici anche coloro che amici non erano“. Tra gli episodi più drammatici, quello in cui venne gettato in acqua con le mani legate dietro la schiena e lo zaino sulle spalle: “Se non fosse arrivato un pescatore, mio figlio sarebbe annegato“.

La madre ha sottolineato come, oltre alla violenza, una delle ferite più profonde sia stata l’omertà di coloro che vedevano e sapevano cosa stava succedendo: “Trovi sempre qualcuno pronto a coprire il gesto. Di fronte a un atto di bullismo, non possiamo girarci dall’altra parte: dobbiamo condannarlo e denunciarlo“. Un appello rivolto soprattutto ai genitori e alla scuola: “Abbiamo un ruolo estremamente importante. Dobbiamo insegnare ai nostri figli i valori del rispetto e dell’uguaglianza. Parlarne sin da piccoli, anche attraverso le istituzioni scolastiche, è un compito fondamentale“.

Ciro ha subito a lungo, fino alla decisione della famiglia di tutelarlo trasferendolo in un istituto. “Oggi il ricordo di Ciro vive nei gesti quotidiani: ogni volta che incontro una pattuglia delle forze dell’ordine, a cui mio figlio era molto affezionato, porto loro un caffè, proprio come mi chiedeva lui. E dico sempre che ‘questo è il caffè di Ciro’“.

Abruzzo contro il bullismo Premio Paolo Borsellino

Quello di oggi dovrebbe essere un tema quotidiano“, ha affermato il procuratore David Mancini. “Parliamo di un modo di stare insieme che riguarda ragazzi e adulti. A volte il bullismo può sfociare in tragedia: molti ragazzi arrivano a compiere gesti estremi perché non riescono più a sopportare il dolore“.

Mancini ha chiarito la definizione stessa del fenomeno: “È atto di bullismo ogni prevaricazione sull’altro compiuta per dimostrare la propria forza. C’è una differenza importante tra goliardia e bullismo: bullismo è quando si supera il limite della goliardia, arrecando sofferenza e dolore all’altro“.

La giornata dell’Aquila ha lasciato un messaggio forte: il contrasto al bullismo non può essere episodico, ma deve diventare un impegno quotidiano di comunità, scuola, istituzioni e famiglie.

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