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Asl 1, la Corte dei conti boccia il triennio 2022 2024 targato Romano

La Corte dei conti boccia la gestione della Asl 1 dell’Aquila nel triennio 2022-2024: nel 2024 la perdita è di oltre 33 milioni di euro.

Bilanci approvati fuori tempo, conti in rosso e ritardi nell’attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr. È una valutazione severa quella espressa dalla Corte dei conti sulla gestione della Asl dell’Aquila nel triennio 2022-2024, periodo in cui l’azienda sanitaria era guidata dall’ex direttore generale Ferdinando Romano. Dal settembre 2025 l’attuale manager Paolo Costanziha già avviato una serie di interventi correttivi.

L’analisi, contenuta in una deliberazione di circa ottanta pagine della Sezione regionale di controllo, mette in evidenza una serie di criticità di natura economico-finanziaria e organizzativa. In primo luogo viene censurata la reiterata approvazione tardiva dei bilanci, in violazione dei termini previsti dalla legge, elemento che secondo la Corte compromette la trasparenza e l’efficacia della programmazione.

Sul piano dei conti, si legge sul quotidiano Il Centro, il risultato economico resta negativo per l’intero periodo esaminato. Nel 2022 la perdita supera i 67 milioni di euro, nel 2023 scende a circa 44,7 milioni e nel 2024 si attesta a 33,9 milioni. Un miglioramento progressivo che viene riconosciuto, ma che non basta a superare quella che la Corte definisce una natura strutturale del disavanzo. Il contenimento della perdita, infatti, è attribuito in larga parte a entrate straordinarie e non a un riequilibrio stabile della gestione ordinaria, tanto che il risultato del 2024 risulta peggiore di circa il 10 per cento rispetto agli obiettivi fissati nel piano di razionalizzazione.

La Corte richiama inoltre l’attenzione sull’aumento persistente dei costi per beni e servizi sanitari, giudicato non pienamente governato da adeguati strumenti di programmazione e controllo. Viene sottolineata la necessità di rafforzare il monitoraggio della spesa, il governo della domanda sanitaria e l’appropriatezza prescrittiva, anche alla luce di un rapporto tra costi e valore della produzione che continua a superare il 100 per cento.

Tra le criticità rilevate figura anche l’assenza, per oltre dieci anni, di una inventariazione sistematica dei beni aziendali, situazione che rende urgente l’aggiornamento dell’inventario e la riconciliazione dei dati contabili nel rispetto delle regole di corretta amministrazione. Particolarmente delicata è poi la valutazione sull’operazione di leasing ventennale per la realizzazione del nuovo corpo di fabbrica dell’ospedale di Sulmona, ritenuta potenzialmente diseconomica, tanto da spingere la Corte a suggerire una possibile rinegoziazione o un riscatto anticipato, da valutare insieme alla Regione.

Il documento evidenzia anche la persistenza di un ampio contenzioso con operatori privati per prestazioni extrabudget, stratificatosi nel tempo e capace di incidere negativamente sullo stato patrimoniale dell’azienda, immobilizzando risorse. Sul fronte della gestione sanitaria emergono ulteriori criticità, tra cui l’assenza di una contabilità separata per le prestazioni intramoenia, il mancato rispetto dei tetti di spesa per i farmaci e il peggioramento del saldo di mobilità, con un numero crescente di pazienti che scelgono di curarsi fuori provincia.

Particolarmente rilevanti risultano gli squilibri economici concentrati su alcuni presìdi e servizi, come l’ospedale di Sulmona, il presidio di Castel di Sangro, la medicina penitenziaria e la Rems di Barete. Strutture considerate essenziali, ma caratterizzate da disavanzi rilevanti che, secondo le stime riportate, contribuiscono a un disavanzo strutturale complessivo superiore ai 54 milioni di euro. La Direzione strategica aziendale riconduce parte di queste criticità anche a una distribuzione del Fondo sanitario regionale ritenuta penalizzante per il territorio dell’Aquila, di Avezzano e di Sulmona.

Infine, per quanto riguarda il Pnrr, la Corte dei conti segnala ritardi nell’attuazione di alcune opere, tra cui la Casa di comunità di Sulmona e gli interventi nei presìdi di Pescina e Tagliacozzo. In applicazione delle norme vigenti, la vicenda è stata segnalata alla Procura presso la Sezione giurisdizionale per l’Abruzzo della Corte dei conti, chiamata a valutare eventuali profili di responsabilità.