Logo
Psilocibina e depressione resistente, a Chieti parte la prima sperimentazione clinica italiana

A Chieti avviato il primo studio clinico italiano con psilocibina sintetica per la depressione resistente. A marzo la conferenza

Nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti è stata avviata la prima sperimentazione clinica italiana con psilocibina sintetica per il trattamento della depressione resistente. Lo studio segna un passaggio rilevante nella ricerca sulle terapie innovative in ambito psichiatrico

Il 4 febbraio, presso il reparto di Psichiatria dell’Ospedale SS. Annunziata, struttura della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, è stata effettuata la prima somministrazione di psilocibina sintetica nell’ambito di uno studio clinico sul trattamento della depressione resistente. Il lavoro è coordinato dal professor Giovanni Martinotti e rappresenta il primo studio randomizzato e in doppio cieco realizzato in Italia su questa molecola.

La sperimentazione prevede che né i pazienti né i clinici sappiano se venga somministrato il principio attivo o un placebo. La prossima somministrazione è programmata tra circa tre settimane. I risultati preliminari dello studio saranno presentati durante la conferenza organizzata dall’Associazione Luca Coscioniin programma a Chieti il 6 e 7 marzo, in collaborazione con la ASL, l’Università di Chieti-Pescara, Sapienza Università di Roma e Università di Roma Tor Vergata.

Secondo quanto dichiarato da Claudia Moretti e Marco Perduca, coordinatori della campagna sugli psichedelici dell’associazione, la sperimentazione dimostra che è possibile avviare anche in Italia studi clinici su queste molecole senza modifiche legislative, seguendo i protocolli di ricerca già applicati in altri Paesi europei. L’auspicio è che il progetto favorisca l’avvio di ulteriori centri di ricerca e strutture sanitarie interessate allo stesso approccio.

La psilocibina utilizzata nello studio è una molecola sintetica prodotta in laboratorio, caratterizzata da composizione stabile e dosaggio controllato. L’impiego avviene in un contesto clinico ospedaliero con monitoraggio medico continuo, condizioni che consentono di ridurre in modo significativo i potenziali effetti collaterali. La sperimentazione è rivolta a pazienti con depressione resistente, ovvero persone che non hanno ottenuto benefici dalle terapie farmacologiche e psicoterapeutiche tradizionali.

La conferenza di marzo dà seguito all’appello “L’Italia apra agli psichedelici”, promosso dall’Associazione Luca Coscioni nel 2024 e sottoscritto da oltre 18mila persone. Il programma prevede interventi di rappresentanti istituzionali, ricercatori, medici e psicologi impegnati nello studio dell’impiego terapeutico delle sostanze psichedeliche per condizioni come depressione grave, disturbo post-traumatico da stress, anoressia nervosa, dolore cronico e ansia in fase terminale, oltre a un confronto sugli aspetti regolatori nazionali e internazionali.

La due giorni dal titolo Ricerca scientifica, realtà clinica, impieghi terapeutici e implicazioni regolatorie nazionali ed internazionali si terrà presso l’Auditorium del CAST – Centro di Studi Avanzati e Tecnologia dell’Università G. d’Annunzio. L’evento prevede il rilascio di 12 crediti ECM per le professioni sanitarie, con procedura gestita dal provider Spazio IRIS (ID Agenas 4995).