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HPV, quando la prevenzione passa dallo sport: il focus di #NonSoloCalcio

Dai tabelloni bordo campo nei match della Serie A femminile al centro vaccinale di Bazzano: il viaggio di NonSoloCalcio nella prevenzione contro l’Hpv/Papillomavirus

La prevenzione passa anche dallo sport, dalla sua capacità di parlare ai giovani e alle famiglie e di trasformare il campo in uno spazio di informazione e consapevolezza. È da qui che nasce la nuova puntata di NonSoloCalcio dedicata al vaccino contro l’HPV, il Papillomavirus umano, registrata al centro vaccinale di Bazzano e pensata per fare chiarezza su uno strumento fondamentale di tutela della salute.

hpv calcio

Un tema sempre più centrale anche nel mondo sportivo, come dimostra la partnership siglata per la stagione 2025/2026 tra la Serie A Women e MSD Italia, che ha trasformato il campionato di calcio femminile in un veicolo di sensibilizzazione sulla prevenzione dei tumori HPV-correlati, promuovendo vaccinazione e screening attraverso il linguaggio dello sport. A spiegare contenuti, dati e prospettive è il dottor Mario Muselli, dirigente medico del Servizio di Igiene e ricercatore dell’Università degli Studi dell’Aquila.
“Il papillomavirusè responsabile della quasi totalità dei tumori della cervice uterina, ma anche di altre patologie tumorali che colpiscono uomini e donne”, spiega Muselli. “È un virus molto diffuso: prima dell’introduzione della vaccinazione, le probabilità di entrarvi in contatto nel corso della vita erano altissime”.
Secondo le linee guida del Ministero, il vaccino è offerto gratuitamente a maschi e femmine a partire dagli 11 anni. Per i ragazzi la gratuità è prevista fino ai 18 anni, per le ragazze fino ai 25. È possibile vaccinarsi anche in età più avanzata, con uno schema che prevede tre dosi dopo i 15 anni.

Un altro aspetto importante riguarda le modalità di trasmissione. “Non avviene solo per via sessuale”, chiarisce il medico. “Il virus può trasmettersi anche per contatto, perché è molto resistente nell’ambiente. Questo rende ancora più importante la prevenzione”. Sul fronte della sicurezza, Muselli rassicura: “È un vaccino estremamente sicuro. Non contiene il virus, ma solo una proteina, quindi non può causare la malattia. Gli effetti collaterali più comuni sono locali, come arrossamento o dolore nel punto di iniezione”.

Vaccinazione e screening restano però due strumenti complementari. “Il vaccino non esonera dai controlli”, sottolinea. “Lo screening con Pap test o HPV test resta fondamentale, anche perché il vaccino protegge contro nove genotipi, ma ne esistono molti di più”.
Nel corso della puntata viene ribadito anche il ruolo dei genitori, spesso frenati da timori o da una scarsa conoscenza degli strumenti oggi disponibili. “Se riuscissimo ad avere un’adesione ampia alla vaccinazione in entrambi i sessi”, evidenzia Muselli, “potremmo arrivare a eliminare il tumore della cervice uterina”.

Il messaggio è chiaro: il tumore della cervice uterina è oggi l’unico tumore potenzialmente eradicabile grazie a un vaccino. Un risultato che dipende dalla diffusione delle informazioni corrette e dalle scelte che si compiono fin da giovani.

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