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Il Piromane del progetto Case di Bazzano finisce in carcere

Lite in famiglia e assenza del braccialetto elettronico, il piromane del Progetto Case di Bazzano finisce in carcere. Considerato socialmente pericoloso dal Gip.

Il 25enne accusato di otto incendi al Progetto Case di Bazzano è stato trasferito in carcere dopo una lite con i genitori. Il Gip evidenzia pericolosità sociale e rischio di reiterazione dei reati.

È finito in carcere il 25enne di Bazzano accusato di otto incendi che tra luglio e novembre hanno colpito l’area del Progetto Case di Bazzano. Il Gip del Tribunale dell’Aquila ha disposto l’inasprimento della misura cautelare, sostituendo i domiciliari con la custodia in carcere, ritenendo il giovane socialmente pericoloso.

A determinare la svolta è stato un acceso litigio avvenuto nei giorni scorsi in ambito familiare. I genitori, non riuscendo a calmare il figlio, hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. All’arrivo dei militari la situazione è rientrata, ma l’episodio è stato valutato dal giudice come indice di un quadro di instabilità.

Nella decisione ha inciso anche l’impossibilità di applicare il braccialetto elettronico per il controllo dei domiciliari, dispositivo che la società incaricata non è riuscita a reperire.

Nel procedimento viene inoltre richiamato il nuovo incendio doloso del 23 gennaio scorso a Bazzano, avvenuto in una palazzina abitata da più nuclei familiari, dove sono stati dati alle fiamme circa trenta pneumatici. Le indagini, ancora contro ignoti, sono condotte dalla Squadra mobile dell’Aquila, con sospetti che si concentrano anche sul 25enne per i precedenti e l’assenza di sistemi di controllo.

Agli atti figura infine la cartella clinica acquisita presso l’Unità operativa complessa di Psichiatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Stando a quanto si legge sul quotidiano Il Centro, dalla relazione sanitaria emerge, secondo pm e Gip, una “elevata e concreta probabilità di reiterazione di analoghi comportamenti delittuosi”, elemento che ha contribuito alla decisione del carcere. Il giovane è assistito dall’avvocato Giuseppina Gizzi del Foro dell’Aquila.