Vertenza AURA, pagati gli stipendi di settembre
Vertenza AURA, accreditati gli stipendi arretrati di settembre 2025 e definito il cronoprogramma dei pagamenti fino a marzo 2026
Prosegue la vertenza AURA relativa al mancato pagamento delle retribuzioni arretrate ai lavoratori. Nelle ultime ore la società ha comunicato agli enti istituzionali coinvolti l’avvenuto pagamento della mensilità di settembre 2025 e la definizione di un cronoprogramma per il saldo delle restanti mensilità dell’anno, in un contesto che resta tuttavia delicato e oggetto di costante attenzione
Secondo quanto comunicato ufficialmente da AURA agli enti istituzionali competenti, in data 30 gennaio 2026 la società ha provveduto all’accredito delle somme dovute ai lavoratori relative alla mensilità di settembre 2025, per un importo complessivo pari a 58.103,72 euro. Contestualmente, l’azienda ha trasmesso un cronoprogramma per il pagamento delle restanti retribuzioni arretrate riferite all’anno 2025.
Nel dettaglio, il piano prevede il versamento di 21.355,33 euro entro il 15 febbraio 2026 per la retribuzione ordinaria del mese di ottobre 2025, di 30.489 euro entro il 15 marzo 2026 per la mensilità di novembre 2025 e di 151.562 euro entro il 31 marzo 2026 per il pagamento della retribuzione ordinaria del mese di dicembre 2025. Le comunicazioni aziendali includono inoltre gli impegni relativi alle ulteriori spettanze dovute ai lavoratori.
La vertenza AURA si trascina da mesi ed è stata caratterizzata da ritardi nel pagamento di stipendi, tredicesime e trattamenti di fine rapporto, con ripercussioni dirette sulle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Situazione che ha determinato l’attivazione di un confronto istituzionale costante, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, degli enti locali e delle commissioni competenti.
In una nota ufficiale, il presidente della Commissione Consiliare e capogruppo Udc Fabio Frullo ha espresso una valutazione prudente sugli impegni assunti dall’azienda, sottolineando che, pur prendendo atto positivamente delle comunicazioni formali, la vicenda resta delicata e richiede la massima attenzione. Quando si parla di stipendi e diritti retributivi, viene ribadito, non si tratta di aspetti formali ma di diritti fondamentali che incidono sulla dignità del lavoro e sulla tenuta sociale del territorio.
Le istituzioni coinvolte hanno confermato che il rispetto delle scadenze indicate dovrà trovare puntuale riscontro nei fatti e che ogni eventuale ritardo o criticità sarà oggetto di immediata valutazione nelle sedi opportune. La vertenza resta pertanto sotto costante monitoraggio, con l’obiettivo prioritario di garantire la regolarità retributiva, la tutela dei livelli occupazionali e la continuità aziendale.
La vicenda AURA affonda le sue radici nei primi mesi del 2025, quando iniziano a emergere le prime difficoltà legate al pagamento delle retribuzioni e alla tenuta complessiva dell’azienda. In una fase iniziale, i problemi vengono segnalati in modo informale dai lavoratori, ma con il passare delle settimane la situazione assume contorni sempre più definiti e preoccupanti.
Nel corso dell’estate e poi a settembre 2025 i ritardi negli stipendi diventano strutturali. Le organizzazioni sindacali intervengono pubblicamente denunciando il mancato pagamento di più mensilità e l’assenza di certezze sul futuro produttivo dello stabilimento. La vertenza arriva così sui tavoli istituzionali, con le prime convocazioni in Prefettura, spesso segnate dall’assenza della proprietà aziendale.
Tra ottobre e novembre il quadro si aggrava ulteriormente. I lavoratori restano senza reddito per mesi consecutivi e iniziano le prime mobilitazioni pubbliche davanti alle sedi istituzionali. Le richieste di un intervento risolutivo si moltiplicano, mentre il confronto procede con difficoltà e senza risposte concrete.
Nel dicembre 2025 la protesta assume una dimensione più visibile. I dipendenti scendono in piazza, chiedendo garanzie immediate e strumenti di sostegno al reddito. In questa fase emerge con chiarezza anche l’assenza di ammortizzatori sociali attivabili nel breve periodo, elemento che contribuisce ad acuire la tensione.
Con l’inizio del 2026 la vertenza torna al centro dell’attenzione politica. A gennaio si susseguono nuovi incontri tra sindacati, istituzioni locali e rappresentanti regionali, mentre la proprietà continua a non partecipare direttamente al confronto. Solo a fine mese, nel corso di una riunione in Prefettura, l’azienda comunica la disponibilità a procedere al pagamento di alcune mensilità arretrate e presenta un cronoprogramma per il saldo delle restanti retribuzioni.
Il 30 gennaio 2026, il primo riscontro concreto, con l’accredito dello stipendio di settembre 2025 ai lavoratori. Il passaggio, considerato significativo ma non risolutivo, mantiene la vertenza aperta.



