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Gennaio 2026 tra i più piovosi degli ultimi 50 anni, record nell’aquilano

Gennaio 2026 è stato uno dei mesi più piovosi degli ultimi cinquant’anni in Abruzzo, con record di precipitazioni nell’aquilano secondo l’analisi CETEMPS

Gennaio 2026 si colloca tra i mesi più significativi dal punto di vista meteo-climatico in Abruzzo. Secondo l’analisi del CETEMPS – Centro di Eccellenza dell’Università dell’Aquila, il mese appena concluso è stato il terzo più piovoso degli ultimi cinquant’anni a livello regionale, con valori da record in diverse località della provincia dell’Aquila

L’analisi meteo-climatica di gennaio 2026 in Abruzzo evidenzia un mese caratterizzato da temperature leggermente superiori alla media e precipitazioni eccezionalmente abbondanti. La temperatura media regionale ha registrato un’anomalia positiva di +0,6°C rispetto al riferimento climatologico 1991–2020, mentre le precipitazioni sono risultate più che doppie rispetto alla norma, con un incremento medio del +110%.

Nel quadro della serie storica regionale, gennaio 2026 si colloca come il 15° più caldo e il 3° più umido dal 1974 a oggi. L’evento più rilevante riguarda però la provincia dell’Aquila, dove in diverse località i quantitativi di pioggia e neve hanno raggiunto valori fino a quattro volte superiori alla media, determinando nuovi record mensili di precipitazione.

Tra i dati più significativi emerge il caso di Avezzano, che ha fatto registrare un’anomalia di +333% rispetto alla media storica, e diL’Aquila, che ha segnato il valore più elevato della propria serie storica per il mese di gennaio. Situazione opposta lungo parte della fascia costiera, dove località come Ortona hanno invece registrato precipitazioni inferiori alla norma (-34%).

Dal punto di vista sinottico, il mese è stato dominato dalla presenza di una vasta area di bassa pressione sull’Atlantico, responsabile di un flusso persistente di aria umida verso l’Europa occidentale e il centro-sud Italia. Questo assetto ha favorito condizioni spesso nuvolose e precipitazioni frequenti sull’Appennino abruzzese, mentre l’Europa orientale è rimasta sotto l’influenza di masse d’aria più fredde e secche.

Le anomalie termiche sono risultate generalmente contenute, con valori minimi più elevati della media e una riduzione dell’escursione termica giornaliera, effetto diretto della copertura nuvolosa persistente. Le precipitazioni, invece, si sono concentrate soprattutto nella prima settimana del mese, con diversi giorni consecutivi di pioggia intensa e neve in quota, seguiti da nuovi episodi nella parte finale di gennaio.

Secondo le proiezioni stagionali del Centro Europeo Copernicus, le settimane successive sono attese con temperature superiori alla media e precipitazioni prossime ai valori normali, confermando una tendenza a condizioni climatiche più miti ma ancora dinamiche.

I dati meteorologici analizzati provengono dalle stazioni regionali dell’Ufficio Idrologia, Idrografico e Mareografico della Protezione Civile Abruzzo e sono stati elaborati dal CETEMPS dell’Università degli Studi dell’Aquila secondo metodologie scientifiche consolidate, consultabili sul sito ufficiale del centro.