Primo arresto per l’aggressione del poliziotto abruzzese a Torino
Arrestato un giovane ritenuto uno degli autori della violenta aggressione al poliziotto abruzzese durante gli scontri a Torino.
22enne della provincia di Grosseto arrestato per la violenta aggressione al poliziotto abruzzese.
È stato arrestato uno dei presunti autori della violenta aggressione ad Alessandro Calista, 29 anni, agente di polizia abruzzese in servizio nel reparto mobile di Padova, nel corso degli scontri di ieri a Torino. Si tratta di un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto. L’arresto è scattato con il meccanismo della flagranza differita. Sono stati arrestati, per episodi diversi, altri due dimostranti.
Alessandro Calista, abruzzese, ha rischiato davvero tanto, essendo rimasto isolato tra i violenti, con il casco volato via e un gruppo di aggressori che lo ha colpito a calci e pugni. All’improvviso è spuntato anche un martello, con cui il poliziotto abruzzese è stato colpito a una gamba: “Ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia” ha raccontato.
I messaggi di solidarietà.
Messaggi di solidarietà da tutti gli schieramenti politici.
“Quanto accaduto a Torino rappresenta un fatto gravissimo e inaccettabile. Non siamo di fronte a una protesta, ma a una vera e propria azione di violenza organizzata che ha trasformato la città in un teatro di scontri, aggressioni e devastazioni”. Lo dichiara Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e responsabile nazionale del Coordinamento autonomie locali di Fratelli d’Italia. “L’uso di martelli, molotov, bombe carta e strumenti atti a infierire sulle forze dell’ordine è uno sfregio alle istituzioni, alle comunità locali e alle regole fondamentali del vivere civile. Le città non possono essere ostaggio di minoranze violente che disprezzano ogni forma di confronto democratico. Questo non è dissenso: è illegalità pura. Come ha ribadito il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è necessario ripristinare con fermezza le regole: lo Stato non arretra di fronte alla violenza. Difendere le città significa difendere la libertà vera, quella fondata sul rispetto reciproco, della legge e del lavoro di ciascuno. Esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno affrontato aggressioni brutali con senso del dovere e professionalità, pagando un prezzo altissimo in termini di rischi personali. A loro va il ringraziamento di tutte le istituzioni”.
“Esprimo la più ferma condanna – ha scritto il presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Marco Marsilio – per la vile aggressione subita ieri a Torino dagli agenti di polizia Alessandro Calista, giovane pescarese in servizio al Reparto Mobile di Padova, colpito ripetutamente durante gli scontri legati alla manifestazione per il centro sociale Askatasuna e a Francesco Rosella, poliziotto di Gioia dei Marsi, anche lui rimasto ferito durante gli scontri. A loro vanno la mia vicinanza personale e quella dell’intera comunità abruzzese, insieme all’augurio di una pronta e completa guarigione. Alessandro e Francesco hanno dimostrato grande coraggio, professionalità e senso del dovere, onorando la divisa e rendendo orgogliosa la sua terra d’origine. Ribadisco la mia piena solidarietà a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine che ogni giorno, spesso in condizioni difficili e rischiose, garantiscono la sicurezza dei cittadini e la tutela delle istituzioni democratiche; episodi di brutale violenza come quello avvenuto a Torino sono un attacco allo Stato e non possono trovare alcuna giustificazione, né sul piano politico né su quello sociale. Condanno con fermezza anche l’atteggiamento della sinistra che, nelle ultime settimane, ha sostenuto e incoraggiato la grande manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, nonostante fosse evidente il rischio che quella piazza diventasse terreno di scontro e di violenza organizzata. La partecipazione e il sostegno politico a un corteo che ha dato spazio ad aree antagoniste, finite per trasformare la città in un teatro di guerriglia urbana con auto incendiate, barricate e decine di feriti tra le forze dell’ordine, hanno di fatto alimentato un clima di ostilità verso lo Stato e legittimato chi predica e pratica la violenza come metodo di lotta. È inaccettabile che, in nome dell’opposizione al governo, si scelga di stare dalla parte di chi aggredisce un giovane poliziotto a colpi di spranghe e martelli e mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini: chi ha promosso e coperto politicamente questa mobilitazione si assuma la responsabilità di aver fomentato una solidarietà ambigua verso ambienti che disprezzano le regole democratiche e non riconoscono l’autorità delle istituzioni.
Confido che i responsabili di questa aggressione vengano rapidamente identificati e perseguiti con la massima severità prevista dall’ordinamento, affinché sia affermato un principio chiaro: chi colpisce un servitore dello Stato colpisce l’intera comunità nazionale, e l’Abruzzo sarà sempre al fianco di chi lavora per difendere legalità, ordine pubblico e libertà di tutti”.
Il senatore abruzzese Guido Quintino Liris esprime solidarietà alle Forze dell’ordine: “Esprimo la mia più sentita vicinanza ai due agenti rimasti feriti negli episodi di violenza verificatisi ieri a Torino e, attraverso loro, a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine impegnati quotidianamente nella difesa della sicurezza e della legalità. Uno degli agenti coinvolti è abruzzese, figlio della nostra terra, ha appena 29 anni e rappresenta il volto di tanti giovani che, indossando una divisa, scelgono di servire lo Stato con responsabilità e coraggio. Colpire chi garantisce l’ordine pubblico con strumenti e modalità organizzate e pericolose non ha nulla a che vedere con l’esercizio del diritto di manifestare. Quanto accaduto a Torino non può essere derubricato a semplice protesta. Siamo di fronte ad atti di violenza grave che mettono a rischio la vita delle persone e che richiedono una risposta chiara e ferma da parte dello Stato. Il Governo c’è. La presenza oggi del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accanto ai carabinieri coinvolti è un segnale concreto di attenzione e di sostegno a chi ogni giorno difende i cittadini. È un messaggio chiaro: le Forze dell’ordine non sono sole. Difendere chi difende lo Stato – conclude Liris – è una priorità non negoziabile”.
“Esprimiamo la più sincera solidarietà ad Alessandro Calista e Francesco Roselli, i due poliziotti abruzzesi rimasti feriti durante i violenti scontri avvenuti a Torino nel corso delle operazioni di sgombero di un centro sociale”. Cosi, il capogruppo di fratelli d’Italia in Consiglio regionale Massimo Verrecchia unitariamente ai parlamentari abruzzesi Guerino Testa, Etel Sigismondi e Guido Liris. “A loro va il nostro ringraziamento per il coraggio, il senso del dovere e l’impegno quotidiano a servizio dello Stato e della sicurezza dei cittadini. Riteniamo doveroso che la Regione Abruzzo riconosca ufficialmente il valore e il sacrificio di questi due uomini in divisa. Fratelli d’Italia è e sarà sempre al fianco delle forze dell’ordine, senza se e senza ma. Quanto accaduto a Torino dimostra ancora una volta come chi rappresenta lo Stato sia troppo spesso bersaglio di violenze ingiustificabili da parte di gruppi organizzati che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico. Un ringraziamento va a tutte le forze di polizia impegnate in quelle ore difficili per ristabilire la legalità e contrastare una vera e propria guerriglia urbana messa in atto da delinquenti. Difendere le donne e gli uomini in divisa significa difendere la libertà, la sicurezza e lo Stato di diritto”.
“Le immagini che arrivano da Torino sono inaccettabili e suscitano profonda indignazione. Un poliziotto aggredito – un ragazzo di 29 anni di Pescara – mentre è a terra e operatori dell’informazione colpiti durante lo svolgimento del loro lavoro rappresentano un attacco diretto allo Stato di diritto e alle regole fondamentali della convivenza civile”. Lo afferma Nazario Pagano, di Fi, presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera. “La violenza non può mai essere giustificata né tollerata, tanto meno quando si rivolge contro chi è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini e la libertà di informare. Il dissenso è legittimo solo se esercitato nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole democratiche. Esprimo piena solidarietà al giovane ferito, alla sua famiglia, alle Forze dell’ordine e ai giornalisti coinvolti – conclude Pagano – e auspico che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Difendere chi serve lo Stato e chi racconta i fatti è un dovere che riguarda tutti” conclude Pagano.
“Teppisti e violenti, nessuna giustificazione” scrive l’onorevole Stefania Pezzopane, consigliera comunale dell’Aquila: “Il poliziotto accorre in aiuto del giovane agente aggredito da 15 violenti armati di bastoni e martelli e lo abbraccia. I teppisti scappano via. E così si pensa di combattere la destra di governo, imitando le azioni squadriste dell’ICE? Non c’è niente di rivoluzionario nel tirare calci e pugni a un uomo per terra in quindici contro uno. Non c’è il riscatto del proletariato, non c’è il sol dell’avvenire. È doveroso distinguere fra le migliaia di militanti pacifici e i pochi violenti, è altrettanto doveroso smettere di provare a giustificare, l’ingiustificabile. La destra sta sempre più riducendo i margini che permettono di esprimere il dissenso a colpi di decreti sicurezza e con queste azioni squadriste li si aiuta. Quel gruppetto ha tentato di linciare un poliziotto, è evidente. Questo non è conflitto sociale ma cieco teppismo, da ultra di qualche curva da stadio. Manifesto fin da ragazzina pacificamente per obiettivi di cambiamento e non mi sento rappresentata da questa gente che gioca a fare la rivoluzione coi martelli mentre la destra e la Meloni non aspettavano altro. Non sono solo violenti teppisti ma anche idioti. Solidarietà alle forze dell’ordine”.
“Voglio esprimere piena solidarietà e vicinanza – scrive il presidente della Commissione Vigilanza del Consiglio Regionale Sandro Mariani – al poliziotto pescarese Alessandro Calista, vittima ieri di una brutale ed ignobile aggressione da parte di alcuni delinquenti mentre prestava servizio a Torino per garantire la sicurezza alla manifestazione indetta per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A lui e alla sua famiglia va l’augurio di una pronta e completa guarigione. Non posso che condannare con fermezza ogni forma di violenza e rinnovare la vicinanza ai nostri uomini delle Forze dell’Ordine che, ogni giorno, operano con professionalità e senso del dovere per garantire sicurezza e legalità”.
“Le scene che tutti abbiamo visto – sottolineano Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale Lega Abruzzo e Andrea Scordella, responsabile regionale del Dipartimento Sicurezza della Lega – sono raccapriccianti: cassonetti incendiati, negozi devastati, arredi urbani distrutti, agenti colpiti con calci, pugni e martelli. Un pezzo di città messo a ferro e fuoco da violenti. Da parte della Lega c’è la ferma condanna di quanto accaduto. Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi ci difende, senza se e senza ma. Sempre al fianco delle forze dell’ordine e della legalità. E ora – prosegue – non c’è più tempo da perdere. I gravissimi scontri di Torino impongono scelte chiare: nessuna tolleranza nei confronti dei violenti e approvazione immediata del nuovo pacchetto sicurezza, che prevede più tutele e garanzie per chi ogni giorno rischia la vita per garantire sicurezza ai cittadini. Ci aspettiamo una presa di posizione della sinistra, quella sinistra che ha sostenuto sin dall’inizio la manifestazione”. Ad esprimere solidarietà e vicinanza ai due poliziotti abruzzesi feriti e alle loro famiglie anche Maria Luigia Montopolino, Capogruppo della Lega al Comune di Pescara e Presidente della Commissione consiliare Sicurezza e Mobilità e Andrea Longo, consigliere comunale a Gioia dei Marsi e consigliere provinciale. “Un abbraccio ad Alessandro, pestato con una ferocia inaudita e salvo solo grazie ai colleghi, a Francesco e a tutti gli agenti coinvolti”, dichiara Montopolino. “Episodi come quello di Torino dimostrano quanto sia urgente rafforzare le tutele per le forze dell’ordine e prevedere pene più dure per chi aggredisce. E’ tempo di porre fine a questo clima d’odio e violenza che mina le basi dello Stato”. “Manifestare è un diritto, distruggere e picchiare è criminale. Chi colpisce un rappresentante delle forze dell’ordine, colpisce lo Stato”, sottolinea Longo. “Ad Alessandro, a Francesco e a tutti i poliziotti feriti, va la nostra vicinanza e gratitudine insieme all’augurio di una pronta guarigione”.




