Famiglia nel bosco, iniziano i colloqui per la perizia
Iniziati i colloqui per la perizia sulla famiglia nel bosco. Primo incontro all’Aquila.
Famiglia nel bosco, primo incontro conoscitivo tra Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e la psichiatra incaricata della perizia psico-diagnostica.
Si è svolto oggi il primo colloquio conoscitivo tra Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, accompagnati dai legali Danila Solinas e Marco Femminella, e la psichiatra incaricata, la dottoressa Ceccoli. Un incontro preliminare che segna l’inizio formale della perizia sulla coppia richiesta dal Tribunale dei Minori dell’Aquila. Nel frattempo la famiglia ha chiesto il cambio di assistente sociale, ritenuto “ostile”.
La disposizione era giunta a fine dicembre, quando lo stesso Tribunale aveva stabilito che i bambini dovevano restare nella casa famiglia di Vasto, dove sono stati collocati lo scorso 20 novembre. Nell’ordinanza, è stata disposta una indagine psico-diagnostica sulla famiglia. L’incarico è stato affidato alla psichiatra Simona Ceccoli che ha 120 giorni di tempo per la consegna della perizia; entro il 30 gennaio il servizio sociale dovrà trasmettere una relazione di aggiornamento sugli interventi compiuti; il deposito di eventuali memorie è stato concesso alle parti fino al 15 febbraio.
Le richieste dei giudici al consulente tecnico d’ufficio riguardano tre adempimenti distinti. In primis “un’indagine personologica e psico-diagnostica del profilo di personalità di ciascun genitore dei minori per valutare: gli stili relazionali e comportamentali; le capacità e competenze genitoriali, nello specifico la capacità di riconoscimento dei bisogni psicologici (in particolare affettivi ed educativi) del minore; l’attenzione progettuale alle esigenze di crescita del minore per garantire un adeguato sviluppo psichico”.
Inoltre il Tribunale ha chiesto al perito di “valutare se i genitori presentino caratteristiche psichiche idonee ad incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale: ove tale incidenza sia affermata, riferisca se le capacità genitoriali siano recuperabili in tempi congrui rispetto allo sviluppo e alla crescita dei minori, indicando il percorso educativo che i genitori dovranno allo scopo intraprendere”. Infine si è chiesto alla psichiatra di “compiere un’indagine psico-diagnostica sui minori per accertare le loro condizioni attuali di vita, l’andamento dello sviluppo cognitivo e psico affettivo, le figure di riferimento riconosciute dagli stessi minori e i modelli di identificazione sviluppati”.


