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Referendum sulla giustizia, incontro pubblico al Palazzetto dei Nobili

All’Aquila il comitato Abruzzo “Giusto dire NO” ha promosso un confronto sul referendum relativo alla legge Nordio. Interventi di magistrati e avvocati sulle motivazioni del voto contrario.

Si è svolto all’Aquila, nella cornice del Palazzetto dei Nobili, un incontro dedicato al referendum sulla legge Nordio, promosso dal comitato Abruzzo “Giusto dire NO”.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto pubblico sul referendum, inserendosi nel più ampio dibattito nazionale sulle riforme del sistema giudiziario. Il dibattito, moderato dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola, è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e della presidente del Tribunale dell’Aquila, Elvira Buzzelli. Sono intervenuti il magistrato di Cassazione Fabio Picuti e l’avvocato aquilano Francesco Valentini. La dottoressa Buzzelli, durante il suo intervento ha sottolineato quanto il dibattito sia utile, “Non ai fini della propaganda, ma per il valore dell’impostazione dialogica”. 

Le interviste

Nel corso degli interventi, i relatori hanno spiegato che, secondo il comitato Abruzzo “Giusto dire NO”, la riforma oggetto del referendum rischierebbe di incidere sull’autonomia della magistratura. In particolare, è stata criticata la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, ritenuta suscettibile di aumentare le pressioni politiche sull’attività giudiziaria, nonché la frammentazione del Consiglio Superiore della Magistratura e le modifiche all’organo disciplinare, considerate elementi che potrebbero rendere più vulnerabile il sistema di autogoverno dei magistrati.

Referendum sulla giustizia, incontro pubblico al Palazzetto dei Nobili

Secondo quanto emerso nel dibattito, il comitato ha inoltre sostenuto che il referendum non affronti i problemi strutturali della giustizia e che le modifiche proposte possano alterare gli equilibri costituzionali tra i poteri dello Stato, con possibili effetti sull’indipendenza di giudici e pubblici ministeri.

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