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Musica e regime, doppio concerto ISA tra L’Aquila e Atri

La 51ª Stagione ISA prosegue con “Musica e regime: l’Italia tra le due guerre”, in programma a L’Aquila e Atri

Prosegue la 51esima Stagione dei Concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese con un nuovo appuntamento di forte valore storico e culturale, dedicato al rapporto tra musica e potere politico nel Novecento. Il concerto, intitolato “Musica e regime: l’Italia tra le due guerre”, propone un percorso di ascolto e riflessione che intreccia produzione artistica, contesto storico e responsabilità culturale

Il programma andrà in scena sabato 31 gennaio alle ore 18.00 a L’Aquila, nel Ridotto del Teatro “V. Antonellini”, e domenica 1° febbraio alle ore 17.30 ad Atri, al Teatro Comunale. Sul podio dell’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese salirà Marco Moresco, con la partecipazione del pianista Marco Scolastra in qualità di solista.

La scelta del programma si colloca nel periodo del Giorno della Memoria, offrendo al pubblico un’occasione di approfondimento sul ruolo della musica in un’epoca segnata dall’affermazione dei totalitarismi. Il concerto fa parte di un progetto pluriennale dell’ISA che, dopo un primo capitolo dedicato all’Unione Sovietica, concentra ora l’attenzione sull’Italia tra le due guerre mondiali, quando la musica fu spesso utilizzata come strumento di rappresentazione identitaria e propaganda.

Al centro delle serate l’esperienza della “Generazione dell’Ottanta”, con Alfredo Casella e Ottorino Respighi, protagonisti di un percorso di rinnovamento della musica italiana fondato sul recupero della tradizione strumentale e sulla costruzione di uno stile nazionale moderno. Di Casella sarà eseguita Scarlattiana, Divertimento su temi di Domenico Scarlatti op. 44, mentre di Respighi è in programma la Serenata per piccola orchestra. Il concerto include inoltre la Ninna nanna atessana di Antonio Di Jorio, tratta da Abruzzo. Impressioni sinfoniche, e si conclude con il Concerto in mi bemolle maggiore “Dumbarton Oaks” di Igor Stravinskij, opera simbolo del neoclassicismo europeo e punto di riferimento per molti compositori italiani dell’epoca.