Industria, crisi e ripartenze difficili, Fausta Bergamotto a Grandangolo
Crisi e ripartenze difficili, Fausta Bergamotto racconta l’industria italiana e lancia L’Aquila nell’anno di Capitale della Cultura
Tra crisi industriali decennali, tavoli nazionali che durano anche 14 ore e la sfida della reindustrializzazione, il sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto traccia il quadro dello stato di salute dell’industria italiana. Dalle vertenze nazionali all’Aquila Capitale della Cultura. Che anno sarà?
Il Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto ospite di Grandangoloin un’intervista che ha come cornice un luogo speciale, la rinata Sala Baiocco, storica location del vecchio Albergo Italia.
La sua azione si concentra su deleghe ampie, comprendendo innanzitutto la gestione dei tavoli di crisi nazionale, ma anche incentivi e politiche industriali.
Qual è lo stato di salute dell’industria italiana?“Se parliamo di gestione di crisi industriali la situazione è complessa poiché ci troviamo ad affrontare crisi decennali. Siamo comunque riusciti ad avere dei risultati: Ilva a parte – dove siamo di fronte a un quadro estremamente complesso – ci sono state situazioni affrontate con concretezza. Come ad esempio il caso di Termini Imerese, dove è finita una cassa integrazione durata 14 anni, o a Piombino, dove c’è stata una reindustrializzazione spinta da investitori stranieri, che ha portato alla vera ripartenza del settore siderurgico.
Sul fronte dell’industria attiva, invece, sicuramente l’attuale crisi geopolitica ha portato numerose difficoltà.
C’è un calo di produzione industriale che va avanti da tempo, ma in Italia c’è anche una ripresa data dalla fiducia che le imprese cominciano ad avere in termini di prospettiva e stabilizzazione”.
All’interno di queste situazioni quanto è complesso relazionarsi con il mondo sindacale?“Sicuramente è difficilissimo – evidenzia Bergamotto – soprattutto nelle fasi iniziali. Poi, il tempo che si passa insieme per incontrarsi e confrontarsi cresce. Pensate che un tavolo di crisi può durare perfino 14 ore. Di conseguenza anche con i sindacati si instaura una qualche relazione. La cosa importante è cercare di trovare il punto di incontro tra le richieste per tutelare i lavoratori e la posizione degli imprenditori”.

Immancabile il capitolo cultura, nell’anno in cui L’Aquila veste i panni proprio di Capitale italiana della Cultura.
Cosa si aspetta il Governo dall’Aquila? “Il Governo è vicino all’Aquila e all’Abruzzo. Questo progetto multiverso ha permesso alla città di ottenere un riconoscimento prestigioso in grado di coinvolgere l’intero territorio, che rappresenta non solo l’Abruzzo interno, ma una fetta dell’Appennino”.
“Per L’Aquila arriva la vera svolta, ora potrà dimostrare di essere guida di un territorio proiettato verso il futuro. Come aquilana che vive a Roma, ne sono orgogliosa”, conclude.









