Elezioni L’Aquila 2027, nel centrodestra cantiere aperto per il dopo Biondi
Elezioni comunali L’Aquila 2027, chi raccoglierà la pesante eredità del sindaco Biondi?
L’AQUILA – Per le elezioni comunali del 2027 il centrodestra è chiamato alla difficile scelta di designare un candidato sindaco in grado di tenere unita la coalizione.
Il 2027 non è più così lontano e anche il centrodestra, prima o poi, dovrà iniziare a ragionare apertamente sul prossimo candidato sindaco all’Aquila. Il centrosinistra ha già scaldato i motori, rimettendo in gioco “ataviche” divisioni di cui si dovrà verificare l’esito: nel frattempo, si registrano le posizioni del Passo Possibile che vuole “superare” l’esperienza del centrosinistra per una coalizione e un candidato esterno alle consolidate dinamiche politiche, mentre Paolo Romano, sempre su fronte centrosinistra, “resiste” aggrappandosi alle sempreverdi primarie di coalizione.
Sul fronte centrodestra si registra maggior prudenza e un percorso verso il 2027 ancora privo di grossi slanci che possano far concretamente ipotizzare a candidature più o meno sicure, però si può quantomeno iniziare a ragionare sulla linea politica e sul “peso” dei rappresentanti politici del territorio che saranno chiamati al difficile compito di dare il tris al centrodestra senza la presenza dell’attuale sindaco, Pierluigi Biondi, che in questi anni ha garantito continuità.
Dal punto di vista puramente politico, al momento appare difficile che FdI ceda “il fortino” a uno degli alleati, considerato anche che l’onda lunga del partito di Giorgia Meloni è iniziata proprio all’Aquila, per poi “allargarsi” alla Regione e quindi al Governo. Immaginare che il partito di Giorgia Meloni lasci la “casella” libera per gli alleati è quindi abbastanza difficile, ma la politica, si sa, è fatta di equilibri tali, per cui l’impossibile di fatto non esiste, soprattutto se il lasso di tempo che separa dalle elezioni comunali è comunque abbastanza ampio.
A questo punto la rosa dei papabili non può che essere ancora molto ampia e suscettibile di continui aggiornamenti. Al momento è solo possibile ragionare sul “peso politico” dei singoli rappresentanti di partito. Per FdI impossibile non pensare all’attuale sottosegretario Fausta Bergamotto, profilo sobrio, alte competenze, senso istituzionale di livello, che però al momento non sembra interessata al ruolo di candidato sindaco: “Fare il sindaco dell’Aquila – ha infatti dichiarato nell’intervista per la rubrica Grandangolo – non è un gioco e obiettivamente non so se ho la vocazione che occorre”. Nulla di perentorio, né di definitivo, evidentemente.
Un altro nome che è iniziato a circolare, quello di Emanuele Imprudente, vicepresidente della Giunta regionale, potenzialmente fino al 2029. Fuori tempo massimo per la candidatura a sindaco, anche se cause di forza maggiore potrebbero comunque strapparlo alla Regione. Certo poi in quella sede si aprirebbe un fronte politico complicatissimo, quindi anche in questo caso sarebbe tutto da verificare.
Tornando dalla Regione al Comune, poi, non si può poi non considerare quanto messo in campo dal vicesindaco Raffaele Daniele, che ha caratterizzato la propria attività amministrativa verso una riqualificazione del centro storico che ha dato risultati indiscutibili, in positivo o in negativo, certo, in base alle simpatie politiche, ma di certo non è mancata la concretezza, quindi potrebbe rappresentare una candidatura “conquistata sul campo”.
Con ruoli di primo piano sia in Comune che in Regione, invece, Roberto Santangelo, assessore regionale e Presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, che con la candidatura a sindaco chiuderebbe in qualche modo il cerchio. Anche in questo caso, parliamo di una personalità politica apprezzata dall’elettorato, come certificano i “numeri” di entrambe le elezioni.
E chiudiamo con un altro “pezzo da 90” della politica aquilana, il senatore Guido Quintino Liris. Lasciare Palazzo Madama per un comune, a prima vista, potrebbe apparire come una “retrocessione”. Non se questo comune, però, si chiama L’Aquila.
Insomma, di giocatori ce ne sono e da qui alle candidature ufficiali ne scenderanno in campo molti altri. Di tempo per ragionare ce n’è, ma prima o poi bisognerà iniziare a farlo concretamente. Il 2027 non è poi così lontano.





