Palazzi Aperti, L’Aquila vive nelle stanze che furono e che oggi sono
Palazzi Aperti a L’Aquila: migliaia di visitatori e la Sala Baiocco torna a vivere dopo 17 anni dal sisma. Qui saranno girate le riprese della puntata di questa settimana di Grandangolo.
Domenica 25 gennaio, Palazzi Aperti ha accolto migliaia di cittadini e turisti tra i palazzi storici de L’Aquila. Momento simbolo: la Sala Baiocco, chiusa dal terremoto, torna finalmente visitabile.
“L’Aquila vive nelle stanze, nei palazzi che furono e che oggi sono. Nelle persone che li hanno attraversati e che oggi li hanno riscoperti. Una domenica bella e partecipata: migliaia di presenze per Palazzi Aperti e una ricchezza giovane e curiosa. Bravi gli organizzatori, avanti così”, ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi, sottolineando il coinvolgimento dei cittadini e l’energia della giornata.
L’Aquila ha aperto le sue porte al pubblico con Palazzi Aperti, offrendo a cittadini e turisti un percorso tra storia, arte e architettura. Momento simbolo della giornata è stata la riapertura della Sala Baiocco – Albergo Italia, chiusa dal terremoto del 2009 e finalmente accessibile: qui i visitatori hanno riscoperto un gioiello del liberty aquilano, tra meraviglia ed emozione. La sala sarà, tra l’altro, protagonista della puntata di questa settimana di Grandangolo.
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Le visite guidate hanno toccato, oltre alla Sala Baiocco in Corso Vittorio Emanuele, 81 ( in collaborazione con l’Associazione L’Aquila Young), anche Palazzo Cipolloni-Cannella in Corso Vittorio Emanuele, 9 ( con Casa d’aste Gliubich), Palazzo Alfieri in Via Fortebraccio, 54, Palazzo Benedetti in Via Sassa, 15 e l’Oratorio dei Cavalieri De Nardis in Via San Marciano.
Dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, i cortili di altri palazzi storici sono stati accessibili liberamente: Palazzo Alessandri in Corso Vittorio Emanuele, 112, Palazzo Ardinghelli in Piazza Santa Maria Paganica, Palazzo Burri-Gatti in Corso Vittorio Emanuele, 111, Palazzo Cappa-Cappelli in Corso Vittorio Emanuele, 23, Palazzo Carli-Benedetti in Via Accursio, 17, Palazzo Ciccozzi in Via Indipendenza, 13, Palazzo Colantoni in Via Cembalo di Colantoni, 26/28, Palazzo Dragonetti in Via Santa Giusta e in Via Fortebraccio, 12, Palazzo Nardis in Via San Marciano, 9, Palazzo Porcinari in Piazza San Pietro e Palazzo Pica Alfieri in Via Andrea Bafile.
La giornata ha compreso anche la conferenza “Dei e guerrieri tra Sabini e Vestini. L’Aquilano tra VIII e I secolo a.C. alla luce delle ultime scoperte”, a cura di Alberta Martellone (SABAP L’Aquila e Teramo), presso Palazzo Nardis alle ore 17.30, organizzata da Archeoclub L’Aquila.
L’iniziativa, nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, è curata dall’Associazione Dimore Storiche Italiane e dall’Associazione Angelo De Nardis di Prata, con il supporto di realtà locali come Archeoclub L’Aquila, la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” e L’Aquila Young, permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza completa tra arte, architettura e storia cittadina.
“Siamo orgogliosi di questa manifestazione – aveva commentato il vicesindaco Raffaele Daniele – perché permette di riscoprire i nostri palazzi storici in modo esperienziale, coinvolgendo cittadini e turisti e regalando emozioni autentiche. Un’iniziativa destinata a durare nel tempo grazie all’impegno di tutti”.
Con questa prima giornata, Palazzi Aperti conferma le aspettative: un evento che valorizza il patrimonio storico, accende la curiosità dei cittadini e dei visitatori e consolida L’Aquila come Capitale Italiana della Cultura 2026, rendendo vivi e accessibili i suoi tesori più preziosi, dai palazzi storici ai suoi cortili.











