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Incendi al Progetto Case di Bazzano, arrestato il piromane

Ai domiciliari il 25enne indagato per gli incendi al Progetto Case di Bazzano

23enne ai domiciliari per gli incendi al Progetto CASE di Bazzano. Decisiva una testimonianza: 8 i roghi contestati.

Ci sarebbe un testimone chiave nell’indagine che ha portato all’arresto del presunto piromane degli incendi che, da luglio a novembre, si sono registrati al Progetto CASE di Bazzano. L’indagato, un 23enne, è finito agli arresti domiciliari su disposizione del Gip del Tribunale dell’Aquila. Alle 10 in Questura si terrà una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’arresto. L’arrestato è assistito dalla legale Giuseppina Gizzi.

Gli incendi

Sono otto i roghi contesati al giovane. Dieci, in totale, quelli nei quali Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri sono intervenuti fin da luglio 2025. Quasi tutti gli incendi sono avvenuti direttamente nelle palazzine del Progetto CASE.
I primi episodi si sono verificati a fine luglio, a distanza ravvicinata. Nel caso del secondo rogo, scoppiato nella serata del 29 luglio, i Vigili del Fuoco avevano impiegato diverse ore per spegnere le fiamme, partite proprio da alcune palazzine disabitate. In quella circostanza erano bastati pochi giorni alle forze dell’ordine per ipotizzare la natura dolosa dei roghi registrati nella piastra di via Fabrizio De André.

Fiamme che hanno interessato l’area anche il 14 e il 17 agosto. Giornate di massima allerta da parte dei pompieri che hanno cercato di spegnere le fiamma prima che potessero estendersi, in virtù della vegetazione secca presente nei dintorni dell’area incendiata. Altri quattro episodi avevano creato un’ondata di preoccupazione e allarme sociale ad ottobre, nei giorni 5, 11, 16 e 18. La notte del 5 ottobre un altro incendio era divampato dalla stessa Piastra del Progetto Case precedentemente incendiata e aveva ormai distrutto l’intera piastra. Un episodio che aveva portato i Vigili del Fuoco ad una nottata di straordinari, fino al sopralluogo della Polizia Scientifica la mattina seguente. La notte dell’11 ottobre un nuovo rogo, sempre nella solita palazzina. Questa volta il piromane ha agito più tardi: le fiamme si sono alzate intorno alle 2:30.
Altri due incendi si sono susseguiti tra il 16 e il 18 ottobre, con le fiamme degli ennesimi roghi visibili anche dalla Superstrada.

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Nell’ultimo incendio registrato, datato 11 novembre, le fiamme hanno avvolto alcuni appartamenti vuoti. L’allarme è scattato intorno alle 23 della sera. Sul posto sono sopraggiunti i Vigili del fuoco dell’Aquila, che hanno spento il rogo e messo in sicurezza la zona, e la Squadra Volante della Polizia dell’Aquila per le indagini specifiche.

Le indagini

Stando a quanto è emerso dalle indagini, su 5 degli episodi contestati vi sarebbero testimoni che avrebbero riferito alla polizia di aver visto il giovane aggirarsi intorno agli edifici del Progetto CASE poco prima dei roghi. Inoltre, proprio uno di loro – riporta Il Messaggero – avrebbe raccontato le intenzioni del giovane di appiccare gli incendi.
L’indagato avrebbe fatto 5 telefonate, dal proprio smartphone, al numero unico di emergenza segnalando la presenza di strani oggetti intorno alle palazzine, o incendi in corso. Lo stesso era poi presente sul posto durante le attività di spegnimento dei roghi, essendo un attivista volontario in un’associazione di protezione civile cittadina. Stando a quanto ricostruito, il giovane dovrebbe aver agito da solo.