Uccisione orsa Amarena, si apre il processo contro Leombruni
Si apre il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena: imputato Andrea Leombruni, accusato di uccisione di animale e spari in area abitata.
Si è aperto nella mattinata di oggi il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta nella notte del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi.
A finire a giudizio è Andrea Leombruni, allevatore del posto, accusato di aver esploso il colpo che ha ucciso l’orsa Amarena all’interno della sua proprietà, nella zona periferica del paese.
Le accuse contestate sono quelle di uccisione di animale con l’aggravante della crudeltà e di spari in area abitata. A rafforzare l’impianto accusatorio c’è la perizia balistica disposta dalla Procura: secondo il consulente Paride Minervini, il colpo sarebbe stato esploso lateralmente, colpendo l’orsa in una zona vitale.
L’orsa Amarena era stata uccisa a fucilate in una zona periferica del paese, fuori dal Parco, mentre stava predando galline insieme ai suoi due nuovi cuccioli, provocando sgomento e rabbia tra cittadini e ambientalisti.
Nelle udienze precedenti, in particolare in quella del 18 luglio, la difesa dell’imputato aveva chiesto la nullità degli atti di polizia giudiziaria svolti dai Carabinieri, sostenendo che, al momento dei sopralluoghi, Leombruni non fosse ancora indagato. Nel frattempo, erano state ammesse come parti civili circa quaranta tra Enti e Associazioni ambientaliste, tra cui Appennino Ecosistema e il Gruppo d’Intervento Giuridico.
L’orsa Amarena, insieme ai suoi cuccioli, era uno dei simboli del Parco Nazionale d’Abruzzo e veniva spesso avvistata, talvolta anche nei pressi dell’Autostrada dei Parchi. Solo pochi mesi prima, l’Abruzzo aveva pianto la perdita di Juan Carrito, l’orso più noto e amato per le sue scorribande a valle, morto in un incidente stradale a Castel Di Sangro.
I cuccioli di Amarena, ormai cresciuti, erano stati più volte cercati utilizzando batuffoli di cotone imbevuti dell’odore della madre. La loro successiva riapparizione nell’area del Parco ha rassicurato la comunità sul loro stato di salute, erano stati in grado di alimentarsi da soli e di cercare posti sicuri dove andare in letargo.
Numerose le dimostrazioni artistiche e di affetto che hanno celebrato l’orsa Amarena dopo la sua morte: tra queste, un murales a Cansano, realizzato dall’artista Nicola Di Totto, all’esterno dell’abitazione della famiglia Colantonio, a testimonianza del legame profondo tra la comunità e la fauna protetta.






