L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, su il sipario
La cerimonia inaugurale di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Inizia ufficialmente l’avventura di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il Presidente Mattarella alla cerimonia inaugurale. Biondi: “Cultura ispiratrice di ogni scelta”.
Con la cerimonia all’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, è ufficialmente iniziata l’avventura di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Ospite d’eccezione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e dalle alte rappresentanze istituzionali presenti per l’occasione, tra cui il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, l’ on. Alberto Bagnai, Pietrangelo Buttafuoco. Tante le fasce tricolori dei sindaci presenti in sala. Sul palco della cerimonia, con la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis, Francesca Fagnani e Paride Vitale.
Tanti gli ospiti sul palco, da Giorgio Pasotti ad Amara, Gianluca Ginoble, Viola Graziosi, Simone Cristicchi, Nicole Tuzii, Fabrizio Mancinelli. Il maestro Fabrizio Mancinelli ha composto il brano eseguito in memoria delle vittime di Rigopiano.
A chiusura dell’evento, il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il ruolo di Capitale della Cultura riguarda l’intera comunità, è un’opportunità da condividere, un’occasione di crescita. La cultura è motore e anche collante alla civiltà. Un patrimonio che si sviluppa nel dialogo e nel confronto, nello scambio. La cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace”.
“La rinascita dell’Aquila è preghiera – ha dichiarato Biondi nel suo discorso introduttivo – è respiro della fede, consolazione, forza rigeneratrice, speranza, progettazione del futuro pensando alle giovani generazioni”.
“Essere Capitale italiana della Cultura 2026 – ha aggiunto – rappresenta un riconoscimento alla nostra storia e alla nostra volontà di credere ostinatamente nella cultura, tanto che in questi ultimi anni è tornata ad essere la pietra d’angolo del nostro territorio. Abbiamo fatto della cultura l’ispiratrice di ogni scelta”.
“Il messaggio che L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 vuole condividere è che la luce dell’arte, la bellezza della conoscenza, l’indispensabilità del sapere, l’efficacia delle nuove scoperte, l’umanizzazione della tecnologia, conducano il mondo verso un nuovo Rinascimento di pace e prosperità“.
“L’Aquila – ha poi sottolineato il Ministro Giuli – città di antico blasone, insignita tale riconoscimento, è il meritato sigillo di una comprovata rinascita. Al tempo stesso, è la prova concreta della scommessa vinta da una comunità operosa, offrendo esempio di visione collettiva sicura di sé e aperta al mondo. Diventare Capitale della Cultura non è cosa facile, occorre uno sforzo corale per superare le concorrenza. Vi assicuro che il coinvolgimento emotivo che state vivendo, l’orgoglio di sentirvi persone speciali é come un’onda luminosa che si propaga con una frequenza di cui il Ministero che rappresento ha avvertito il calore che non si esaurisce con i confini della città L’Aquila regina degli Appennini era già capitale della cultura da tempo”.
Le interviste
La diretta
“L’inaugurazione di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 – ha dichiarato il Presidente Marsilio – non è soltanto un riconoscimento, ma un atto di fiducia verso una comunità che, con coraggio e coesione, ha saputo rinascere e farsi esempio per l’intero Paese. Questo titolo onora la memoria e insieme consacra il futuro. […] L’Aquila si propone come luogo di bellezza, di sapere e di dialogo, testimoniando come la cultura possa essere strumento di ricostruzione morale, prima ancora che materiale. Essa ci unisce, ci rende consapevoli della nostra identità e ci guida verso una crescita più giusta e condivisa”.
“L’Aquila – ha detto il maestro Mancinelli che ha composto un brano in ricordo delle vittime di Rigopiano – è il mio posto dell’anima, dove torno ogni volta che posso. Essere qui con la mia famiglia è una grande emozione Non stavamo tutti insieme da prima del 6 aprile 2009″.
La giornata
Dalla ricostruzione alla ribalta nazionale: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. La città ha inaugurato un anno di oltre 300 iniziative culturali, tra mostre, spettacoli e progetti territoriali. La cerimonia ufficiale si è tenuta oggi presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Durante l’evento, il sindaco Biondi ha donato al Presidente Mattarella la riproduzione anastatica della Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V, simbolo della storia e dell’identità culturale della città.

Con il 17 gennaio prende quindi il via un programma che attraverserà tutto il 2026: 300 giorni tra produzioni originali, grandi mostre, musica, teatro, danza, cinema, ricerca, progetti di partecipazione e cittadinanza attiva. L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si fonda su un’idea precisa: non una città sola, ma un sistema territoriale che coinvolge paesi, aree interne, istituzioni culturali e di ricerca, università, associazioni e imprese creative. L’iniziativa intreccia grandi produzioni nazionali e internazionali, il rafforzamento degli eventi identitari del territorio – Perdonanza Celestiniana, Cantieri dell’Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma, Festival delle Città del Medioevo – e nuovi progetti espositivi e performativi in collaborazione con il MAXXI L’Aquila e le principali realtà culturali del territorio. Insieme a cantieri culturali diffusi, percorsi di rigenerazione urbana, azioni pilota nei quartieri e nei paesi, programmi di alta formazione artistica e musicale. Elemento chiave dell’anno sarà l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, chiamato a misurare in modo sistematico l’impatto delle politiche culturali su benessere, coesione sociale, attrattività e sviluppo. Un dispositivo che colloca L’Aquila non solo come sede di eventi, ma come laboratorio nazionale.
Il 2026 segnerà anche la restituzione alla città di luoghi simbolo: dal Teatro Comunale alla riapertura del Teatro San Filippo, mentre il Munda (Museo nazionale d’Abruzzo) ha ripreso possesso del Forte Spagnolo il 15 dicembre scorso. L’Aquila inizia il 2026 come Capitale che sperimenta, connette e produce. Una città che nasce da un territorio e che al territorio restituisce visione.
“La felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “In varie occasioni, da ultimo come presidente del MAXXI-Roma e del MAXXI-L’Aquila, ho testimoniato la vicinanza personale a questi luoghi del mio cuore e successivamente ho voluto confermare la cura assidua del Ministero della Cultura verso le esigenze materiali e immateriali delle comunità radicate in questo territorio. A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”.
“Siamo orgogliosi che L’Aquila sia stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2026”, ha dichiarato il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi a margine della cerimonia inaugurale. “Questo è un riconoscimento che premia la visione e la determinazione con cui la città ha investito nel proprio futuro. Per L’Aquila la cultura è da sempre un abilitatore di sviluppo, uno strumento di coesione e una leva strategica per la crescita economica e sociale del territorio. Dal 2017 abbiamo destinato 25 milioni di euro a politiche culturali, con l’obiettivo di consolidare un percorso strutturale che mette al centro identità, innovazione e opportunità per le nuove generazioni”.
“L’inaugurazione di “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026” non è soltanto un riconoscimento, ma un atto di fiducia verso una comunità che, con coraggio e coesione, ha saputo rinascere e farsi esempio per l’intero Paese”, ha dichiarato Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. “Questo titolo onora la memoria e insieme consacra il futuro. In questi anni L’Aquila ha ricostruito le sue case, i suoi palazzi storici, le sue chiese, i suoi teatri, ma soprattutto ha ricostruito la fiducia: la fiducia nelle istituzioni, nella cultura, nel futuro. Per questo la nomina di L’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 ha un valore che va oltre i confini regionali. È un riconoscimento alla capacità dell’Italia di rialzarsi, di custodire il proprio patrimonio e allo stesso tempo di innovarlo, di fare della cultura un motore di coesione e di sviluppo”.














