Da Crans Montana a L’Aquila, l’importanza della prevenzione per la sicurezza nei locali
All’Università dell’Aquila gestori e dj si confrontano sulla sicurezza nei locali dopo Crans Montana. Ursini: “I dj possono segnalare i rischi e contribuire alla prevenzione”. L’intervista
Dopo la tragedia di Crans-Montana, all’Università dell’Aquila confronto tra gestori e dj sulla prevenzione. Il Capoluogo continua la sua campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza all’interno dei locali con un’intervista a Elio Ursini, esperto di valutazione e di comunicazione del rischio, che lavora presso l’Università degli Studi nell’Aquila nell’ufficio sicurezza e igiene sul lavoro dell’Università degli Studi dell’Aquila ed è membro dell’Unità di Crisi di Ateneo. “I dj possono fermare la musica per segnalare un’emergenza in corso”.
La tragedia di Crans Montana, dove un incendio in un locale affollato ha provocato decine di vittime nella notte di Capodanno, ha messo in luce quanto anche un piccolo gesto possa salvare vite nei locali notturni: fermare la musica. “L’interruzione del suono è il primo segnale che cambia l’atmosfera e fa capire a tutti che sta succedendo qualcosa“, spiega ai microfoni del Capoluogo Elio Ursini. “I dj possono così richiamare l’attenzione e contribuire in modo fondamentale alla gestione delle emergenze“.
È partendo da questa consapevolezza che, nei giorni scorsi, all’Università dell’Aquila si è svolto un incontro tra esperti di comunicazione del rischio, operatori di safety e security, dj, vocalist, esercenti e gestori dei locali del territorio. Un confronto promosso dall’ateneo, e coordinato dallo stesso Ursini, nell’ambito del percorso di sensibilizzazione avviato dopo la tragedia di Crans Montana, in Svizzera , dove nella notte di Capodanno un incendio in un locale affollato ha provocato decine di vittime.
“La sensibilizzazione – spiega ai microfoni del CapoluogoUrsini – riguarda anche e soprattuto chi lavora quotidianamente nei locali e negli eventi musicali. Negli ultimi 10‑15 anni ho incontrato tantissime scuole e studenti con l’obiettivo di informare e far comprendere la percezione dei rischi. Questo diventa ancora più importante nei locali notturni, dove la capacità di valutare e riconoscere i rischi non è sempre scontata“.
“Qui all’Aquila, la sensibilità verso la sicurezza è più alta rispetto ad altri territori, anche per la memoria del terremoto del 2009. Per cui, molti gestori locali, nel corso dell’incontro, hanno ascoltato con attenzione, hanno intrattenuto un dialogo costruttivo e si sono confrontati su come tenere i propri locali il più sicuri possibile“.
Un elemento cruciale nella gestione del rischio, aggiunge Ursini, è l’interruzione della musica: “Nei locali e negli eventi musicali, il primo segnale che cambia l’atmosfera è spesso l’interruzione della musica. È per questo che ho coinvolto anche i dj in questo incontro. Basta un attimo per far alzare la testa anche a chi è distratto e far capire che qualcosa non va. I dj svolgono quindi un ruolo importante nella prevenzione, fermando la musica per segnalare che c’è un problema, catalizzando l’attenzione sul rischio imminente“.
La prevenzione, la formazione e la comunicazione sono strumenti essenziali per trasformare la tragedia di Crans-Montana in consapevolezza operativa. Una tragedia che, purtroppo, si è registrata negli scorsi anni anche in altre parti del mondo, con modalità molto simili. “L’obiettivo – conclude Ursini – è quello di creare un dialogo stabile affinché la sicurezza non sia percepita come un obbligo burocratico, ma come una responsabilità collettiva che coinvolge tutti: personale, gestori, dj e pubblico. Sempre meglio un tavolo in meno e una porta d’emergenza sempre accessibile e aperta”.










