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Cammini e Ciclovie, un percorso strategico che abbraccia tutto l’Abruzzo

378 chilometri dalla montagna al mare per rilanciare le aree interne dell’Abruzzo. Il convegno a L’Aquila “Cammini e Ciclovie” per studiare insieme a tutte le realtà e i soggetti coinvolti gli asset strategici per lo sviluppo dei territori del Cratere. Le interviste del Capoluogo.

378 chilometri dalla montagna al mare per rilanciare le aree interne dell’Abruzzo. Il convegno a L’Aquila “Cammini e Ciclovie” per studiare insieme a tutte le realtà e i soggetti coinvolti gli asset strategici per lo sviluppo dei territori del Cratere.

Si è tenuto oggi, a Palazzo Margherita all’Aquila, il convegno dedicato al progetto relativo all’Atlante dei Cammini e delle Ciclovie d’Abruzzo, per un censimento delle offerte attuali, sinergie e promozione corale del territorio. La proposta è emersa in occasione dell’incontro Cammini e Ciclovie – Asset strategici per lo sviluppo dei territori del Cratere, tenutosi nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio a Palazzo Margherita all’Aquila.

Un appuntamento organizzato da Ciclovie della Transumanza, progetto realizzato grazie al finanziamento del PNRR – PNC, Misura B2.2, Area Omogenea 5 – e che propone un percorso ciclabile attraverso otto comuni abruzzesi nelle province di Pescara e dell’Aquila: Cugnoli (capofila), Brittoli, Bussi sul Tirino, Capestrano, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Popoli Terme e Torre de’ Passeri.

Partendo dal focus dell’incontro aquilano – politiche e azioni concrete per la rigenerazione e lo sviluppo del cratere sismico – dai relatori presenti il lancio dell’idea di un contenitore unico che raccolga appunto tutte le proposte di Cammini e Ciclovie attivi in Abruzzo.

Il convegno è stata l’occasione per far sì che le proposte di Cammini e Ciclovie presenti nel territorio di riferimento lavorino in rete così da diventare strumenti chiave per rendere attuale un tratto profondo dell’identità abruzzese: la pastorizia transumante. Un patrimonio che, messo a sistema, può ridare senso e continuità a quel reticolo storico di tratturi e vie che per secoli ha attraversato l’Abruzzo e il Mezzogiorno “perché – nelle parole dei promotori dell’incontro – solo attraverso un’azione condivisa è possibile costruire un’offerta turistica qualificata, credibile e duratura“.

Cammini e Ciclovie

All’incontro sono intervenuti Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Daniele D’Amario, sottosegretario alla Giunta regionale e coordinatore della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, Lanfranco Chiola, coordinatore Area Omogenea Cinque, Francesco D’Amore, presidente del Parco Sirente Velino, Raffaello Fico (USRC), Salvatore Provenzano (USRA), Andrea Lolli, presidente del Cammino del Gran Sasso, e Roberto Di Vincenzo, presidente di CARSA.

cammini e ciclovie

Il progetto nasce con l’obiettivo di ridare voce e prospettiva ai territori colpiti dal sisma, puntando sulla forza “gentile” del cicloturismo e sulla capacità di creare connessioni tra comunità, tradizioni e paesaggi. Le ciclovie attraversano due Parchi nazionali, Gran Sasso–Monti della Laga e Maiella, e un patrimonio diffuso di borghi, castelli, chiese ed eremi, evocando il “migrare” delle greggi cantato da Gabriele d’Annunzio.

Cammini e Ciclovie, asset strategici per lo sviluppo dei territori del Cratere

Al centro ci sono i piccoli Comuni e i borghi delle aree interne, custodi di unicità straordinarie. L’obiettivo è creare una connessione virtuosa capace di trasformare cammini e ciclovie in una leva concreta di sviluppo sostenibile. Come emerso nel convegno “Cammini e ciclovie dell’Abruzzo interno“, il confronto tra istituzioni e operatori ha messo in evidenza la necessità di una visione unitaria del turismo regionale, capace di coniugare memoria, identità e nuove prospettive economiche. L’iniziativa era stata presentata per la prima volta nell’autunno scorso a Terre Attrattive, la conferenza nazionale dei GAL italiani svoltasi a Vasto e dedicata all’attrattività dei territori rurali. Un contesto ideale per valorizzare la Transumanza, riconosciuta nel 2019 dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Le interviste

Un territorio, mille capitali“, è la visione del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, sentito dal Capoluogo. “Il progetto va nella stessa direzione che stiamo indicando con forza come Capitale italiana della Cultura 2026: un modello policentrico fondato sulla rete tra comunità, paesaggi e identità. Un territorio, mille capitali è una visione concreta della nostra politica amministrativa. Le ciclovie e i cammini rendono contemporaneo un tratto profondo della nostra storia, trasformando gli antichi tratturi in infrastrutture culturali e turistiche capaci di generare economia, attrattività e coesione. Progetti come questo dimostrano che il rilancio dei territori feriti dal sisma passa dalla collaborazione e dalla capacità di fare rete“. 

Per Francesco D’Amore, sindaco di Fagnano e presidente del Parco Sirente Velino, è fondamentale valorizzare l’intero sistema di ciclovie e cammini dell’Abruzzo per ottenere una visibilità più ampia e coordinata. Secondo Lanfranco Chiola, “l’esperienza dei territori viene così trasformata in un prodotto turistico riconoscibile, organizzato e competitivo, già pronto per il mercato”. In questa direzione, accanto alla realizzazione dell’infrastruttura fisica, è stato avviato un percorso di lavoro con gli operatori locali finalizzato alla costruzione di un’offerta turistica integrata e coerente, capace di favorire la nascita e il consolidamento di attività economiche legate a un modello di turismo lento e rispettoso del territorio. L’esperienza del territorio viene così trasformata in un prodotto turistico riconoscibile, organizzato e competitivo di cui già i primissimi prodotti sono sul mercato”.

cammini e ciclovie

Per Roberto Di Vincenzo, presidente Carsa, partner privato del partenariato speciale Ciclovie della Transumanza “i cammini e le ciclovie rappresentano gli strumenti strategici per la valorizzazione sostenibile dei nostri territori e permettono di rendere contemporaneo quel carattere che nella storia più di tutti ha connotato i territori interni e l’Abruzzo: la pastorizia transumante. Attraverso la loro messa in rete, questi percorsi possono riportare alla luce l’antica geografia della transumanza, fatta di bracci, tratturelli e tratturi che per secoli hanno modellato il paesaggio e la vita delle comunità. Anche se molte di queste vie non esistono più nella loro forma originaria, le loro tracce restano impresse nel territorio, nei toponimi, nei paesaggi, nella cultura alimentare. Cammini e ciclovie diventano così un modo nuovo e allo stesso tempo antico di attraversare questi luoghi, ricucendo frammenti di storia e trasformandoli in esperienze contemporanee di viaggio lento, capaci di raccontare un patrimonio che continua a vivere, pur cambiando forma”. 

L’Ufficio speciale per la ricostruzione è pronto a portare il proprio contributo. Per il titolare USRA , l’ingegnere Salvatore Provenzano,“è una partita importante, sono interventi che hanno bisogno di una cabina di regia, una sinergia che consentirà di offrire un prodotto integrato e unico attraverso tutte le ciclovie”. 

La ciclovia come motore di nuove opportunità“, così l’ingegnere Raffaello Fico, titolare USRC. Si tratta di una occasione preziosa per far conoscere meglio questa regione che ha delle grosse potenzialità, a volte ancora inespresse. Si tratta di uno dei primi esperimenti concreti in cui viene messo tutto a sistema, una discussione ampia con i principali interlocutori,  confrontarsi su come lavorare insieme resta, in ogni caso, un punto di partenza ottimale”. 

“L’Abruzzo ha un turismo ricco e vivace – commenta D’Amarioin netta crescita. Il core business è ancora legato al mare, ma la grande crescita c’è stata nelle aree interne, perchè i turisti non voglio più vedere i luoghi, ma viverli e un progetto come le ciclovie consente di realizzare esperienze vere e immersive“.

Per Roberto Santangelo, assessore Beni e attività culturali Regione Abruzzo “i territori della provincia dell’Aquila devono avere la forza e il coraggio di costruire progetti di crescita e sviluppo che siano in grado di esaltare la bellezza, la storia e la memoria dei luoghi. Il progetto Ciclovie della Transumanza lo fa nel rispetto di tutti i parametri che la Regione Abruzzo si è data per promuovere il turismo delle aree interne, fatto di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Il progetto è destinato a svilupparsi nell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura e quindi con la possibilità di ampliare la platea dei destinatari con un target di riferimento ben definito”.