Proroga Superbonus e ricostruzione: conta l’avvio dei lavori, non la data della richiesta del contributo
Proroga superbonus e contributo integrativo alla ricostruzione, il punto sulle nuove norme.
Combinato Superbonus e ricostruzione, con la proroga del D. L. Omnibus cambiano le carte in tavola: conta l’avvio dei lavori dopo marzo 2024, non la data della richiesta del contributo.
Il diritto al contributo del Superbonus 110% per la ricostruzione non è più legato alla data della presentazione della richiesta, ma all’avvio dei lavori successivo al 30 marzo 2024. È quanto sembra sancire il decreto Omnibus (D.L. 95/2025), che ha prorogato l’agevolazione fino al 31 dicembre 2026 per gli interventi realizzati nei Comuni dei territori colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016 nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
La proroga riguarda esclusivamente i casi in cui viene esercitata l’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, nei limiti ancora consentiti dall’art. 2 del D.L. 11/2023, comma 3-ter.1. In particolare, rientrano nel perimetro della misura gli interventi attuati mediante procedimenti edilizi avviati dopo il 30 marzo 2024, anche se le spese sono sostenute e rendicontate nel corso del 2026. In questo modo, il legislatore dovrebbe aver spostato il presupposto per l’accesso al beneficio dalla fase amministrativa della richiesta a quella operativa dell’intervento, ancorando il diritto al contributo all’effettivo avvio dei lavori. Un passaggio importante che dovrebbe salvare molte pratiche con richiesta di contributo anche antecedente marzo 2024, visto che dopo quella data il decreto stabilisce il nuovo presupposto – rispetto a quanto stabilito in precedenza – dell’avvio dei lavori.
E resta in campo anche il contributo integrativo per la ricostruzione previsto dalla legge di Bilancio 2026: per favorire il completamento della ricostruzione anche senza superbonus, infatti, la Legge di Bilancio 2026 autorizza i Commissari straordinari a riconoscere un incremento del contributo per la ricostruzione, destinato a coprire le spese eccedenti il contributo concedibile per la ricostruzione privata per le istanze presentate fino al 31 dicembre 2024, fino a concorrenza del costo degli interventi, rimaste a carico dei beneficiari in conseguenza del mancato completamento delle opere interessate dall’esercizio delle opzioni per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.
Insomma, se confermata questa doppia impostazione, il percorso della ricostruzione può dirsi finalmente salvo, sperando che in fase attuativa qualcuno non tiri fuori dal cilindro qualche interpretazione stravagante che torni a penalizzare un territorio che ha il sacrosanto diritto alla completa ricostruzione.





