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Omicidio Stefano Lanciani, Davide a sua moglie: Sapevi che volevo farlo

Prende sempre più corpo l’ipotesi della premeditazione dell’omicidio di Stefano Lanciani da parte del fratello Davide. Spuntano intercettazioni dal carcere

L’omicidio del fratello Stefano Lanciani era premeditato. Un’ipotesi che sembrerebbe confermata dalle intercettazioni.
Registrato il colloquio di Davide con la moglie in carcere: “Sapevi che volevo farlo”.

Rischia l’ergastolo Davide Lanciani, indagato per l’omicidio di suo fratello Stefano. L’uomo colpì suo fratello alla testa per poi travolgerlo, più volte, con l’auto. Dalle intercettazioni emergono elementi a sostegno della premeditazione del brutale omicidio. Nel corso di una conversazione avvenuta in carcere, ad Avezzano, la moglie di Davide afferma, rivolta a lui, che mai avrebbe pensato che suo marito potesse fare una cosa così brutta. Davide replica: “Te l’avevo detto che lo volevo fare”. 
Come riporta Il Messaggero, in un altro colloquio, registrato sempre in carcere, viene fuori tutto l’astio dell’indagato nei confronti di suo fratello e del loro defunto padre, per ragioni ereditarie. C’è inoltre un’altra conversazione registrata tra la moglie e il figlio dell’indagato in cui il ragazzo chiede alla madre se il padre sia pentito. “Per niente”, la risposta della donna.

Dopo le testimonianze dei colleghi di lavoro di Davide Lanciani raccolte dai Carabinieri, è inoltre emerso che l’uomo – quel giorno assente dal lavoro per malattia – mezz’ora prima dell’omicidio avesse intrattenuto conversazioni telefoniche e scambio di mail con alcuni rappresentanti dell’azienda.
Non solo, tra gli elementi in mano al Pm D’Avolio contro Davide Lanciani, c’è anche una telefonata che aveva fatto al fratello Stefano a gennaio 2025. Lo scopo sembrava quello di tranquillizzarlo, “Entro fine marzo sistemo tutto”. 
Proprio a fine marzo l’omicidio.