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Blue tongue, online il bando da 400mila euro a sostegno degli allevatori

Blue tongue in Abruzzo, bando regionale da 400mila euro e 300 euro di indennizzo per ogni animale deceduto. Come fare domanda

Blue tongue, pubblicato il bando regionale da 400mila euro a sostegno del comparto ovicaprino. Scattano gli indennizzi per gli allevatori abruzzesi: 300 euro per ogni capo deceduto

La Regione Abruzzo ha pubblicato il bando regionale a favore del settore zootecnico per l’erogazione di indennizzi alle aziende ovicaprine colpite dall’epidemia di blue tongue. Un intervento particolarmente atteso dagli allevatori e dai pastori abruzzesi, duramente colpiti dagli effetti della malattia che ha interessato il patrimonio zootecnico regionale. Il bando, promosso dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, prevede contributi a ristoro dei capi ovicaprini deceduti a causa dell’emergenza sanitaria, con l’obiettivo di sostenere la continuità produttiva delle aziende e mitigare le gravi perdite economiche subite. «La Regione Abruzzo, pur in un momento difficile – prosegue il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente – mantiene gli impegni presi e conferma di essere al fianco degli allevatori abruzzesi, colpiti duramente dall’emergenza blue tongue, grazie allo stanziamento di 400.000 euro che saranno erogati con un ristoro di 300 euro a capo morto». Possono partecipare al bando tutte le aziende agricole con sede operativa in Abruzzo che, nel corso del 2025 abbiano subito una perdita di capi a causa dell’epidemia di “Blue Tongue Virus”, certificata dal Servizio Veterinario della ASL di competenza, a partire da oggi 13 gennaio fino alle ore 12 del 30 gennaio, accedendo allo sportello regionale  – sezione “Agricoltura”. “Il bando rappresenta una risposta concreta e tempestiva alle esigenze del comparto zootecnico – conclude Imprudentegarantendo un indennizzo reale e significativo e confermando l’attenzione della Regione Abruzzo verso un settore strategico per l’economia regionale e la salvaguardia delle aree interne”.