Paura e consapevolezza dopo Crans-Montana, scatta la corsa alla sicurezza nei locali
Prevenzione antincendio, l’eredità di Crans-Montana. Non solo dividerti di candele pirotecniche, centrali i materiali ignifughi e gli estintori.
Dopo quanto accaduto a Crans-Montana, il tema della sicurezza nei locali pubblici è tornato con forza al centro del dibattito generale.
Mentre le istituzioni discutono di divieti sull’uso di candele pirotecniche, si registra un movimento concreto: ristoratori ed esercenti corrono a verificare di essere in regola sul fronte della prevenzione antincendio.
La spinta è doppia dopo la strage di Crans-Montana. Da un lato c’è la profonda consapevolezza di dover essere pronti ad affrontare eventuali emergenze, per tutelare clienti e lavoratori, dall’altro la necessità di non farsi trovare scoperti in caso di controlli. Se dall’UNCEM, l’Unione nazionale dei Comuni montani, arriva l’invito ai Comuni di emanare ordinanze che vietino l’utilizzo di fiamme libere nei locali, l’urgenza primaria, sul fronte della prevenzione antincendio, sembra legata soprattutto a due fattori: l’uso di materiali ignifughi nei locali e la presenza di estintori a norma.
Due fattori sui quali sembra destinata a fondarsi l’eredità di una “strage evitabile”.
Il primo passo per adeguarsi alle normative, infatti, riguarda proprio gli estintori: si stanno controllando le date dell’ultima verifica, le ricariche e lo stato generale delle attrezzature presenti nei locali.
La normativa di riferimento è la UNI 9994-1, aggiornata nel luglio 2024, che disciplina la manutenzione degli estintori portatili e carrellati. In sintesi, ogni estintore deve essere sottoposto a controlli periodici almeno semestrali, con revisioni e collaudi a intervalli stabiliti in base alla tipologia. La vita utile massima resta fissata a 18 anni,oltre i quali l’estintore va dismesso.Ogni intervento di manutenzione deve essere documentato e consegnato al titolare dell’attività, a garanzia della tracciabilità e del rispetto delle regole. Non dettagli burocratici, ma passaggi essenziali per assicurare che, in caso di bisogno, lo strumento funzioni davvero.

Parallelamente cresce, anche sul territorio abruzzese, la richiesta di corsi di formazione antincendio per il personale. Sempre più esercenti stanno contattando le strutture abilitate per aggiornare o avviare percorsi formativi rivolti a dipendenti e collaboratori. Un aspetto che, come più volte sottolineato dai Vigili del Fuoco, va ben oltre il singolo locale.
Nelle interviste rilasciate al Capoluogo.it, il direttore regionale dei Vigili del Fuoco Abruzzo, Gennaro Tornatore, ha evidenziato come oggi gli incendi siano spesso più imprevedibili rispetto al passato, a causa dell’utilizzo di nuovi materiali. “Per questo – ha spiegato – i prodotti vengono classificati in base alla loro reazione al fuoco: quelli omologati e certificati garantiscono tempi adeguati per l’evacuazione, altri possono bruciare in pochi secondi come un fiammifero”.
Tornatore ha ricordato anche il valore dell’estintore, definendolo uno strumento “economico, semplice ed efficace”, e ha ribadito l’importanza della formazione prevista dal Decreto Legislativo 81/08, che consente a lavoratori e cittadini di intervenire tempestivamente sui principi di incendio.
Una preparazione che non serve solo a rispettare la legge, ma che contribuisce a costruire una rete di sicurezza più ampia, capace di fare la differenza nei momenti critici. Dopo Crans-Montana, il messaggio che passa tra gli imprenditori è chiaro: la prevenzione non può più essere considerata un adempimento secondario, ma una responsabilità concreta verso l’intera comunità.











