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Aura Materials, proclamato lo stato di agitazione

Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori di AURA, con una richiesta di convocazione urgente delle parti indirizzata alla Prefettura dell’Aquila

La decisione è stata assunta dalle organizzazioni sindacali provinciali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle Rappresentanze sindacali unitarie, alla luce di una situazione definita di grave e perdurante criticità presso lo stabilimento.

Alla base della proclamazione dello stato di agitazione, gli esiti dell’incontro svoltosi in Regione Abruzzo il 17 dicembre 2025, relativo all’esame congiunto sulla richiesta di Cassa integrazione guadagni straordinaria. In quella sede, come successivamente comunicato dalla Regione alla società, è stata evidenziata l’impossibilità di procedere alla convocazione delle parti per la non conformità della causale di CIGS presentata, così come chiarito dal Ministero del Lavoroe delle Politiche Sociali.

Il quadro delineato dalle organizzazioni sindacali è particolarmente critico. Il 2 ottobre 2025 l’azienda ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi, richiedendo l’applicazione delle misure protettive del patrimonio. Pochi giorni dopo, il 17 ottobre, l’amministratore unico e legale rappresentante ha disposto la sospensione di tutte le attività lavorative, collocando di fatto l’intero personale in CIGO.

Ad oggi, secondo quanto segnalato nel documento, lo stabilimento versa in condizioni di forte difficoltà anche sotto il profilo dei servizi essenziali, risultando privo di acqua per i servizi igienico-sanitari e di gas per il riscaldamento. A ciò si aggiunge l’assenza di qualsiasi copertura di sostegno al reddito per i lavoratori: la CIGO è scaduta il 24 novembre 2025 e, nonostante le interlocuzioni avviate in sede regionale, non vi sono indicazioni chiare sulle intenzioni dell’azienda, lasciando le maestranze in una condizione di totale incertezza.

Particolarmente grave anche la situazione retributiva. L’azienda, infatti, non avrebbe provveduto al pagamento dei salari di settembre 2025, né di quelli relativi ai mesi di novembre e dicembre 2025, oltre alla tredicesima mensilità. Trattandosi di periodi non coperti da ammortizzatori sociali, gli importi restano integralmente a carico della società.

Secondo i sindacati, questa situazione sta generando pesanti ricadute economiche e sociali sulle lavoratrici e sui lavoratori, molti dei quali monoreddito, e sulle rispettive famiglie. Da qui la richiesta di una convocazione urgente delle parti in Prefettura, ritenuta indispensabile per individuare misure immediate di tutela e avviare un confronto finalizzato a una soluzione condivisa della vertenza.