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Medicina, il semestre filtro copre quasi tutti i posti ma lascia fuori oltre 30mila studenti

Semestre filtro a Medicina, la selezione copre quasi tutti i posti ma lascia fuori oltre 30mila studenti in Italia, esclusi anche dai corsi affini.

La nuova graduatoria per l’accesso a Medicina, dopo il semestre filtro, segna un primo bilancio della riforma voluta dal ministero dell’Università: idonei 22.688 su circa 60mila iscritti. Oltre 30mila studenti restano fuori anche dai corsi affini.

A sei mesi dall’avvio del semestre filtro a Medicina, meno della metà degli iscritti è riuscita a superare almeno uno dei tre esami previsti – Biologia, Chimica e Fisica – necessari per accedere al secondo semestre. Gli studenti risultati idonei sono 22.688 su circa 60mila iscritti. Di questi, 7.600 hanno superato tutti e tre gli esami e possono già immatricolarsi, mentre poco meno di 8.000 hanno passato due prove. Insieme occupano circa il 90% dei 17.278 posti disponibili nelle università statali, confermando che la selezione ha funzionato nel riempire le aule, ma con margini ridotti per chi è rimasto indietro.

Il dato più critico riguarda Fisica: solo 10.022 studenti hanno raggiunto la sufficienza, contro i 19.089 di Biologia e i 21.763 di Chimica. Una sproporzione che ha spinto la ministra Anna Maria Bernini ad annunciare un confronto con i rettori. Secondo la ministra, tuttavia, i numeri non indicano un fallimento della riforma.

Dalla graduatoria emergono anche i risultati per Odontoiatria e Veterinaria. Per Veterinaria i 1.265 posti risultano già coperti, con circa 300 studenti idonei destinati a rimanere esclusi. Diversa la situazione di Odontoiatria, dove non tutti i 1.164 posti saranno occupati, segnale di un minore appeal o di una selezione meno efficace.

In totale, 14.345 studenti hanno ottenuto il posto nel primo ateneo indicato, un dato che include Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Il lato più duro della riforma riguarda però gli esclusi: oltre 30mila studenti non hanno superato nemmeno un esame e restano fuori sia da Medicina sia dai corsi affini pensati come alternativa, come Biologia, Farmacia o Infermieristica. Per loro è prevista solo la possibilità di un’iscrizione tardiva ad altri corsi di laurea entro il 6 marzo, con il rischio concreto di dover ricominciare da zero dopo un semestre definito da molti come “fallimentare”.

Le università, intanto, cercano soluzioni tampone. Alcuni atenei, come Pisa, hanno deciso di aprire i corsi di recupero anche a chi non ha superato alcun esame, mentre Firenze e Pavia puntano su tutoraggi e percorsi differenziati. L’accesso al secondo semestre dei corsi di laurea in Medicina e chirurgia o in Odontoiatria all’Università degli Studi dell’Aquila dipenderà dalla posizione in graduatoria e dalle sedi indicate come preferenza su Universitaly.

Gli studenti inseriti in graduatoria ma non ammessi potranno iscriversi al corso affine scelto e ripetere il semestre filtro nell’anno successivo, ricominciando il percorso dall’inizio. Questa possibilità è consentita fino a tre volte, anche in anni accademici non consecutivi. Chi non accede a nessuna graduatoria di merito, per non aver superato tutti gli esami del semestre filtro o per avere rinunciato al voto in almeno uno degli esami, può comunque iscriversi a un altro corso di laurea.

La riforma ha raggiunto l’obiettivo di scardinare il vecchio test a numero chiuso, come rivendica il ministero. Resta però aperta la domanda più delicata: se il nuovo sistema selezioni davvero i futuri medici migliori o se stia semplicemente spostando più avanti, e rendendo più costosa, l’esclusione.

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