L’Aquila 2026, Gambero Rosso sceglie i ristoranti dove mangiare nell’anno da Capitale
L’Aquila 2026, una città che rinasce anche a tavola: i ristoranti consigliati dal Gambero Rosso in centro storico
L’Aquila 2026 si presenta all’appuntamento con un centro storico finalmente vitale e una scena gastronomica che racconta la rinascita della città. Lo racconta anche il Gambero Rosso , che ha acceso i riflettori su un capoluogo e sulla sua cucina, selezionando i ristoranti dove mangiare.
L’AQUILA 2026 – Accanto alle botteghe storiche e alle nuove insegne che hanno restituito anima alle strade del centro, sono soprattutto i ristoranti a segnare il cambio di passo. Luoghi diversi per stile e proposta, ma accomunati da un forte legame con il territorio e da una visione contemporanea della cucina. È il caso di Førma Contemporary Restaurant, progetto di Simone Ciuffetelli e Roberta Milone, dove tecnica moderna e materie prime locali dialogano in percorsi degustazione misurati ed eleganti, all’interno di un palazzo storico a ridosso di San Bernardino. Poco distante, Elodia ha inaugurato una nuova fase della sua lunga storia, riportando la cucina di montagna nel cuore della città con piatti che rielaborano la tradizione familiare senza nostalgie, in uno spazio che restituisce centralità anche all’accoglienza.
C’è poi chi ha costruito nel tempo un rapporto solido con il pubblico aquilano, come Da Lincosta, riferimento cittadino per una cucina stagionale che lavora sulle erbe, sui profumi e su una materia prima trattata con rispetto, o come Lo Scalco dell’Aquila,insegna storica che da quasi un secolo interpreta il territorio alternando piatti di terra e di mare e affiancando alla ristorazione un’attività culturale continua.
Un’impostazione più essenziale ma altrettanto rigorosa caratterizza il ristorante di William Zonfa, nel cuore del centro storico, dove le eccellenze abruzzesi e italiane vengono tradotte in una cucina pulita, contemporanea, senza forzature.
A completare il quadro c’è Yoichi, ospitato in uno dei palazzi storici più suggestivi della città, che porta all’Aquila una proposta internazionale e fusion, con un equilibrio studiato tra suggestioni giapponesi e tecnica italiana, affiancata da una solida attenzione alla mixology.
In un anno che segna un passaggio decisivo per l’immagine e il futuro del capoluogo, la ristorazione si conferma uno degli strumenti più efficaci per raccontare una città che non si limita a mostrarsi rinnovata, ma rivendica una nuova centralità culturale anche a tavola. Una trasformazione che, come sottolineato dal Gambero Rosso, passa dai luoghi, dalle persone e da una cucina che ha smesso di guardarsi indietro per parlare con voce propria.
Foto copertina Da Lincosta











