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Crans-Montana, dalla tragedia alla consapevolezza: autoprotezione e prevenzione

Tragedia di Crans-Montana, l’importanza della prevenzione e dell’autoprotezione. Lo speciale Il Capoluogo d’Abruzzo

Speciale del Capoluogo d’Abruzzo sulla tragedia di Crans-Montana: i rischi del fuoco e le maxi emergenze, ne abbiamo parlato con il Direttore regionale Vigili del Fuoco Abruzzo, l’arch. Gennaro Tornatore, e il professor Franco Marinangeli, Direttore U.O.C. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale dell’Aquila.

Una tragedia che ha spezzato 40 giovanissime vite e causato oltre cento feriti diventa occasione di riflessione sulla sicurezza e sull’autoprotezione. È il senso dello speciale curato dal Capoluogo d’Abruzzo nella sede della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, dedicata al caso di Crans-Montana. A confrontarsi sul tema, il direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Gennaro Tornatore, e il professor Franco Marinangeli, Direttore dell’UOC di Rianimazione dell’Ospedale dell’Aquila, con l’obiettivo di analizzare l’accaduto, cercando di approfondire diversi aspetti legati alla sicurezza.

Si è partiti naturalmente dall’elemento “fuoco“, un elemento tanto affascinante quanto pericoloso e imprevedibile, soprattutto per chi non ne ha una reale percezione. “Il problema principale – ha sottolineato il direttore Tornatore – è la scarsa consapevolezza del rischio, in particolare tra i più giovani. Molti ragazzi non sanno cosa accade durante un incendio, un’alluvione o un’altra emergenza, né quanto rapidamente una situazione possa degenerare. Nel caso di Crans-Montana, in pochi istanti si è sviluppato un flashover, un incendio generalizzato dal quale non c’è possibilità di ritorno, alimentato da materiali altamente infiammabili come pannelli al soffitto che, colando, hanno propagato le fiamme”.
“Oggi, rispetto al passato, – aggiunge – l’uso di nuovi materiali rende gli incendi ancora più imprevedibili. Per questo i Vigili del Fuoco classificano i prodotti in base alla loro reazione al fuoco: materiali omologati e certificati, come quelli utilizzati in cinema e discoteche, garantiscono tempi sufficienti per l’evacuazione; altri, non idonei, bruciano in pochi secondi “come un fiammifero”.

Il professor Marinangeli ha definito l’evento una “maxi emergenza”, ovvero una situazione in cui il numero delle vittime diventa di difficile gestione per i soccorsi. Una difficoltà accentuata, nel caso svizzero, dalla localizzazione montana, che incide sui tempi di intervento e di accesso alle strutture sanitarie. Da qui l’invito a non dare mai per scontato il soccorso immediato e a sviluppare una vera cultura dell’autoprotezione, soprattutto quando si partecipa a grandi eventi.
I rischi, infatti, non riguardano solo il fuoco: folgorazione, inalazione di fumi tossici come il monossido di carbonio, esplosioni di bombole, fino alle emergenze individuali come arresti cardiaci o intossicazioni. In contesti affollati, poi, il pericolo di schiacciamento dovuto ai movimenti incontrollati della folla può essere letale, come dimostrano tragedie passate, tra cui quella avvenuta nella provincia di Ancona in una discoteca sovraffollata, dove il crollo di una passerella causò sei morti.
“Negli ambienti chiusi – ha ricordato il professor Marinangeli – spesso si muore per asfissia e problemi respiratori prima ancora che per le ustioni. Per questo la prevenzione e la formazione sono fondamentali, così come l’insegnamento delle manovre salvavita, dal primo soccorso alla rianimazione cardiopolmonare (BLS/BLSD), da introdurre già a partire dalle scuole elementari”.

Tornando alla gestione di un principio d’incendio in determinati contesti, il direttore Tornatore ha sottolineato l’importanza di uno strumento come l’estintore, “economico, semplice ed efficace”: “In Italia, grazie alla formazione obbligatoria prevista dal Decreto Legislativo 81/08, molti lavoratori – e anche cittadini comuni – sono in grado di intervenire tempestivamente sui principi di incendio”.
Da parte sua, il professor Marinangeli ha ricordato l’importanza di contattare tempestivamente il 112, il Numero Unico dell’Emergenza, anche grazie applicazioni che permettono la localizzazione immediata della chiamata.
Un incendio, hanno concluso gli ospiti dello speciale, si sviluppa come un effetto domino: all’inizio tutto sembra lento e controllabile, poi in pochi istanti diventa una valanga inarrestabile. Ed è proprio in quei pochi istanti che la conoscenza, la prevenzione e l’autoprotezione possono fare la differenza tra la vita e la morte.

A chiusura dell’incontro, è stato spiegato l’uso dei principali tipi di estintori: quello a polvere, adatto a diversi incendi, e quello a CO₂, indicato per apparecchiature elettriche ma pericoloso in ambienti chiusi se non si abbandona subito il locale.

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