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San Bernardino in Piazza d’Armi, dalla chiesa post-sisma al centro di accoglienza: la storia e gli atti

San Bernardino in Piazza d’Armi: ripercorriamo la storia della chiesa costruita per l’emergenza post-sisma e ora al centro della questione migranti

Negli ultimi giorni la chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi è tornata al centro dell’attenzione cittadina in relazione alla gestione dell’accoglienza di migranti pakistani e afghani presenti all’Aquila. Una vicenda che riporta alla memoria la storia di un complesso nato in una fase emergenziale e che, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per la vita religiosa e per i servizi di assistenza della città.

San Bernardino in Piazza d’Armi nasce all’indomani del terremoto dell’Aquila come risposta a una fase emergenziale che aveva reso inagibili gran parte delle chiese del centro storico. Il complesso viene inaugurato il 5 aprile 2010, a un anno dal sisma, ed è realizzato in tempi rapidi per garantire un luogo di culto e spazi destinati ad attività sociali e assistenziali.

La chiesa è costruita secondo rigidi criteri antisismici ed ecosostenibili , utilizzando moduli provvisori in legno e acciaio, interamente smontabili e riciclabili, pensati per un utilizzo temporaneo. L’intero complesso si estende su un’area di circa 4.900 metri quadrati e comprende una chiesa da 224 posti, un convento, una mensa con una capienza di 198 posti e spazi destinati all’accoglienza. La parte laica del complesso è stata realizzata grazie al contributo dei lettori del quotidiano “Il Centro”, che attraverso una raccolta fondi hanno permesso di raccogliere oltre 1,8 milioni di euro.

Nel corso degli anni, grazie all’impegno e all’opera di Padre Quirino Salomone, presso San Bernardino in Piazza d’Armi sono stati accolti gli ultimi, i bisognosi, tramite la Fraterna Tau, la Mensa di Celestino e il Movimento Celestiniano di cui era il punto di riferimento spirituale.

All’interno del complesso infatti era stata rilocalizzata anche la Mensa di Celestino, già attiva dal Giubileo del 2000 come opera di assistenza rivolta alle persone in difficoltà. Dopo il terremoto, la mensa ha lasciato la sede di via dei Giardini, danneggiata dal sisma, trovando spazio a Piazza d’Armi. Prima del 2009 il servizio garantiva circa 50 pasti al giorno; l’aumento delle condizioni di povertà nel periodo post-sisma ha reso necessario ampliare la capacità di accoglienza.

Nel tempo, il complesso di San Bernardino in Piazza d’Armi è stato anche teatro di uno dei momenti più dolorosi vissuti dalla città negli anni successivi al sisma. Nel 2017 vi si sono svolti i funerali delle vittime dell’incidente dell’elisoccorso del 118 avvenuto a Campo Felice, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei familiari e delle autorità civili e religiose.

funerali a piazza d'armi delle vittime dell'elisoccorso del 118 caduto a campo felice

Accanto all’utilizzo religioso e sociale, la struttura è stata oggetto di un contenzioso amministrativo legato alla sua natura provvisoria. Il Comune dell’Aquila nel 2020 ha emesso un’ordinanza che prevedeva la rimozione delle strutture prefabbricate realizzate dopo il sisma, ritenendo conclusa la fase emergenziale su cui si basava l’insediamento.

La ONLUS Fraterna Tau, che gestisce le attività assistenziali e la mensa, ha impugnato il provvedimento. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo, con sentenza del 2021, ha stabilito che la rimozione non riguarda la Mensa di Celestino e la struttura di accoglienza per donne e minori, riconoscendo la continuità dei servizi svolti, mentre resta prevista per la chiesa e il convento, realizzati come opere provvisorie legate alla fase emergenziale. La vicenda è approdata successivamente al Consiglio di Stato che, con sentenza del 5 marzo 2025, ha confermato quanto già stabilito dal TAR, ribadendo la possibilità di rimozione per la chiesa e il convento.

In questo quadro si inseriscono gli sviluppi degli ultimi giorni, che hanno animato il dibattito politico tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale. Il Comune dell’Aquila, attraverso l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, ha ribadito che la chiesa di San Bernardino non potrà essere utilizzata come dormitorio, richiamando l’ordinanza di rimozione e la natura provvisoria della struttura. Nell’intervista approfondita, che potete riascoltare qui , De Santis affronta il tema dei migranti legandolo non solo all’accoglienza, ma anche alla sicurezza urbana, alla tenuta dei servizi e al rischio di un utilizzo strumentale del fenomeno.
Ma sul tema in queste ore sono intervenuti anche diversi consiglieri comunali di opposizione ed è stata organizzata una manifestazione , ieri sera, nel corso della quale sono stati raccolti viveri e coperte per i migranti. La Fraterna Tau ha fatto sapere che continuerà a garantire un riparo notturno in spazi non soggetti a vincoli.

Una storia che attraversa più di quindici anni e che intreccia fase emergenziale, servizi di assistenza, utilizzi religiosi e decisioni amministrative, riportando San Bernardino in Piazza d’Armi al centro dell’attenzione cittadina.