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L’Abruzzese Giacomo Passeri condannato a 25 anni in Egitto, fissata udienza in Cassazione

Abruzzese condannato a 25 anni in Egitto in primo e secondo grado, l’8 gennaio l’udienza in Cassazione per Luigi Giacomo Passeri

L’8 gennaio l’udienza in Cassazione sul caso di Luigi Giacomo Passeri, l’abruzzese condannato a 25 anni di carcere in Egitto.

Un appuntamento cruciale, atteso dopo slittamenti di diversi mesi, che potrebbe incidere anche sull’ipotesi di un rientro in Italia del giovane detenuto in Egitto. È fissata per domani, 8 gennaio, l’udienza in Cassazione sul caso di Luigi Giacomo Passeri, il 32enne pescarese arrestato al Cairo nell’agosto del 2023 e condannato a 25 anni di carcere con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La sentenza è stata confermata sia in primo che in secondo grado. Così come riporta il quotidiano Il Centro.

Una possibilità richiamata anche in una lettera inviata lo scorso febbraio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani al sindaco di Pescara Carlo Masci, dopo le sollecitazioni arrivate dal primo cittadino e da alcuni parlamentari per accendere i riflettori sul caso e verificare le condizioni di detenzione del 32enne. Sul tema era stata approvata anche una mozione in Consiglio comunale, presentata dalla consigliera dem Michela Di Stefano.

Nel corso del 2025, alcune lettere riuscite a uscire dal carcere avevano restituito alla famiglia un filo di speranza. In particolare, una telefonata ricevuta da Giacomo dopo due anni di silenzio aveva emozionato i fratelli. Anche se, le condizioni raccontate nelle lettere descrivono una situazione difficile. Giacomo Passeri racconta di non avere un frigorifero in cella e di essere costretto a conservare il cibo in una borsa frigo con del ghiaccio ricavato da acqua sporca.

Passeri era stato arrestato il giorno prima del rientro in Italia. I familiari hanno sempre sostenuto la sua innocenza, ribadendo che al momento del fermo aveva con sé solo una modica quantità di marijuana.

Domani, 8 gennaio, davanti alla Cassazione, si giocherà una partita decisiva. Per Giacomo e per una famiglia che, dal 2023, chiede verità, diritti e attenzione.