La pioggia non spegne la Fiamma Olimpica, Christian Dervishi e Paolo Aquilio protagonisti all’Aquila
La Fiamma Olimpica all’Aquila, giornata densa di emozioni per Special Olympics.
L’AQUILA – Giornata intensa per gli atleti Special Olympics per il passaggio della Fiamma Olimpica.
La pioggia cade fitta sull’Aquila, ma non spegne nulla. Non spegne l’attesa, non spegne l’emozione, non spegne la Fiamma Olimpica che attraversa il cuore della città ricostruita nella tappa aquilana del viaggio verso Milano Cortina 2026. Una giornata intensa, dal profondo significato sportivo e sociale, vissuta fino in fondo da Paolo Aquilio e Christian Dervishi, atleti Special Olympics, scelti come tedofori non solo per i loro risultati internazionali, ma perché capaci di rappresentare i valori più autentici dello sport: inclusione, impegno, determinazione. Come spesso accade nelle grandi storie, tutto è iniziato lontano dai riflettori: la consegna del materiale, le foto ufficiali, il briefing con lo staff e i volontari, le indicazioni puntuali, l’organizzazione impeccabile. Insieme agli altri tedofori, Paolo e Christian hanno seguito ogni fase con attenzione e rispetto, consapevoli di correre non solo per sé stessi, ma a nome di tutti gli atleti Special Olympics abruzzesi.

Poi l’attesa. Lunga. Carica di tensione ed emozione. Sul corso principale dell’Aquila, una folla composta e partecipe ha sfidato la pioggia. C’erano gli amici di Special Olympics, quelli del Panathlon Club L’Aquila, gli amici del Ju Parchetto, ma soprattutto tanti cittadini aquilani, stretti sotto gli ombrelli, assiepati lungo il percorso, pronti ad applaudire e a sentirsi parte di un momento collettivo.
L’arrivo della Fiamma è stato annunciato dal rombo delle motociclette della Polizia Locale, seguito dalle auto con i lampeggianti e dai van degli sponsor, tra musica e voci che scandivano l’attesa. Poi, finalmente, Christian e Paolo, sotto la pioggia battente, fermi, concentrati, con la fiaccola stretta tra le mani come fosse un trofeo.

Quando Paolo ha ricevuto il fuoco di Olimpia, il tempo sembrava essersi fermato. In quel gesto solenne e antico si è accesa una speranza, quella che lo sport sa accendere quando diventa linguaggio universale e strumento di inclusione.
Insieme, Paolo e Christian hanno attraversato due ali di folla, accompagnati da applausi sinceri, cori, sguardi pieni di orgoglio. Un momento che ha reso tutti partecipi, spettatori e protagonisti allo stesso tempo, in una città che è rinata e che oggi è anche Città Italiana della Cultura.
Con sicurezza e fierezza, Christian Dervishi ha infine consegnato la Fiamma al tedoforo successivo in Piazza Duomo. Il percorso era terminato, ma le emozioni no. Quelle restano e continueranno a vivere nel racconto di una comunità che, anche sotto la pioggia, ha saputo stringersi attorno ai suoi atleti.
Perché a L’Aquila, in questa giornata, la Fiamma Olimpica non si è spenta. E con lei, nemmeno l’orgoglio di una comunità intera.
Guido Grecchi, Direttore Regionale Special Olympics Italia Team Abruzzo


