Raid Usa su Caracas, parla un venezuelano aquilano: “Momenti cruciali”
Raid Usa su Caracas, un venezuelano aquilano racconta al Capoluogo la tensione in Venezuela tra caos politico e incertezze sul futuro.
Le parole di un venezuelano aquilano sul raid aereo da parte degli Stati Uniti su Caracas, capitale venezuelana
“Ho sentito persone a Caracas e a Valencia ed è tutto tranquillo. Questi momenti sono cruciali –. racconta al Capoluogo un venezuelano aquilano che preferisce rimanere anonimo –. Credo stiano decidendo il da farsi: l’esercito, che ha già dichiarato attraverso il ministro della difesa che non molleranno, poi c’è l’oppositrice Machado, che però ancora non si pronuncia. Si scoprirà qualcosa nella conferenza stampa di Trump”.
Nella notte, gli Stati Uniti hanno condotto un raid aereo sulla capitale venezuelana, causando vittime tra civili e militari. Secondo quanto confermato dal presidente americano Donald Trump, il leader Nicolas Maduro e sua moglie sono stati catturati e “portati fuori dal Paese”. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto una prova della loro esistenza in vita, mentre Minsk ha riconosciuto la legittimità della guida del Paese.
L’operazione, denominata Southern Spear, è stata ingaggiata dagli Stati Uniti nel Mar dei Caraibi contro il narcotraffico, con il supporto della CIA, che ha localizzato il leader chavista. L’azione era stata approvata giorni fa da Trump, ma era stata rinviata a causa dei disordini in Nigeria.
“Diosdado Cabello, ministro dell’interno, probabilmente è l’arbitro della partita -. Continua l’uomo -. Ma da che parte della storia ha deciso di stare? Se è davvero intelligente dovrà ordinare al ministro della difesa Padrino López di non intervenire nel processo di transizione e lasciare che il Venezuela venga governato dal legittimo presidente eletto lo scorso mese di luglio, González Urrutia”.
(Foto Ansa)








