La Fiamma Olimpica illumina L’Aquila, la magia delle Olimpiadi Milano Cortina avvolge la città
La Fiamma Olimpica dei Giochi Milano-Cortina 2026 attraversa L’Aquila, accolta con entusiasmo dai cittadini e dalle realtà sportive del territorio.
Grande emozione a L’Aquila per il passaggio della Fiamma Olimpica dei Giochi Milano-Cortina 2026, accolta con entusiasmo dalla città e dal mondo sportivo del territorio.
L’Aquila ha vissuto sabato 3 gennaio un pomeriggio indimenticabile: la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 ha attraversato il cuore della città, trasformando il centro storico in un grande palcoscenico di emozioni, sport e festa. Partita da Viale Crispi, la staffetta ha coinvolto cittadini, scuole, associazioni sportive e istituzioni, celebrando i valori dello sport e dell’inclusione.
Il percorso della Fiamma ha toccato, sotto una pioggia incessante, i punti più suggestivi del capoluogo: da Collemaggio a Piazza Battaglione Alpini, lungo Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Duomo e Corso Federico II, per poi concludersi in Viale Crispi e arrivare al Piazzale dell’Emiciclo. È qui che l’ultimo tedoforo, Marco D’Onofrio – tre volte campione d’Italia con L’Aquila Rugby – visibilmente emozionato, ha acceso il braciere, consegnando alla città uno dei momenti più intensi del percorso e suggellando simbolicamente l’arrivo della Fiamma all’Aquila.
A dare volto e ritmo alla staffetta sono stati i tedofori, ciascuno con la propria storia, il proprio percorso, la propria emozione nel sorreggere la Fiamma. Un mosaico di esperienze che parla di talento, inclusione, passione e appartenenza. Tra loro: Paolo Aquilio e Christian Dervishi, medagliati ai Mondiali Special Olympics; Giovanni Scalisi, classe 2008 e campione italiano di Slalom Gigante; Alessandra Susmeli, pluri campionessa italiana ed europea di pattinaggio su pista; Elena Zappone, giovane promessa del CUS L’Aquila rugby femminile; Martina Ianni, giovane ginnasta aquilana della ASD Progetto Ritmica, vincitrice di oro interregionale nella specialità Gold Senior 1; e infine Marco D’Onofrio, tre volte campione d’Italia con L’Aquila Rugby. La loro partecipazione ha trasformato la staffetta in un evento inclusivo, che ha celebrato la città e la regione.

La Fiamma Olimpica, simbolo di purezza, continuità e spirito eterno dei Giochi, arriva all’Aquila portando con sé una storia che affonda le radici nell’antichità. È la stessa che il 26 novembre 2025 è stata accesa nell’antica Olimpia davanti al Tempio di Hera, con i raggi del sole che hanno trasformato la luce in fuoco, rinnovando un rito millenario. Da lì ha iniziato il suo viaggio, attraversando l’Italia e, in Abruzzo, facendo tappa tra Castel di Sangro e Roccaraso, passando per Sulmona, Pescara e Chieti, fino a raggiungere oggi il cuore dell’Aquila, circondato dalle montagne del Gran Sasso, della Maiella e dei Monti della Laga.
Nel pomeriggio, le strade dell’Aquila hanno iniziato lentamente a riempirsi: famiglie, bambini, ragazzi delle associazioni sportive, curiosi e appassionati. Il villaggio olimpico ha trasformato Piazza dell’Emiciclo in un luogo di incontro e movimento, dove lo sport non era solo da guardare, ma anche da vivere. Stand, attività, ragazzi pronti a offrirti una lattina di Coca-Cola o un cappellino, sorrisi, racconti di atleti e volontari: tutto ha contribuito a restituire l’immagine di una città che si ritrova e si riconosce attorno a un simbolo condiviso. La musica della Federlibertas L’Aquila ha accompagnato il passaggio della staffetta, scandendo i momenti più intensi tra applausi e voci che si alzavano al passaggio dei tedofori. La presenza dei partner ENI e Coca-Cola si sono inseriti in questo clima di festa diffusa, senza spezzarlo, ma contribuendo a renderlo ancora più vivo e partecipato.

Nel corso della cerimonia non sono mancati i momenti istituzionali, vissuti però in un clima tutt’altro che formale. Sul palco si sono alternati il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore allo Sport Vito Colonna, il Presidente CONI Abruzzo Antonello Passacantando, il Presidente FISI Angelo Ciminelli e il consigliere comunale con delega alla Montagna Luigi Faccia, che hanno ricordato come questo non sia solo un evento sportivo, ma un segno di rinascita, condivisione e identità per la città. A fare da filo narrativo tra parole ed emozioni è stato il giornalista sportivo Enrico Giancarli, che ha vissuto come cronista più di una Olimpiade, raccontando la storia, il significato e il viaggio della Fiamma.
Il passaggio della Fiamma Olimpica ha dimostrato come lo sport possa diventare linguaggio universale, capace di unire cittadini di ogni età, esperienze e provenienza. Tra applausi, sorrisi, bambini entusiasti e curiosi cittadini, L’Aquila ha celebrato l’evento con partecipazione e orgoglio, confermandosi città di memoria, resilienza e rinascita.
La Fiamma Olimpica continuerà il suo viaggio in Abruzzo: toccherà Rocca Calascio e il Parco Nazionale del Gran Sasso, per poi proseguire nelle Marche, lasciando dietro di sé un segno indelebile di emozione, passione sportiva e senso di comunità.














