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Crisi industriale e spopolamento, la Valle Peligna scende in piazza

Sindacati uniti a Sulmona: lavoro e area di crisi complessa al centro della mobilitazione nel cuore Valle Peligna

La Valle Peligna alza la voce. Questa mattina, nel centro di Sulmona, si è svolta la manifestazione promossa unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Ugl per richiamare l’attenzione sulla crisi economica e occupazionale che da anni investe il territorio e, più in generale, le aree interne dell’Abruzzo

In piazza, un migliaio tra lavoratori, pensionati, studenti, amministratori locali e rappresentanti istituzionali della Valle Peligna, riuniti attorno a un documento condiviso che chiede interventi urgenti e strutturali su lavoro, servizi e sviluppo.

Il quadro tracciato dai sindacati è quello di un progressivo declino: chiusura di attività produttive, incertezza occupazionale, riduzione dei servizi essenziali e spopolamento. I dati richiamati parlano di una perdita superiore al 13% della popolazione tra il 2005 e il 2025, pari a oltre 6.800 residenti in meno, con effetti diretti sull’economia e sulla tenuta sociale dell’area.

Durante la mobilitazione è stata sollecitata l’apertura immediata di un tavolo di crisi, anche a livello nazionale, e il riconoscimento della Valle Peligna come Area di crisi industriale complessa. Tra le priorità indicate: attrazione di nuovi investimenti pubblici e privati, tutela delle imprese esistenti, diversificazione produttiva, rafforzamento di sanità, istruzione, formazione e infrastrutture, insieme a strumenti di fiscalità di vantaggio.

“Chiediamo risposte attuali, certe e concrete alla crisi che attraversa la Valle Peligna – ha dichiarato Francesco Marrelli, segretario Cgil L’Aquila –  segnata da una progressiva desertificazione industriale e commerciale e da un arretramento dei servizi pubblici essenziali. Fenomeni che, nel loro insieme, stanno producendo un grave spopolamento del territorio.”

“Non parliamo ancora di posti definitivamente persi – ha proseguito Pietro Di Natale, responsabile provinciale Cisl ,  – ma, comunque, di centinaia di persone che vivono una fase di forte incertezza. Tra licenziamenti, commesse in bilico e passaggi societari, il rischio è concreto. Servono strumenti di tutela e una vera politica industriale.”

“La risposta della piazza  – ha aggiunto Luigi Di Donato, responsabile provinciale Uil, –è stata importante perché dimostra che il territorio non è rassegnato. Qui convivono più crisi industriali, mentre l’entroterra continua a perdere residenti. Serve una strategia complessiva, non interventi isolati.”

Presente anche Roberto Bussolotti, segretario provinciale Ugl.

Alla manifestazione ha partecipato anche la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, che ha ribadito la centralità della vertenza: “Il riconoscimento della Valle Peligna come Area di Crisi Industriale Complessa è la priorità assoluta per fermare la desertificazione economica”. Scoccia ha annunciato il via libera del Consiglio regionale al finanziamento di uno studio di rigenerazione socio-economica affidato all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, con l’obiettivo di delineare percorsi concreti di rilancio.

Sul fronte delle vertenze aperte, la vicepresidente ha riferito della sospensione temporanea dei provvedimenti unilaterali nel caso Sodecia, della necessità di una vigilanza costante sulla Marelli e della proposta di un tavolo permanente con i sindaci della Valle Peligna per un nuovo patto su lavoro, sanità e infrastrutture.

Il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, ha rimarcato come alla crisi industriale si sia sommato l’arretramento dei servizi pubblici essenziali, provocando,  in vent’anni una significativa diminuzione della popolazione. “Il 40% delle famiglie alle aree interne, vive sotto la soglia di povertà; la Vale Peligna è in gravissima difficoltà, il dramma è totale.”

“Dobbiamo avere uno spirito costruttivo, e rrealizzare le condizioni affinché nella Valle Peligna tornino il lavoro e le persone”, ha concluso il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi.

I sindacati hanno annunciato che il documento approvato in piazza sarà trasmesso alle istituzioni competenti e che, in assenza di risposte, la mobilitazione proseguirà.