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Numero unico di emergenza 112, in bilico il futuro di 40 operatori

Resta incerto il futuro dei 40 operatori del Centro Unico di Risposta (CUR) del Numero unico europeo di emergenza 112: contratti in scadenza il 14 gennaio 2026

Numero unico di emergenza 112, in bilico il futuro di 40 operatori: l’allarme del sindaco alla Regione.

Resta incerto il futuro dei quaranta operatori del Centro Unico di Risposta (CUR) del Numero unico europeo di
emergenza 112, attivi in Abruzzo e assunti con contratto a tempo determinato da Abruzzo Progetti S.p.a.. I contratti,
infatti, scadranno il 14 gennaio 2026, aprendo interrogativi sulla continuità occupazionale e sull’efficienza di un servizio
essenziale per la sicurezza dei cittadini.

A sollevare ufficialmente la questione è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che con una nota inviata il 5
dicembre 2025 alla Regione Abruzzo, all’Agenzia regionale di Protezione civile e ai vertici di Abruzzo Progetti, ha
chiesto interventi urgenti per garantire stabilità al servizio e tutele ai lavoratori. La presa di posizione arriva
all’indomani dell’incontro del 4 dicembre, quando una delegazione di operatrici e operatori del CUR è stata ricevuta a
Palazzo Margherita dal sindaco e dall’assessore comunale alle Politiche del lavoro Fabio Frullo. Durante il confronto
sono emerse forti preoccupazioni legate alla scadenza imminente dei contratti e al rischio di dispersione di
professionalità altamente specializzate.

Nel documento, il primo cittadino sottolinea come il personale abbia seguito un percorso di formazione lungo e
qualificato, iniziato presso il Centro Unico di Risposta della Regione Lazio, e come oggi rappresenti un elemento chiave
del sistema di emergenza regionale. Gli operatori, infatti, gestiscono le chiamate in arrivo ai numeri 112, 113, 115, 118
e 1530, che vengono convogliate al Numero unico europeo.
Secondo il sindaco, un’eventuale interruzione dei rapporti di lavoro non avrebbe ripercussioni solo sul piano
occupazionale, ma potrebbe incidere negativamente anche sulla tempestività e sull’efficacia delle risposte alle
emergenze, con conseguenze dirette sulla sicurezza della popolazione.

Nel frattempo, la questione è stata affrontata anche in un incontro tra Abruzzo Progetti e le organizzazioni sindacali,
nel corso del quale è stato chiarito che i contratti a tempo determinato degli operatori sono già stati oggetto di rinnovi
successivi e che si è ormai raggiunto il limite massimo dei 24 mesi previsto dalla normativa vigente per questo tipo di
rapporto di lavoro. Proprio alla luce di tale vincolo normativo, nel confronto sindacale è emerso come il semplice
rinnovo non sia più praticabile, rendendo necessaria una valutazione di soluzioni alternative. In questo contesto, pur
in assenza di decisioni formali, l’azienda ha manifestato una chiusura totale rispetto all’ipotesi di una stabilizzazione a
tempo indeterminato, subordinandola tuttavia a verifiche di carattere giuridico, organizzativo e finanziario, nonché
alle determinazioni della Regione.

La nota è stata indirizzata al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, all’assessore regionale Mario Quaglieri, al direttore generale Vincenzo Rivera, al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile e all’amministratore unico di Abruzzo Progetti, con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso che porti alla stabilizzazione del personale.
Dal canto loro, i lavoratori chiedono certezze in tempi brevi, ribadendo l’importanza di garantire continuità a un
servizio pubblico strategico. Nei prossimi giorni si attendono riscontri da parte delle istituzioni regionali e l’eventuale
apertura di un tavolo di confronto.

Cos’è il NUE

Il N.U.E. 112 è il numero di emergenza unico valido in tutta l’Unione Europea. In Abruzzo, come nel resto d’Italia,
consente ai cittadini di contattare con un’unica chiamata tutti i principali servizi di soccorso.
Come funziona:
-il cittadino chiama il 112;
-la chiamata arriva al Centro Unico di Risposta (CUR);
-un operatore specializzato raccoglie le informazioni essenziali (luogo, tipo di emergenza, dati del chiamante);
– la chiamata viene inoltrata a uno o più enti competenti:
Polizia di Stato (113), Carabinieri (112), Vigili del Fuoco (115), Emergenza sanitaria (118), Guardia Costiera (1530)
Il sistema consente una riduzione dei tempi di risposta, una migliore localizzazione delle chiamate e una gestione più
coordinata delle emergenze, rendendo centrale il ruolo degli operatori del CUR.