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Addio a Giorgio Lucantonio, il ricordo di Goffredo Palmerini

Scomparsa Giorgio Lucantonio, il ricordo affettuoso di Goffredo Palmerini

Addio a Giorgio Lucantonio, il ricordo di Goffredo Palmerini.

“Molto triste la notizia della scomparsa di Giorgio Lucantonio, che affettuosamente tutti a L’Aquila e sull’Altopiano delle Rocche chiamavano Giorgetto. Ho avuto il privilegio di condividere con Giorgio – egli quasi coetaneo, era nato nel 1947 – l’intero quinquennio di studi superiori, egli sempre promosso a giugno per l’applicazione e il talento negli studi. Nella classe c’era anche suo cugino Giacinto Lucantonio, altrettanto bravo negli studi, entrambi di Fontavignone, frazione di Rocca di Mezzo. In quegli anni le distanze contavano, per questo loro due come tanti altri studenti avevano alloggio al convento di San Bernardino, sotto la cura del precettore e direttore del collegio Padre Osvaldo Lemme, mi pare di ricordare”.

“Gli anni successivi, fino a un mese fa, quando ci incontravamo ogni tanto in città – aveva una casa a Pettino -, era sempre un’ora di ricordi, di analisi dell’attualità, di amicizia che si nutriva di sentimenti reciproci. Aveva lavorato alle Poste, in varie agenzie del territorio e poi in città, un valente impiegato, apprezzato dagli utenti per la sua competenza nel servizio, ma soprattutto per la sua gentilezza e giovialità. Grande, poi, la sua ironia e la simpatia che trasmetteva. Forti poi le sue passioni per lo sport praticato, egli provetto sciatore – e per lo sport seguito da tifoso – egli appassionato della palla ovale e dei colori aquilani, il nero-verde dell’Aquila Rugby gloriosa di cinque scudetti. D’altronde Giorgetto era nato in una terra di montagna, come Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, che aveva dato a L’Aquila Rugby campioni come Antonio Di Zitti e Angelo Autore, per fermarci ai più grandi. Grande anche la sua passione per il teatro amatoriale”.

“L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato in una domenica di novembre scorso, alla chiesa di San Bernardino a Piazza d’Armi, alla messa in suffragio di Padre Quirino nel primo anniversario della morte. Dopo la celebrazione abbiamo scambiato alcuni minuti di conversazione per aggiornarci vicendevolmente, egli chiedendomi notizie dei miei figli Alessandro e don Federico. Giorgio era solo un poco preoccupato per un problema agli occhi che presto avrebbe dovuto risolvere con un intervento già programmato. Ogni volta che ci incontravamo, poi, mi chiedeva della mia attività giornalistica e letteraria, che seguiva sulla stampa e attraverso la lettura dei miei libri, man mano che uscivano. Come accaduto anche un mese fa parlando del mio ultimo libro ‘Intrecci di memoria’ “.

“Gli piaceva come scrivo sin dagli anni di scuola. Mi ricordava sempre il buon giudizio che di me aveva il professor Vincenzo Bevilacqua, nostro docente d’italiano, del quale molti anni dopo avevo conosciuto il figlio, a Desenzano del Garda, generale pilota dell’Aeronautica in pensione, che aveva prestato servizio alla base Nato nell’aeroporto militare di Ghedi, in provincia di Brescia. A Dio, carissimo Giorgio! Ti ricorderò sempre con affetto per la straordinaria sensibilità e per l’amicizia profonda che ci ha legato. E ti sarò sempre grato anche per la fiducia che mi hai riservato nei lunghi anni del mio impegno politico e come amministratore al Comune dell’Aquila, con il tuo consenso. Un forte abbraccio a tua sorella, a tutti i tuoi parenti e amici nei quali lasci un grande vuoto, ma soprattutto il ricordo di una testimonianza di vita piena, gioiosa ed esemplare, di cui tutti possono andare orgogliosi”.