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Aperitivo della Vigilia 2025, un brindisi che sa di casa

L’Aperitivo della Vigilia accende le festività aquilane.

L’AQUILA – Si rinnova l’irrinunciabile rito collettivo dell’Aperitivo della Vigilia.

Il centro storico oggi non è solo una scenografia natalizia: è un corpo vivo che si muove, si riconosce, si ritrova. È una Vigilia che scorre lenta ma piena, fatta di incroci, saluti improvvisi, calici che si alzano anche solo per pochi minuti. Un appuntamento che per molti aquilani è diventato irrinunciabile, un rito collettivo che non ha bisogno di palchi né di programmi ufficiali. Basta esserci.
Anche quest’anno L’Aquila risponde presente all’Aperitivo della Vigilia, riempiendo il centro storico di voci, risate e passi che tornano a battere le strade. Colori, volti e atmosfere di una festa che nasce spontanea e si costruisce strada dopo strada nell’immancabile diretta del Capoluogo d’Abruzzo.

Per stare bene, qui, serve poco: un buon vino, un salametto tagliato al volo, un uovo sodo, un pezzo di pane condiviso. È una semplicità che racconta molto più di mille eventi organizzati: sobrietà, relazioni, senso di appartenenza. Ed è forse questo il segreto che, negli anni, ha reso l’Aperitivo della Vigilia sempre più attrattivo anche per chi arriva da fuori città – dalla Marsica al Reatino, dalla Valle Peligna e Subequana fino alla costa.

La giornata è iniziata presto. Nei vicoli che profumano d’inverno e memoria il suono è sempre lo stesso: bottiglie che si aprono, brindisi che si sovrappongono, risate che rimbalzano sui muri antichi. Un’aria familiare, che sa di casa anche quando si è in strada. Ci si ferma, ci si saluta, si brinda e poi si riparte, verso un altro incrocio, un altro volto noto.
Per gli aquilani questo appuntamento ha assunto nel tempo un significato che va oltre la tradizione. È stato un collante dopo il sisma del 6 aprile 2009, un modo semplice ma potentissimo per dirsi “ci siamo”. È tornato a esserlo dopo gli anni difficili della pandemia, quando il centro vuoto pesava quasi quanto il silenzio. Ritrovarsi, oggi, è anche questo: un gesto di normalità riconquistata.

Da Ju Boss, punto di partenza ormai simbolico, il flusso si muove continuo: via Castello, via Garibaldi, piazza Chiarino, il Corso, piazza Palazzo, fino a piazza Duomo. I locali sono pieni, le luci accese, i tavoli spesso improvvisati. Mani intirizzite stringono calici, qualcuno si ferma per uno stuzzico veloce, qualcun altro resta a chiacchierare più a lungo.
L’Aquila si prepara così al Natale: incontrandosi, riconoscendosi, riempiendo le sue strade di calore umano. Come ogni festa che si rispetti, va vissuta con leggerezza ma anche con responsabilità: il consiglio resta quello di sempre, brindare sì, ma con prudenza.
La Vigilia è in corso. Il centro è vivo. E la città, ancora una volta, è tutta qui. Tanti auguri!