Aperitivo della Vigilia, così inizia il Natale
Tra brindisi, vicoli pieni di vita e locali brulicanti, il centro storico accoglie uno dei momenti più sentiti dagli aquilani: l’aperitivo della Vigilia. Il Capoluogo racconterà la giornata con la consueta diretta tra le strade della città.
Ci sono due momenti precisi in cui il centro storico smette di essere solo un luogo e torna ad essere una comunità: questo accade alla Fiera della Befana, primo appuntamento dell’anno nuovo, ma da qualche anno anche il 24 dicembre, giorno dell’aperitivo della Vigilia.
È la Vigilia di Natale, è l’aperitivo per molti è diventato un appuntamento irrinunciabile, un rito collettivo, atteso, discusso, ma profondamente sentito. Anche quest’anno L’Aquila non rinuncia al suo momento più spontaneo e umano, quello che non ha bisogno di grandi organizzazioni, ma solo di persone, bicchieri che si alzano e strade che tornano a vivere. Seguite la lunga diretta del Capoluogo.it che vi porterà tra i colori e l’allegria di questa giornata di festa. In fondo, per stare bene agli aquilani serve poco: un vino buono, un salametto tagliato al volo, un uovo sodo, un pezzo di pane. Cose semplici, quasi improvvisate, che però raccontano un modo di vivere fatto di sobrietà e relazione. È questo che rende l’Aperitivo della Vigilia così speciale e, negli anni, così attrattivo anche per chi arriva da fuori città: dalla Marsica, dal reatino, dalla Valle Peligna e Subequana dalla costa. Un rito che si rinnova, che cresce, ma che non perde la sua autenticità. E come ogni festa che si rispetti, va vissuta con leggerezza e responsabilità. Il consiglio resta quello di sempre: brindare sì, ma con prudenza, evitando di mettersi alla guida dopo troppi calici.
Già dalle prime ore della mattina, tra i vicoli che profumano di inverno e memoria, il suono è sempre lo stesso: bottiglie che si aprono, risate che rimbalzano sui muri antichi, brindisi che si intrecciano. È un’aria familiare, che sa di casa anche quando si è fuori casa. L’Aperitivo della Vigilia non è solo bere qualcosa insieme, ma riconoscersi, salutarsi, fermarsi anche solo pochi minuti prima di tornare ai propri affetti. Per gli aquilani questo appuntamento ha assunto negli anni un valore che va ben oltre la tradizione. È stato un collante dopo il sisma del 6 aprile 2009, un modo semplice e potente per dirsi “ci siamo ancora”, per ritrovare volti amici quando tutto sembrava diverso. Lo è stato di nuovo dopo gli anni difficili dell’emergenza sanitaria, quando il centro vuoto pesava quasi quanto il silenzio. Ritrovarsi, allora, è diventato un piccolo atto di resistenza quotidiana.

Da Ju Boss, ormai punto di partenza simbolico, il flusso si muove lento ma continuo: via Castello, via Garibaldi, piazza Chiarino, il Corso, piazza Palazzo, fino a piazza Duomo. Locali pieni di gente, luci che si accendono, tavoli improvvisati e mani intirizzite che stringono un calice. Alcuni ristoranti del centro propongono formule speciali per la Vigilia: finger food, fritture, assaggi della tradizione locale, pensati più per condividere che per sedersi.

L’Aquila si prepara al Natale così: incontrandosi, riconoscendosi, riempiendo di voci e calore le sue strade. Buona Vigilia e Buon Natale, L’Aquila!



