Fondi per le Aree protette, Schiazza: “Serve dotazione almeno pari a quella del 2024”
Ambiente e/è vita Abruzzo Ets in Consiglio regionale per assicurare fondi congrui alle aree protette.
Ambiente e/è vita Abruzzo Ets inizia il presidio in Consiglio regionale per l’attribuzione delle risorse per le aree protette. Il presidente Schiazza: “Necessario che lo
stanziamento previsto torni ad essere almeno pari a quello del 2024”.
“Passano gli anni, si succedono le Giunte Regionali, ma rimane costante la necessità di dover presidiare il Consiglio Regionale affinché la dotazione in favore delle aree protette sia quantitativamente congruo ed idoneo al perseguimento delle finalità di istituto previste per legge ed alle quali sono chiamate le Riserve Naturali Regionali”. Così Patrizio Schiazza, presidente di Ambiente e/è vita Abruzzo Ets, che spiega: “Nella giornata del 19 dicembre c.a. l’Associazione ha, quindi, preso parte all’audizione relativa alla proposta di Legge Finanziaria e Bilancio 2026 2028 in Prima Commissione Permanente Bilancio della Regione Abruzzo, ed ha avuto modo di evidenziare di come risulti essere assolutamente necessario che lo stanziamento previsto sia almeno torni ad essere almeno pari a quello del 2024 ovvero circa € 1.440.000,00 e che lo sia al netto dei fondi e delle previsioni operative della Legge regionale nr.15/2016 “Interventi a favore dell’Orso Bruno Marsicano”( contabilizzata sul medesimo capitolo di bilancio)”.
“La richiesta, derivante da un ‘attenta analisi dei fabbisogni, – prosegue Schiazza – fonda la sua ragionevolezza su due elementi: il primo direttamente connesso al costo di esercizio (forniture costo personale-sicurezza lavoro e oneri accessori) ed il secondo invece riferibile al mantenimento degli standard quali-quantitativi di erogazione dei servizi a favore dei fruitori e misure di conservazione/promozione. Qualità di servizi ed attività che, considerati i livelli raggiunti dalle Riserve Regionali, è di assoluto rilievo (come testimoniato dalla crescita esponenziali dei fruitori delle aree protette d’Abruzzo) e che, dunque, al pari delle misure volte alla salvaguardia- educazione ambientale e manutenzione, non è possibile contrarre ai fini della tenuta degli indici di operatività raggiunti”.
“La seconda proposta di Ambiente e/è Vita ETS si è sostanziata in una richiesta di natura più squisitamente riconducibile alla programmazione ed alla possibilità di pianificare azione ed interventi di natura pluriennale: si è infatti invitata la Commissione ha promuovere un’iniziativa finalizzata all’assunzione di una deliberazione che contenga una previsione almeno triennale di assegnazione dei fondi. Un triennio 2026-2028 con una chiara indicazione delle somme assegnate, fatte salve le sempre possibili integrazioni e/o rimodulazioni in corso d’opera di accrescimento delle assegnazioni. La creazione, quindi, di una base certa con la quale misurarsi ed in grado di garantire una possibile programmazione operativa di valenza pluriennale”.
“In ultimo, non certamente per importanza, Ambiente e/è Vita ETS ha suggerito di promuovere, per inizio anno, un tavolo tecnico di confronto volto alla rimodulazione della Legge Quadro 38/96. Una riforma resasi necessaria dalla stratificazione normativa e regolamentare seguenti la Legge regionale che , de iure e de facto, hanno reso vetusta la norma quadro, dai mutamenti di indirizzo gestionale e di governance a cui sono chiamate le aree protette regionali, dalla necessità di un’ armonizzazione dei criteri di assegnazione delle gestioni, di tutela del personale, di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi regionali e di riconfigurazione delle target obiettivo a cui sono chiamate le Riserve. Una stagione di riforma che, con coraggio, ridisegni la strategia sia di indirizzo che gestionale delle aree protette con la nascita di Organismi di coordinamento , apra il confronto sul ruolo delle medesime nel quadro della futura Programmazione Comunitaria 2028/2034 e sui punti chiave del QFP 2028-2034 e stabilisca una serie di parametri operativi di misurazione della capacità delle aree protette di essere parte attiva nella messa a terra dei futuri strumenti della futura Programmazione.
“Ambiente e/è Vita ETs – conclude il presidente – crede, infatti, che la funzionalità del sistema regionale delle aree protette non possa che passare attraverso la capacità di concorrere a costruire il futuro ed accettare le nuove sfide anche quando questo vuol dire modificare il quadro operativo così come lo abbiamo conosciuto nel corso degli ultimi 30 anni. La conservazione, la ricerca e lo sviluppo, la valorizzazione e la promozione passano attraverso nuove modalità (anche digitali) e non è possibile non essere pronti e capaci di dare risposte. Il superamento quindi di una visione da insularità operativa (che ha caratterizzato la governance delle riserve) in favore di un arcipelago di relazioni e partenariati funzionali”.


