Il MuNDA al Castello, un ritorno atteso 16 anni
L’AQULA – I nuovi allestimenti del MuNDA al Castello cinquecentesco. La presentazione: “Passaggio di grande valore storico e culturale”
Il MuNDA torna a casa, ecco la sede rinnovata del Castello cinquecentesco dell’Aquila. La presentazione e da sabato 20 l’apertura al pubblico. Uno scrigno di tesori protetti con dei plinti antisismici per le opere d’arte.
Presentazione nel giorno in cui era stata inaugurata la sede di Borgo Rivera e apertura al pubblico in un’altra data significativa per L’Aquila: il 20 dicembre, nella stessa data in cui nel 2017 è stata riconsegnata la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Una serie di tasselli che uniscono il lungo lavoro di ricostruzione e riconquista degli spazi identitari. Una grande emozione che il Capoluogo d’Abruzzo ha vissuto in anteprima per voi, in attesa della riapertura al pubblico di domani, 20 dicembre.
“Anche se c’è altro lavoro da fare – ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – il Museo torna a casa. Era una ferita nel cuore vedere il Castello chiuso e il museo ospitato altrove”.
“È un grande traguardo – ha sottolineato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi – oltre che una grande gioia, perché questo non era solo un museo. Nell’auditorium si ascoltavano concerti, assistevamo a spettacoli nel fossato, insomma questo è un luogo del cuore dell’Aquila che dal 1951 è diventato patrimonio nazionale”.
“Con il rientro al Castello – ha invece dichiarato il titolare dell’USRA, Salvatore Provenzano – il MuNDA torna a casa che è stata consolidata dal punto di vista strutturale e musealizzata secondo le tecniche più moderne”.
“Questa è una giornata importante – ha concluso il nuovo Soprintendente, Massimo Sericola – sia per la città dell’Aquila che per tutti coloro che si occupano di beni culturali e per tutta la comunità”.
Dopo oltre sedici anni dal terremoto del 6 aprile 2009, una porzione significativa delle collezioni torna finalmente “a casa”, negli spazi del piano terra e del primo piano del quarto sud est del Castello, consegnati al museo nel giugno 2025 dall’ex Segretariato Regionale per l’Abruzzo che ne ha curato, a partire dal 2016, i complessi lavori di consolidamento e restauro. La consegna di questo primo stralcio ha permesso al MUNDA di procedere con il progetto museologico che ha interessato questa sezione con il nuovo allestimento museografico di ben 98 opere. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila ha supportato il museo nelle fasi di approvazione del progetto esecutivo e nella gestione della procedura di affidamento dei lavori, operando come stazione appaltante e seguendo i lavori di allestimento, a suggellare una proficua collaborazione con il MUNDA che testimonia l’impegno delle diverse istituzioni ed enti sul territorio e che avrà ulteriori sviluppi in futuro. A questo riguardo si sottolinea il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila che ha cofinanziato gli schermi ad uso dell’imponente Touch Wall del primo piano, lungo 3,5 metri e alto 1,2 metri.
L’apertura al pubblico è prevista da sabato 20 dicembre 2025.
Alla presentazione sono intervenuti, insieme alla direttrice, il Titolare dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila Salvatore Duilio Provenzano, il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e il Direttore generale Musei del Ministero della cultura Massimo Osanna.
“Il ritorno del Museo nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco dell’Aquila – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta un passaggio di grande valore simbolico e culturale: non soltanto la restituzione di un museo alla sua sede storica, ma il segno concreto di un percorso di ricostruzione che ha posto al centro il patrimonio come bene pubblico, strumento di conoscenza e fattore di coesione per la comunità. Il nuovo allestimento è il risultato di un lavoro lungo e articolato, che ha intrecciato ricerca, restauro e progettazione museografica, restituendo accessibilità a collezioni il cui rapporto con il museo e con il pubblico era stato profondamente segnato dai tragici eventi del 2009. Questa fortezza straordinaria torna oggi a essere un luogo della cultura vivo, dinamico, capace di parlare a tutti i pubblici, diventando al tempo stesso un simbolo di rinascita e di resilienza per l’intera comunità. La riapertura di questi spazi si inserisce in una visione più ampia che la Direzione generale Musei sta portando avanti in tutto il Paese: musei intesi come presìdi culturali attivi, radicati nei territori, aperti alla ricerca, all’accessibilità e alla partecipazione. In questo senso, il Museo nazionale d’Abruzzo rappresenta un modello significativo, capace di tenere insieme memoria e futuro, identità locale e reti nazionali, all’interno del Sistema Museale Nazionale. Il Castello dell’Aquila torna così a essere non solo uno scrigno di opere, ma uno spazio di relazione, e condivisione, chiamato a svolgere un ruolo centrale nella vita culturale del territori”.
“Oggi non inauguriamo soltanto un nuovo allestimento, ma restituiamo alla città un luogo della memoria collettiva e alla regione uno strumento fondamentale di conoscenza del proprio patrimonio”, ha dichiarato la direttrice del MUNDA Federica Zalabra durante la conferenza stampa. “Il Castello torna a essere un museo al passo con i tempi, vivo, aperto, in dialogo con la comunità e con la ricerca internazionale”.
Un ritorno atteso sedici anni
Il Museo Nazionale d’Abruzzo è ospitato nel Castello cinquecentesco sin dalla sua inaugurazione del 23 settembre 1951, voluta dopo che, nel secondo dopoguerra, la città e gli artisti aquilani si opposero al progetto di trasformare la fortezza in carcere, ottenendone la destinazione museale. Il sisma del 2009 ha provocato il grave danneggiamento del Castello, con il crollo del secondo piano – dove era ospitata la parte museale moderna – e pesanti lesioni ai livelli superiori, imponendo la chiusura del museo. Dal 19 dicembre 2015, per non interrompere il rapporto con la città, il MUNDA ha trovato casa negli spazi dell’ex Mattatoio di Borgo Rivera, all’interno delle mura storiche e accanto alla Fontana delle 99 Cannelle.
“Abbiamo voluto che il 19 dicembre 2025 segnasse esattamente dieci anni dalla riapertura nella sede provvisoria di Borgo Rivera“, ha spiegato la Direttrice. “È un passaggio simbolico: da un luogo nato per non interrompere la continuità del museo, si torna alla sede che fin dalla sua origine custodisce la storia artistica dell’Abruzzo”.
Un progetto museale nuovo, tra memoria e futuro
Quella che si apre oggi è una prima tappa di un progetto organico che riguarda l’intero Castello. Preziosa è stata la collaborazione con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila che ha formulato il bando di gara e ha operato come stazione appaltante, con un Responsabile Unico di Progetto e un Direttore dei lavori, per il Lotto 1 del progetto denominato Musealizzazione, laboratori di restauro e ricerca, nuovi depositi, spazi di accoglienza e valorizzazione, opere di accessibilità e superamento barriere architettoniche fisiche e cognitive, finanziato con l’Attuazione degli interventi del Piano Complementare al PNNR nei territori colpiti dal sisma 2009-2016, ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione n. 11 del 30 dicembre 2021.
Il progetto museografico è stato realizzato dallo Studio Guicciardini & Magni mentre il progetto museologico ha avuto la curatela della Direttrice Federica Zalabra.
L’Istituto Centrale per il Restauro del Mic è intervenuto con professionalità e competenza a fornire indicazioni per la realizzazione del sistema antisismico e antivibrazione che è stato declinato in basi per le numerose sculture lignee e pannelli sui quali è stata vincolata la maggior parte dei dipinti su tavola.
La porzione degli spazi restituita al MUNDA ospita ora:
· un percorso introduttivo dedicato alla storia della città dell’Aquila, del Castello e del museo, articolato in tre sale, con installazioni immersive e una narrazione per immagini dalla fondazione cinquecentesca del Castello fino ai giorni nostri;
· ambienti con pavimentazioni con stampa su vetro che riproducono le piante storiche della città, per orientare il visitatore nello spazio urbano e nel paesaggio culturale abruzzese;
· il nuovo percorso espositivo dal Medioevo al Cinquecento, cuore delle ricche collezioni permanenti del museo.
Il resto delle collezioni – la sezione archeologica, le opere dal Seicento all’arte contemporanea – troverà posto progressivamente, secondo un progetto museale già definito che prevede, entro la fine del 2027, la consegna e l’allestimento del secondo piano, restituendo al museo l’intero blocco storico.
Nel percorso espositivo il visitatore ha la possibilità in anteprima di ammirare alcuni importanti reperti della collezione archeologica, quali il Calendario di Amiternum, lastra risalente agli inizi del I secolo d.C. ricomposta da diversi frammenti, probabilmente posto in origine nel foro della città di Amiternum; l’Erma di Ercole, probabilmente posizionata all’ingresso del Teatro.

Il nuovo percorso espositivo del MuNDA: dal Medioevo al Rinascimento abruzzese
Il nuovo allestimento del MUNDA al Castello si apre con un piccolo museo nel museo. Si è deciso di dedicare le tre sale al piano terra alla narrazione di L’Aquila e del Castello. In ognuna delle sale il visitatore troverà elementi storici e artistici che gli permetteranno di avere una visione storica più ampia del Castello e della città.
Nella prima sala il plastico settecentesco del Castello del duca di Noja dialoga con i quattro santi protettori dipinti da Giulio Cesare Bedeschini, figure identitarie che accolgono il visitatore restituendo il legame profondo tra città, devozione e territorio.
Segue una sala interamente dedicata a San Pietro Celestino V e alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, luogo fondativo della storia aquilana: qui sculture quattrocentesche che un tempo adornavano la facciata della basilica e disegni di Francesco Bedeschini per un progetto mai realizzato del deposito delle reliquie del santo per la famosa chiesa, aiutano a ricostruire la complessità delle fasi storiche di Collemaggio, molte delle quali distrutte dall’intervento del 1970, come ricorda il video in questa sala. La preziosa vetrata che ritrae Celestino V sottolinea il ruolo politico e spirituale del pontefice e della Perdonanza.
Dedicata alla storia del Castello, la successiva sala immersiva trasforma il poderoso impianto architettonico in una memoria storica viva e accessibile, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere nel tempo i suoi spazi anche più reconditi.
Il percorso è arricchito da uno spazio didattico, in cui il MUNDA dedica ai visitatori più giovani -in visita con le famiglie o con la scuola- la possibilità di un’esperienza museale capace di stimolare emozioni, riflessioni e sensibilità, di educare facendo divertire e di vivere un museo accogliente avvicinandosi alle storie che ciascun dipinto o scultura o reperto archeologico narra.
Il percorso del piano terra si conclude con la visita del bastione est dell’edificio nel quale è allestito lo straordinario scheletro fossile del Mammuthus Meridionalis, rinvenuto nel marzo 1954 nel Comune di Scoppito, nelle vicinanze dell’Aquila; lo scavo e il restauro del Mammut fu a cura della professoressa Angiola Maria Maccagno, direttrice dell’Istituto di Paleontologia dell’Università̀ di Roma.
Il percorso prosegue al primo piano attraverso un viaggio nella produzione artistica dell’Abruzzo tra IX e XIII secolo: sculture lapidee, tavole mariane e iconografie antiche raccontano la nascita della tradizione figurativa regionale, mentre un’intera sezione è dedicata alla scultura lignea medievale, fenomeno tipico dell’area appenninica, che vede nelle Madonne in trono policrome e nel raro Cristo deposto una delle espressioni più originali dell’arte religiosa abruzzese.
Ampio spazio è riservato poi ai tabernacoli gotici e al Tardogotico in Abruzzo, con grandi polittici, opere riccamente decorate, foglie d’oro punzonate e presenze straniere.
La narrazione culmina nelle sale rinascimentali, che illustrano l’evoluzione del linguaggio figurativo locale: da Andrea Delitio al Maestro di San Giovanni da Capestrano, nel contesto della cosiddetta “congiuntura verrocchiesca” alla bottega di Silvestro dell’Aquila, fino alle personalità di Saturnino Gatti, Cola dell’Amatrice e Francesco da Montereale, veri protagonisti di un Rinascimento abruzzese moderno, autonomo e sorprendentemente ricco di relazioni con Roma, Firenze e l’Italia centrale.

Il MuNDA: un patrimonio che torna visibile
Il MUNDA è, fin dalla sua fondazione, un museo di territorio: oltre il 99% delle opere proviene dall’Abruzzo – da chiese, centri storici, aree interne – ed è stato costituito per “il salvataggio del superstite patrimonio” della regione e per tutelare un patrimonio altrimenti esposto a dispersione e furti.
Nel nuovo allestimento trovano, inoltre, spazio:
· importanti acquisizioni recenti, come il trittico Dragonetti de Torres di Antoniazzo Romano e bottega, rientrato all’Aquila dopo la dispersione della storica collezione di famiglia; La sacra parentela di Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice e infine la grande tavola del Maestro del Trittico di Beffi, la Dormitio Virginis, alta espressione dell’arte abruzzese di fine Trecento;
· opere arrivate in deposito pluriennale da istituzioni nazionali, tra cui l’Annunciazione di Walter Monich dal Museo Nazionale del Bargello, una Madonna lignea con Bambino da Castel Sant’Angelo, tutte testimonianze del dialogo del museo con le grandi realtà museali italiane.
“Non ci limitiamo a “riportare” le opere al Castello – ha sottolineato la Zalabra – ma le ripensiamo alla luce della ricerca più aggiornata, degli studi e dei restauri condotti in questi anni. Il percorso permette oggi di leggere con maggiore chiarezza la storia artistica dell’Abruzzo, dall’area interna montana fino alla costa”.
MuNDA, Restauri diffusi e messa in sicurezza delle collezioni
Il rientro al Castello è stato preceduto da un imponente lavoro di tutela e restauro:
· messa in sicurezza delle oltre 1.500 opere conservate nei sotterranei del castello dopo il sisma del 2009, con interventi su problemi strutturali, tarli, muffe e condizioni di conservazione critiche;
· progettazione di campagne di restauro per filoni di ricerca, che permettono al museo di affiancare alla cura delle opere lo studio storico-artistico e la documentazione scientifica;
· restauri di molte delle opere destinate all’allestimento, per renderle più leggibili sia al pubblico che agli studiosi.
Accessibilità, inclusione e nuovi pubblici: Accanto alla ricostruzione fisica e museografica, il MUNDA ha sviluppato negli ultimi anni una forte attenzione all’accessibilità, a partire dalla sede di Borgo Rivera – priva di barriere architettoniche – e ora anche al Castello:
· percorsi dedicati alle persone non vedenti e ipovedenti, con opere lapidee selezionate che possono essere toccate e modellini tattili 3D delle opere pittoriche offerte all’esplorazione tattile e sensoriale;
· collaborazione con una tiflologa non vedente e con l’Unione Italiana Ciechi dell’Aquila;
· realizzazione risalente al 2024, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, di modelli 3D del celebre Mammut (nella sua ricostruzione “viva” e nella testa con la zanna) e di altri supporti tattili legati alle opere pittoriche;
· al primo piano del maestoso edificio prende vita IRIDE, un innovativo sistema multimediale che trasforma la visita museale in un’esperienza immersiva, personale e sorprendente. Cuore del progetto è un imponente Touch Wall lungo 3,5 metri e alto 1,2 metri, i cui schermi sono stati co-finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila: una vera e propria “tela digitale” che il pubblico può esplorare con il semplice tocco delle dita;
· Una sala immersiva al piano terra in cui il pubblico potrà entrare in un ambiente suggestivo tramite la visione di un video multimediale che racconta la storia del monumento attraverso un linguaggio multimediale capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Ricostruzioni 3D, infografiche animate, motion graphic e audio spazializzato costruiscono una narrazione visiva di forte impatto. Il racconto si sviluppa attraverso sequenze video coordinate da testi in italiano e inglese, trasformando l’apparato iconografico in una narrazione coerente e accessibile.
L’obiettivo è un museo “che non si limiti a esporre, ma che insegni a leggere ciò che si vede – o si tocca”, attraverso allestimenti didattici, strumenti di mediazione e attività pensate per scuole, famiglie e pubblici con esigenze specifiche.
Un castello-piazza per la città
Il progetto complessivo di recupero strutturale e funzionale dell’edificio, che si attuerà nei prossimi anni, guarda al Castello non solo come sede museale, ma come nuova piazza urbana:
· al piano terra, in prospettiva, affacceranno sul cortile le sale per mostre temporanee, la sala conferenze, la sala da musica, il caffè, il ristorante, la biblioteca e i laboratori di restauro;
· queste aree saranno accessibili liberamente in orari estesi, mentre il biglietto sarà richiesto soltanto per l’accesso agli spazi espositivi.
Parallelamente, la sede di Borgo Rivera non viene abbandonata: gli spazi dell’ex Mattatoio, grazie alla disponibilità del Comune dell’Aquila che ne è proprietario, sono destinati a diventare un deposito di sicurezza regionale, con laboratorio di restauro e sala espositiva per mostrare al pubblico restauri e interventi in corso, in un territorio ad alta sismicità che necessita di luoghi attrezzati per la tutela del patrimonio.
Comunicazione e supporti alla visita: In occasione della riapertura della sede storica nel Castello cinquecentesco e dell’inaugurazione del nuovo percorso espositivo, il Museo Nazionale d’Abruzzo presenta Il Museo Nazionale d’Abruzzo al Castello cinquecentesco dell’Aquila. Guida alla visita, la nuova guida ufficiale del Museo edita da Silvana Editoriale, concepita come strumento di orientamento e approfondimento per accompagnare il pubblico alla scoperta delle collezioni e degli spazi recentemente restituiti alla fruizione. La pubblicazione si inserisce nel più ampio processo di rilancio del Museo Nazionale d’Abruzzo, rappresentando una tappa significativa nel percorso di restituzione alla città e alla comunità di uno dei suoi luoghi culturali più rappresentativi. Il volume documenta e racconta i due piani attualmente accessibili al pubblico e il bastione est, che ospita il celebre Mammuthus meridionalis, uno dei reperti simbolo del Museo. Ampio spazio è riservato anche agli aspetti architettonici e storici del Castello, offrendo al lettore una lettura integrata del rapporto tra l’edificio monumentale e le collezioni esposte.
Tutte le opere esposte sono presentate attraverso immagini ad alta definizione, accompagnate da brevi sinossi e da un inquadramento storico-artistico, con l’obiettivo di restituire una visione chiara, completa e coinvolgente del nuovo percorso espositivo. La guida si configura così come uno strumento di consultazione accessibile, pensato non solo per accompagnare la visita, ma anche per prolungarne l’esperienza nel tempo.
Con la medesima casa editrice, Silvana Editoriale, il Museo presenta anche la guida alla visita del Parco archeologico di Amiternum, che rappresenta uno strumento agile per orientarsi tra i resti della città romana. Si tratta di un testo che cerca di sintetizzare gli ultimi due decenni di ricerche sul territorio con un linguaggio accessibile e divulgativo. La guida è articolata in due itinerari, che corrispondono alle due aree in cui è diviso il Parco archeologico, a loro volta sviluppate intorno ai monumenti maggiori del sito: il teatro e l’anfiteatro.
Dei box di approfondimento illustrano al lettore ulteriori elementi utili alla ricostruzione della storia del territorio e della cultura figurativa dell’alta valle dell’Aterno in età romana, così come informazioni generali sul mondo romano.
Il sito web istituzionale del Museo Nazionale d’Abruzzo https://www.museonazionaledabruzzo.it/ debutta il 19 dicembre dopo un completo restyling estetico e concettuale, rappresentando un indispensabile contenitore di informazioni, oltre a costituire con lo strumento parallelo della web app relativa al progetto di accessibilità uno strumento integrato per la visita. Il sito nelle due versioni italiana ed inglese, più intuitivo, dinamico, ricco e versatile rispetto al precedente, è stato sviluppato al fine di venire incontro alle varie tipologie di utenze e per essere audioconsultabile a cominciare dall’archivio opere e per fornire una esauriente presentazione dei luoghi del Museo Nazionale d’Abruzzo, con contenuti di approfondimento e percorsi di visita.

Informazioni per il pubblico
Apertura al pubblico del Castello cinquecentesco – MUNDA da sabato 20 dicembre 2025
Orari di apertura (dal 20 dicembre 2025):
· dal martedì alla domenica: 9.00 – 19.00
· chiusura biglietteria: ore 18.00
Biglietti di ingresso:
· 10 €: biglietto intero museo
· 8 €: gruppi (min. 10 – max 25 persone)
· 2 €: ridotto (secondo le agevolazioni di ingresso previste dalla normativa per determinate categorie)








