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E se domani il liceo classico non facesse più paura a nessuno?

Oltre il 90% degli studenti tra Liceo e Università ha usato l’AI almeno una volta per farsi spiegare argomenti, svolgere esercizi, preparare compiti. Quale conseguenza per le ripetizioni?

E se domani il liceo classico non facesse più paura a nessuno?

Come avrete capito, questa rubrica nasce da ciò che leggo o ascolto durante la settimana. Stavolta mi ha colpito una statistica impressionante: in sondaggi tra studenti delle superiori e universitari, oltre il 90% ha usato un’AI generativa almeno una volta per:
farsi spiegare un argomento,
preparare compiti/saggi,
fare esercizi o quiz di autovalutazione.
Non è (solo) un trucco: è un tutor h24

Al netto dei sospetti “maliziosi”, sempre più ragazze e ragazzi usano l’AI come tutor personale: spiegazioni passo passo, esempi personalizzati, disponibilità 24/7.
Per milioni di studenti il primo gesto non è più “chiamo il prof”, ma “apro la chat”.

Dalle ripetizioni tradizionali al mix umano-AI

In ricerche 2023/24 circa un terzo degli studenti che faceva ripetizioni classiche ha dichiarato di aver sostituito almeno una parte delle ore con ChatGPT (o simili). Molti genitori confermano: con l’AI i figli se la cavano sempre più spesso da soli.
E, oggettivamente, l’AI non sbuffa, non guarda l’orologio e non costa 30€ l’ora: competere così, per un prof privato, non è semplicissimo.

Niente panico: cambia il mestiere del tutor

“Tutto cambia, nulla si distrugge” citando una riedizione del principio di conservazione della materia di Lavoisier (che ho imparato grazie a delle ripetizioni all’epoca delle superiori) apro la parte speranzosa della rubrica.
Non è la fine delle ripetizioni: cambia il ruolo. Senza basi non si impara nemmeno a chiedere bene all’AI; qui entra il tutor umano, che può sfruttare i chatbot intelligenti a proprio favore.

“L’AI si mangia le spiegazioni standard,all’umano resta la parte di coach (non il pappagallo del libro).”
O, se preferite: il tutor sarà come il personal trainer in palestra. Non lo paghi per mostrarti la macchina, ma per cambiare il modo in cui la usi.

Come potrebbe funzionare (sul serio)

Studente: ripassa con l’AI, fa esercizi extra, chiede correzioni.
Tutor 2.0: usa l’AI per generare schede personalizzate, esempi mirati, simulazioni di verifiche, piani di studio adattivi.
Risultato: meno tempo sul “programma”, più tempo su metodo, motivazione e strategia.

Un effetto (finalmente) democratizzante

Questo modello ibrido può allargare l’accesso: chi ha budget limitati può riservare il tutor umano ai momenti critici (verifiche, maturità, test d’ingresso) e usare l’AI, anche gratuita o da 20€/mese, per il lavoro massivo.

Significa più contenuti, più spiegazioni, più personalizzazione per chi prima rinunciava. E può persino riavvicinare percorsi percepiti come “troppo impegnativi” (vedi i licei, soprattutto il classico), dove il costo in ore e in denaro spesso spaventava più dello studio in sé.

Morale della favola

Guardiamo all’AI con attenzione, non con paura. Non si può fermare: usiamola a nostro vantaggio. L’impatto su scuola e ripetizioni sarà profondo, ma può essere un salto di qualità, non un declino.
Hai esperienze (da studente, genitore, docente o tutor) con questo modello ibrido?
Scrivimi a esedomani.blog@gmail.com: raccolgo testimonianze e casi concreti per un seguito.