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Rincari record per la spesa alimentare, dalla verdura ai formaggi: famiglie in difficoltà

Fare la spesa al supermercato costa sempre di più. Solo nell’ultimo anno si registra un aumento del 21% per il caffè e di quasi l’8% per carne bovina e uova.

Spesa alimentare, rincari insostenibili: le famiglie abruzzesi fanno i conti con aumenti che superano ogni previsione.

La spesa alimentare continua a pesare sempre di più sui bilanci familiari abruzzesi. Nell’ultimo anno, e più in generale dal 2021 al 2025, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità ha superato di gran lunga la capacità di spesa di tanti nuclei, soprattutto quelli più fragili. Pane, pasta, riso, latte, carne, uova, frutta e verdura: quasi nessuna categoria è stata risparmiata da rincari che stanno modificando abitudini e consumi.

Secondo le elaborazioni sui più recenti dati ISTAT, i prezzi degli alimentari sono cresciuti di circa il 25% in quattro anni, un valore che supera nettamente l’inflazione generale registrata nello stesso periodo (+17,3%). Un quadro che penalizza in modo particolare famiglie con redditi medio-bassi, nuclei numerosi, pensionati sociali, lavoratori precari o colpiti dalla cassa integrazione, fino ad arrivare a segmenti del ceto medio che fino a poco tempo fa riuscivano a mantenere un adeguato equilibrio economico. L’Abruzzo, regione con un’elevata presenza di pensionati e un tessuto economico ancora fragile, risente più di altre aree del Paese di questa impennata dei costi alimentari.

A subire gli incrementi più alti sono i prodotti di origine vegetale, aumentati del 32,7% tra ottobre 2021 e ottobre 2025.Seguono latte, formaggi e uova (+28,1%) e, poco sotto, pane e cereali (+25,5%). Anche i freschi hanno registrato rincari superiori ai prodotti lavorati: +26,2% contro +24,3%.
Analizzando il solo ultimo anno (ottobre 2024 – ottobre 2025) la situazione resta pesante:
Carne bovina +7,9%
Uova +7,2%
Burro +6,7%
Carne ovina e pollame +5,3%
Riso +4,6%
Pesce fresco +4%
Caffè +21,1%
Latte conservato +5%

Di fronte a questa impennata, l’effetto sulle famiglie è duplice: meno qualità e quantità nel carrello — con rinunce sempre più frequenti ai prodotti freschi — e un disagio economico crescente, che si aggiunge a bollette energetiche e canoni di locazione già aumentati negli ultimi anni.
Le cause, secondo Adiconsum Pescara, sono la somma di più fattori che hanno finito per creare una vera “tempesta perfetta”: eventi climatici estremi che hanno danneggiato la produzione agricola; conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina sul costo e sulla disponibilità di cereali e fertilizzanti; energia ancora troppo cara, che impatta sull’intera filiera; la forte domanda globale seguita alla ripresa post-pandemica; e, come sempre, la componente speculativa che alimenta ulteriori rialzi.

Per l’associazione dei consumatori “servono interventi urgenti e mirati per evitare che questa situazione degeneri in un’emergenza sociale conclamata. Le priorità indicate sono: rafforzare i sostegni alle famiglie più in difficoltà; controllare in modo più rigoroso l’andamento dei prezzi per evitare speculazioni; avviare intese regionali con la grande distribuzione per calmierare i beni essenziali; sostenere la filiera locale per ridurre i costi legati a trasporti e logistica”.
“Le famiglie abruzzesi – conclude l’associazione – non possono essere lasciate sole davanti a rincari che stanno erodendo il potere d’acquisto mese dopo mese. Serve un’azione coordinata fra istituzioni, associazioni e mondo produttivo per riportare equilibrio e garantire a tutti l’accesso a un’alimentazione dignitosa”.