Sciopero generale, in migliaia all’Aquila contro la Manovra
Sciopero generale del 12 dicembre a L’Aquila: in tanti al corteo contro la manovra, tra richieste di tutele per lavoro, scuola e servizi pubblici.
Alta partecipazione a L’Aquila per lo sciopero generale del 12 dicembre, la mobilitazione nazionale indetta da CGIL contro la Legge di Bilancio. Tra i temi: salari, precarietà, diritto allo studio, difesa dei servizi pubblici e stop all’economia di guerra.
In numerosi hanno partecipato al corteo che ha attraversato L’Aquila in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre, indetto da CGIL contro la Legge di Bilancio del 2026. Il capoluogo abruzzese è stato il centro della mobilitazione regionale, con lavoratori, pensionati, studenti e delegati sindacali arrivati da tutto l’Abruzzo e dal Molise – una partecipazione testimoniata anche dai venti pullman giunti in città.
Il concentramento si è tenuto alla Villa Comunale, con diversi interventi delle categorie prima della partenza del corteo verso la Prefettura. Parole contro la precarietà, il carovita e i tagli ai servizi pubblici hanno accompagnato la manifestazione, insieme a cartelli per il diritto allo studio e per maggiori investimenti in sanità, scuola e welfare. Al centro della protesta, le critiche alla manovra del Governo, giudicata dalla CGIL “ingiusta e inadeguata” perché non affronta né il crollo del potere d’acquisto né la precarietà crescente. Denunciati anche i mancati rinnovi dei contratti, la stagnazione della produzione industriale e l’assenza di una strategia capace di creare lavoro stabile.
Forte la presenza del mondo della scuola e dell’università. Docenti, personale scolastico e studenti hanno contestato il sottofinanziamento dell’istruzione e rilanciato la battaglia contro il “semestre filtro”, definito discriminatorio dall’Unione degli Universitari. Critiche diffuse rivolte anche contro l’aumento delle spese militari, ritenute incompatibili con lo stato dei servizi pubblici.

Nel corso della mattinata è intervenuto Carmine Ranieri, segretario generale della CGIL Abruzzo Molise: “In Abruzzo un salario su 2 è inferiore a 1.000 euro al mese. Eppure ci sarebbe tanto da fare perché oggi viene tassato molto più il lavoro che le rendite finanziarie. Chi guadagna in borsa con i dividendi sulle azioni paga meno tasse di chi lavora ogni giorno“.
Presente in piazza anche il Partito Democratico. In una nota, il segretario regionale Daniele Marinelli e il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci hanno definito “irrinunciabile” la partecipazione del PD accanto ai lavoratori e ai sindacati, sottolineando che l’ampia adesione alla protesta segnala “un disagio profondo in un quadro economico e sociale sempre più complesso“. I due esponenti dem hanno richiamato l’intervento di Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams CGIL, ribadendo che “il Paese ha bisogno di risposte concrete, non di slogan“.

“Le ragioni della protesta, illustrate in questi giorni dalla Cgil Abruzzo Molise, unite ai dati che vengono fuori sulla situazione dell’Abruzzo, ci dicono che la produzione industriale è ferma da oltre trenta mesi, che la cassa integrazione sta esplodendo con numeri drammatici, che la manifattura è in stalloe che anche i Comuni, a causa dei pesanti tagli ai trasferimenti, rischiano di non riuscire più a garantire i servizi essenziali ai cittadini“, affermano Marinelli e Paolucci.
“Per queste ragioni oggi abbiamo scelto di essere presenti e di sostenere questa mobilitazione con convinzione”, proseguono. “La difesa del lavoro e della coesione sociale è una priorità per il Partito Democratico, che continuerà a essere al fianco di lavoratori, studenti e sindaci e a chiedere con forza che Governo e Regione tornino ad occuparsi davvero dei bisogni delle persone e del futuro produttivo del nostro territorio“.










