Sciopero generale del 12 dicembre, all’Aquila il corteo contro la Legge di Bilancio 2026
L’Aquila sarà il centro della mobilitazione abruzzese in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre contro la Legge di Bilancio 2026.
Sciopero generale del 12 dicembre: L’Aquila si prepara a scendere in piazza. Una giornata di mobilitazione che porterà lavoratori, cittadini e delegati sindacali a far sentire la propria voce su salari, pensioni e servizi pubblici.
L’Aquila sarà il centro della mobilitazione abruzzese in occasione dello sciopero generale nazionale indetto dalla CGIL per venerdì 12 dicembre, una giornata di protesta che coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati. La manifestazione regionale si terrà proprio nel capoluogo, dove cittadini, lavoratori e delegati sindacali si ritroveranno per dare voce al malcontento nei confronti della Legge di Bilancio 2026.
Il raduno è previsto alle ore 10 alla Villa Comunale, con gli interventi delle delegate e dei delegati delle diverse categorie. Il corteo partirà intorno alle 10.30, per raggiungere la Prefettura, dove si terrà il comizio conclusivo affidato a Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil, che chiuderà la mattinata di mobilitazione.
La CGIL accusa la manovra del Governo di essere una legge “ingiusta” e priva delle risposte necessarie in un Paese in cui salari, pensioni e servizi essenziali continuano a perdere terreno. Per il sindacato il testo non affronta l’emergenza salariale, non sostiene pensionati, autonomi e lavoratori precari, e rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze sociali.
Le ragioni dello sciopero riguardano questioni centrali: salari, fisco, precarietà, sicurezza sul lavoro, pensioni, sanità e istruzione. Tra i temi più sentiti ci sono: il potere d’acquisto, che secondo la confederazione continua a scendere; la carenza di investimenti in sanità, scuola e welfare territoriale; la necessità di una politica industriale capace di creare lavoro stabile; il rifiuto degli accordi separati e la richiesta di un modello contrattuale più partecipato, che dia ai lavoratori un ruolo diretto nei processi decisionali.
Per la CGIL lo sciopero è “uno strumento indispensabile per modificare la manovra”, trasformando il dissenso in una pressione politica capace di orientare le scelte economiche del governo.
Lo sciopero generale del 12 dicembre coinvolgerà in modo trasversale l’intero mondo del lavoro, dal settore pubblico al privato, incluse le attività in appalto e i servizi di supporto. Come previsto dalla Legge 146/1990, nelle aree soggette agli obblighi di garanzia resteranno operative solo le funzioni essenziali, mentre tutte le altre attività potranno subire interruzioni o riduzioni significative.
Rilevante è la partecipazione nel comparto dei trasporti, dove si attendono i maggiori disagi. A livello regionale, AMA e TUA potrebbero aderire alla mobilitazione, seguendo il comportamento già adottato in occasione di precedenti scioperi nazionali. In tal caso, verrebbero garantite le fasce di servizio essenziali, rispettivamente dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, mentre fuori da questi orari le corse potrebbero essere limitate o cancellate.
Interessata anche la categoria della scuola, con docenti e personale ATA in sciopero per l’intera giornata. L’adesione potrà comportare la sospensione o la rimodulazione delle lezioni, la riduzione dei servizi di mensa e post-scuola e un funzionamento degli istituti non del tutto regolare, pur restando garantita l’apertura minima delle strutture.
Il personale dei Vigili del Fuoco effettuerà un fermo di quattro ore, senza conseguenze economiche: i turnisti sospenderanno l’attività dalle 9 alle 13, mentre chi lavora su orario amministrativo si asterrà per l’intero turno giornaliero.
Coinvolti anche tutti gli altri lavoratori del settore pubblico, dalla sanità – dove saranno garantite solo urgenze ed emergenze – alla Pubblica Amministrazione, con sportelli e uffici che potrebbero operare a personale ridotto o con tempi di attesa più lunghi.










