Lavoro in Abruzzo, occupazione in crescita ma persistono i divari di genere
Il mercato del lavoro abruzzese cresce e si attesta sopra la media nazionale: insistono le difficoltà per l’occupazione femminile e per la precarietà dei contratti per i più giovani. I dati.
Lavoro in Abruzzo, nel primo semestre del 2025 si registra un aumento degli occupati superiore alla media nazionale, ma le donne e i giovani continuano a mostrare tassi di occupazione più bassi e precauzione diffusa. Emergono disparità di genere nel mondo del lavoro: donne penalizzate dai ruoli di cura.
L’Abruzzo conferma nel primo semestre del 2025 (gennaio-giugno) un andamento positivo del mercato del lavoro, con una crescita degli occupati superiore alla media nazionale: poco più di 509 mila occupati, quasi 43 mila persone in cerca di occupazione e 261 mila inattivi. Secondo i dati elaborati dal Cresa – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia – su base Istat, gli occupati nella regione hanno registrato un aumento del 2% rispetto all’1.2% nazionale. Le persone in cerca di lavoro, invece, si riducono del 15.4%: quasi il doppio della media nazionale. Nella totalità, i tassi di attività e di occupazione – rispettivamente del 67.1% e del 61.7% – si allineano a quelli italiani e sono migliori rispetti a quelli riscontrati al Sud.
Nonostante i segnali positivi complessivi, però, rimane uno squilibrio di genere marcato. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 50.7%, inferiore sia alla percentuale maschile che alla media nazionale del 54%. Sempre inferiore, il tasso di attività femminile è del 55.8%, mentre il tasso di disoccupazione supera l’8%: dato superiore a quello maschile e alla media italiana.



“Questa importante flessione delle disoccupate non può, tuttavia, non essere messa in correlazione con la flessione delle forze lavoro: quasi tre quarti delle 4,4 mila donne non più disoccupate, infatti, sono uscite dalle forze di lavoro ed entrate nell’area dell’inattività, vale a dire in quel cono d’ombra nel quale non si cerca occupazione prevalentemente per sfiducia nella possibilità di trovarlo e la cui espansione costituisce, appunto, la più grande minaccia per la crescita del mercato lavoro“, si legge nel report.
I giovani fanno ingresso nel mondo del lavoro ma con contratti precari
Il mercato del lavoro giovanile (15-34 anni) mostra tendenzialmente valori leggermente inferiori alla media nazionale ma migliori rispetto al Mezzogiorno. Nel primo semestre 2025, su 99,6 mila nuovi rapporti di lavoro attivati in Abruzzo, 35,6 mila riguardano giovani under 30, pari al 35,7% del totale. Rispetto allo stesso periodo del 2024 si registra una flessione del 5,4%, peggiore della media nazionale che è pari a -1,1%.
I contratti a termine rappresentano il 40%, stagionali il 19%, intermittenti il 18%, somministrazione l’11%, mentre solo il 6% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato e altrettanti sono apprendistati. Nonostante la precarietà, tra i giovani cresce in positivo il fenomeno delle trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato, con 23,3% per i contratti a termine e 16,6% per gli apprendistati rispetto al primo semestre 2024.

Le sfide per donne e giovani nel mondo del lavoro
Se l’Abruzzo mostra segnali di ripresa generale, il mercato del lavoro resta fragile sul fronte femminile e giovanile. Da come si legge nel report del Cresa, le donne sono penalizzate da ruoli di caring non supportati da servizi pubblici, mentre i giovani affrontano contratti flessibili e precarietà che ritardano l’autonomia economica e sociale.
Per valorizzare pienamente il capitale umano della regione, è necessario – continua lo studio – sostenere politiche di conciliazione tra vita e lavoro, favorire stabilità contrattuale e creare condizioni che permettano a donne e giovani di partecipare attivamente e con continuità al mercato del lavoro.


