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Cucina Italiana Patrimonio Unesco, Zonfa: “Trampolino di lancio per le nostre tradizioni”

La cucina italiana è Patrimonio Unesco: “buona, sana e attenta alle tradizioni”, parola di William Zonfa, chef stellato.

La cucina italiana è la prima ad essere riconosciuta nella sua interezza come patrimonio dell’Unesco. Dall’Abruzzo, dall’Italia, al mondo: lo chef William Zonfa racconta tradizione, innovazione e responsabilità.

In cucina, ogni ingrediente, ogni gesto, porta con sé storie di territori, tradizioni, generazioni. Lo sa bene lo chef stellato William Zonfa che, ai microfoni del Capoluogo, commenta il riconoscimento Unesco alla cucina italiana, la prima al mondo ad essere iscritta nella sua interezza nella lista del Patrimonio Immateriale: “Non si tratta di un traguardo, ma di un vero e proprio trampolino di lancio“.

Una decisione storica, presa all’unanimità ieri, 10 dicembre, a New Delhi, che definisce la cucina italiana come “una miscela culturale e sociale di tradizioni”, un modo per prendersi cura di sé e degli altri, riscoprendo le proprie radici culturali.

Per Zonfa, l’Abruzzo non è solo casa: è punto di partenza e ispirazione costante: “L’Italia è un Paese incredibilmente ricco di regioni e tradizioni“, racconta, “ma qui, nel nostro Abruzzo, c’è qualcosa di unico: la varietà dei prodotti, la forza dei produttori, la storia che ogni piatto porta con sé. Oggi abbiamo la responsabilità di rispettare queste tradizioni, preservarle e, quando serve, rimodellarle con consapevolezza. Innovare senza tradire è la chiave“. La sua idea di cucina, infatti, riflette questa filosofia: “La forza della nostra cucina è doppia: non è solo buona, ma è anche sana. Il nostro territorio, grazie al microclima e alla varietà dei prodotti, ci permette di creare piatti completi, equilibrati e salubri“. Da ricordare il suo show-cooking, in occasione della settimana dedicata al Parkinson, nato per creare ricette con ingredienti che non interferiscono con l’assunzione della terapia.

Il messaggio è chiaro: “Questo riconoscimento non è solo un titolo, è un invito. La cucina italiana è patrimonio immateriale dell’umanità, ma per me significa continuare a rispettare il territorio, innovare con equilibrio, raccontare la storia dei nostri prodotti e dei nostri gesti. L’Abruzzo, con le sue montagne e la sua costa, con i suoi piccoli produttori e le grandi tradizioni, è il cuore pulsante di tutto questo. Oggi possiamo far vedere al mondo chi siamo veramente“, conclude Chef Zonfa.

William Zonfa

Il riconoscimento Unesco arriva al termine di un lungo percorso. La candidatura, presentata nel 2023 dal Collegio Culinario insieme a Casa Artusi, Accademia Italiana della Cucina e La Cucina Italiana, ha puntato sui valori chiave della cucina italiana: lotta allo spreco, sostenibilità, valorizzazione delle filiere, rispetto dei territori e delle comunità.

Abbiamo seguito il territorio, monitorando le tradizioni“, aggiunge D’Amario, “fino a portare le nostre osservazioni a livello ministeriale. Questo riconoscimento celebra la bontà della nostra cucina, ma anche il suo legame con la salute e con le persone“.

Non a caso anche Niko Romito, tre stelle Michelin, sottolinea la responsabilità che questo titolo comporta: “La cucina italiana non è solo un insieme di ricette, ma un patrimonio vivo di territori, gesti e tecniche. E l’Abruzzo, con la sua essenzialità e purezza, resta un punto di riferimento costante“.

Reazioni istituzionali 

L’entusiasmo corre anche tra le istituzioni italiane. Nazario Pagano, presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha commentato: “La cucina italiana è memoria e innovazione, lavoro e impresa. Questo riconoscimento rafforza il Sistema Italia, sostiene i nostri produttori e offre strumenti più efficaci per difendere le eccellenze da imitazioni e concorrenza sleale“.

Il senatore abruzzese Etelwardo Sigismondi ha aggiunto: “L’Unesco premia un’eredità fatta di saperi, consuetudini familiari e legami profondi con i nostri territori. Celebra agricoltori, allevatori, produttori e famiglie che custodiscono una tradizione fatta di qualità, sostenibilità e passione. L’Abruzzo contribuisce in modo autentico con i suoi prodotti e le sue filiere”.

Per Giammarco Giovannelli, presidente di Confcommercio Abruzzo, “è una vittoria collettiva. Il cibo è un potente strumento di comunicazione e identità: questo riconoscimento rafforzerà l’intera filiera turistica, dai ristoranti agli alberghi, dai produttori agli agricoltori”.

Emanuele Imprudente, assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Abruzzo, ha sottolineato l’importanza del riconoscimento per la regione: “Premia il lavoro dei nostri agricoltori, produttori e imprese agroalimentari, custodi di qualità, tradizione e innovazione. L’Abruzzo contribuisce in modo autentico a questo patrimonio globale“.