Riforma edilizia, ok del Cdm al nuovo codice
Via libera alla riforma dell’edilizia. A quanto si apprende il Consiglio dei ministri in corso ha infatti approvato la riforma del Codice dell’edilizia e delle costruzioni.
Via libera alla riforma dell’edilizia: il Consiglio dei ministri approva la delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni
Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok alla riforma del Codice dell’edilizia e delle costruzioni, un intervento atteso da anni che punta a riordinare e semplificare l’intero quadro normativo del settore. La delega approvata, composta da cinque articoli, definisce i principi guida che il Governo dovrà seguire nella stesura del nuovo testo unico.
Nella bozza, il primo obiettivo dichiarato è quello di creare un testo omogeneo che raccolga e coordini tutte le norme vigenti in materia edilizia e di disciplina tecnica delle costruzioni. L’intento è di eliminare duplicazioni, sovrapposizioni e antinomie che negli anni hanno reso il settore particolarmente complesso, integrando inoltre le normative legate alla tutela idrogeologica, alla sicurezza strutturale, all’eliminazione delle barriere architettoniche e alla sostenibilità ambientale.
Allo stesso tempo, si punta a un allineamento con le norme relative alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, con quelle sanitarie e fiscali, oltre che con la regolamentazione di settore che influisce sulle attività edilizie.
Una parte rilevante della delega riguarda la semplificazione dei procedimenti amministrativi. Il testo propone di definire standard minimi e regole chiare per i diversi tipi di interventi edilizi, così da ridurre le incertezze operative che spesso rallentano i cantieri e la gestione delle pratiche. Verrà inoltre introdotta una classificazione nazionale delle difformità dal titolo abilitativo, con l’obiettivo di chiarire quali irregolarità possano essere sanate — nei limiti delle norme già vigenti — e in quali condizioni ciò sia possibile, anche in relazione all’epoca di realizzazione dell’abuso.
La riforma interviene anche sul nodo degli abusi storici. La delega mira a rendere più trasparenti e rapidi i procedimenti di sanatoria, fissando termini perentori per la presentazione delle richieste e prevedendo procedure semplificate per sanare le irregolarità realizzate prima dell’entrata in vigore della legge del 6 agosto 1967. Parallelamente, si punta a una revisione organica del sistema sanzionatorio, calibrando le sanzioni in base alla gravità della difformità, al valore delle opere e al loro impatto urbanistico, con particolare attenzione agli immobili sottoposti a tutela.
Agevolazioni e contributi: regole più rigide
Un altro capitolo importante riguarda le agevolazioni pubbliche. Il Governo intende riorganizzare le norme che regolano l’accesso a incentivi, contributi e provvidenze per gli interventi edilizi. L’obiettivo è impedire in modo tassativo la concessione di benefici economici per opere che presentino irregolarità non sanabili o non conformi ai requisiti stabiliti.




